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Papa Francesco: Gesù è la via ma tanti cristiani sono mummie o vagabondi

© Antoine Mekary / ALETEIA

Radio Vaticana - pubblicato il 03/05/16

Così il pontefice durante l'omelia a Santa Marta

di Alessandro De Carolis

La vita della fede “è un cammino” e lungo il tragitto si incontrano diversi tipi di cristiani. Papa Francesco ne fa un rapido catalogo: cristiani-mummie, cristiani vagabondi, cristiani testardi, cristiani a metà strada – quelli che si incantano davanti a un bel panorama e rimangono piantati lì. Gente che per un motivo o per l’altro ha dimenticato che la sola “strada giusta” – lo ricorda il Vangelo del giorno – è Gesù, il quale conferma a Tommaso e Filippo: “Io sono la via”, “chi ha visto me ha visto il Padre”.

“Mummie spirituali”
Francesco esamina una a una queste tipologie di cristiani in vario modo confusi, cominciando prima di tutto dal cristiano che, dice, “non cammina”, che dà l’idea di essere un po’ imbalsamato:

“Un cristiano che non cammina, che non fa strada, è un cristiano non cristiano. Non si sa cos’è. E’ un cristiano un po’ ‘paganizzato’: sta lì, sta fermo, non va avanti nella vita cristiana, non fa fiorire le Beatitudini nella sua vita, non fa le Opere di misericordia… E’ fermo. Scusatemi la parola, ma è come fosse una ‘mummia’, lì’, una ‘mummia spirituale’. E ci sono cristiani che sono ‘mummie spirituali’. Fermi, lì. Non fanno del male, ma non fanno del bene”.

I testardi e i vagabondi
Ecco apparire poi il cristiano ostinato. Quando si cammina, riconosce il Papa, capita di sbagliare strada, ma quella non è la cosa peggiore. Per Francesco “la tragedia è essere testardo e dire ‘questa è la strada’ e non lasciare che la voce del Signore ci dica” che non lo è, ci dica: “Torna indietro e riprendi la vera strada”. E poi la quarta categoria, quella dei cristiani “che camminano, ma non sanno dove vanno”:

“Sono erranti nella vita cristiana, vagabondi. La loro vita è girare, di qua e di là, e perdono così la bellezza di avvicinarsi a Gesù nella vita di Gesù. Perdono la strada, perché girano e tante volte questo girare, girare errante, li porta ad una vita senza uscita: il girare troppo si trasforma in labirinto e poi non sanno come uscire. Quella chiamata di Gesù l’hanno persa. Non hanno bussola per uscire e girano, girano; cercano. Ci sono altri che nel cammino vengono sedotti da una bellezza, da una cosa e si fermano a metà strada, affascinati da quello che vedono, da quella idea, da quella proposta, da quel paesaggio… E si fermano! La vita cristiana non è un fascino: è una verità! E’ Gesù Cristo!”.

L’ora delle domande
Osservando il quadro, riflette Francesco, viene da porsi delle domande. Il “cammino cristiano che ho iniziato nel Battesimo – si chiede – come va? E’ fermo? Ha sbagliato strada? Sono in giro continuamente e non so dove andare spiritualmente? Mi fermo davanti alle cose che mi piacciono: la mondanità, la vanità” o vado “sempre avanti”, rendendo “concrete le Beatitudini e le Opere di misericordia?”. Perché “la via di Gesù – conclude il Papa – è tanto piena di consolazioni, di gloria e anche di croce. Ma sempre con la pace nell’anima”:

“Rimaniamo oggi con la domanda, ma facciamocela, cinque minutini… Come sono io in questo cammino cristiano? Fermo, sbagliato, in giro girando, fermandomi davanti alle cose che mi piacciano o quello di Gesù ‘Io sono la via!’? E chiediamo allo Spirito Santo che ci insegni a camminare bene, sempre! E quando ci stanchiamo, un piccolo ristoro e avanti. Chiediamo questa grazia”.

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

Tags:
omelia santa martapapa francesco
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