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Il Presidente di Hitler no, ma il papa di Hitler sì

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Pio XII viene criticato aspramente per azioni per le quali Carl Gustaf Emil Mannerheim viene invece lodato

Ha alleato il suo Paese con la Germania nazista e non ha mai detto una parola per difendere gli ebrei. I suoi rapporti con Hitler sono stati descritti come “amichevoli”, e come segno di apprezzamento per la sua alleanza Hitler gli regalò una Mercedes-Benz, che lui accettò, come ha affermato uno scrittore, “educatamente”. Ha trascorso il suo 75° compleanno in un incontro segreto con Hitler, che ha compiuto uno dei suoi rari viaggi al di fuori della Germania per vederlo.

I suoi connazionali lo riveriscono ancora 70 anni dopo, e a ragione. Sto parlando di Carl Gustaf Emil Mannerheim, leader della Finlandia durante la II Guerra Mondiale. Il sito di intrattenimento e impeccabilmente liberale Ozy ha pubblicato di recente un articolo descrivendo come abbia negoziato il difficilissimo spazio tra la Germania nazista e la Russia sovietica per evitare che la Finlandia venisse dominata dalla prima o invasa dalla seconda.

“L’unico modo per salvare la Finlandia dalla tirannia di Stalin”, spiega Ozy, “era allearsi con i nazisti, e quindi Mannerheim ha messo in atto un delicato gioco d’equilibrio mantenendo le sue truppe forti ma allo stesso tempo cercando di guadagnarsi il favore di Hitler senza un’alleanza formale”.

Con un gioco “del gatto e del topo”, Mannerheim lavorò con Hitler per creare un “’patto di co-belligeranza’ intricatamente elaborato che specificava come Germania e Finlandia, anche se non alleate, cooperassero a livello militare per combattere lo stesso nemico… Al di sopra di tutto, sono state le relazioni amichevoli di Mannerheim con Hitler a tenere a bada i nazisti”.

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