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La Chiesa ammette l’aborto nel caso di bambini malformati?

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Parlando con degli amici ho sentito affermare una cosa che mi sembra incredibile: la Chiesa avrebbe ammesso l’aborto nel caso che la madre aspetti un bambino malformato. Questo sentito dalla bocca di un sacerdote… e in tv! Personalmente non ci posso credere, e penso che questi amici abbiano capito male. Credo che l’aborto resti comunque un omicidio. Mi potete aiutare a fare chiarezza?

Paola Scotti Calcara

Risponde padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Non so che cosa abbia detto esattamente il sacerdote cui fa riferimento la Lettrice e non posso, quindi, esprimere alcuna valutazione in proposito, ma, riguardo all’asserzione che «la Chiesa avrebbe ammesso l’aborto nel caso che la madre aspetti un bambino malformato», credo di poter dire con sicurezza che questo non corrisponda a verità.

Papa Francesco in più occasioni ha parlato dell’aborto in termini netti e inequivocabili, in piena sintonia con tutto il Magistero della Chiesa. Basti ricordare alcune parole appassionate di Evangelii gaudium in cui difende la dignità e il diritto ad esistere dei nascituri: «Tra questi deboli di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo. Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Eppure questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo» (Evangelii gaudium, 213).

Riguardo, in particolare, all’aborto determinato dalla scoperta di malformazioni fetali, ricordo che 2-3 nati su 100 in Italia presentano anomalie maggiori (ad esempio il labbro leporino con o senza palatoschisi che è una discontinuità nel palato, o la mancanza di un arto o problemi della chiusura tubo neurale, come la spina bifida). Considerando, oltre alle malformazioni più importanti, anche le sindromi genetiche, le cromosomopatie (come la sindrome di Down), le malattie metaboliche e quelle da infezione contratta in gravidanza (come, un tempo, la rosolia) si giunge ad un 4-5% di anomalie congenite.

Molte di queste anomalie, attraverso opportuni esami, possono essere sospettate o diagnosticate entro il primo trimestre di gravidanza, mentre per altre si devono aspettare fasi più avanzate. Saranno bambini che nasceranno con situazioni di svantaggio fisico e mentale più o meno grave e che, a motivo della loro fragilità, dovrebbero essere accolti con tanto più amore e cura da parte di tutti.

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