Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 25 Luglio |
San Charbel
home iconNews
line break icon

Disposti a piangerlo da morto. Ignorandolo da vivo

don Marco Pozza - Sulla strada di Emmaus - pubblicato il 01/05/16

L’uomo l’hanno lasciato solo, spaventosamente solo. Ciò che da anni grida, però, non è “solo” un cruccio suo, è patrimonio mondiale dell’umanità: eppur sembra essere cagione di godimento velare la sua profezia con un mantello d’indifferenza. Perché l’opera di don Fortunato Di Noto – parroco di Avola (SR), fondatore di Associazione Meter – non è qualcosa di losco, di barbaro, di guercio. E’ qualcosa che ha a che fare direttamente con la presenza di Lucifero dentro la storia: violentare l’innocenza bambina è attentare al sogno primordiale di Dio. E’ voler inquinare le sorgenti per avvelenare l’intero corso del fiume: «Per comprendere meglio la questione e per superare l’idea che le foto e i video non sono realizzazioni virtuali ma reali – ha commentato presentando i dati del Report 2015 -, si pensi che stiamo denunciando il coinvolgimento di circa 700.000 bambini ridotti in schiavitù sessuale in tutto il mondo».

Per capire il dramma lancinante di questo prete – simile per stazza a Bud Spencer, identico nel cuore a Fra’ Cristoforo – centrano i numeri: in questo caso il numero “settecentomila”. I numeri non sono gli stessi per tutti gli uomini. Per qualcuno, quelli che fanno informazione, i numeri sono dei dati. Per altri sono cifre. Per altri, che sono dei sapienti, sono indici da analizzare. Per chi commercia sono indizi di fortuna. Per costoro, tutti questi numeri stanno zitti, non dicono più di tanto. Per don Fortunato, invece, questi numeri sono come le stelle del Piccolo Principe: sono numeri che sanno piangere. Solo a casa sua questi numeri singhiozzano, son numeri che nessuno possiede: «Credo sia opportuno – continua don Di Noto – sottolineare e ribadire che dietro una unità c’è un bambino violato e schiavizzato sessualmente».

In ogni numero abita una storia bambina, quel bambino fa piangere il numero: settecentomila sonagli che piangono. Eppure il vicinato umano tace, lo vorrebbero muto pure lui che da trent’anni sta in piedi a denunciare abusi e nefandezze perpetrate nei confronti dell’infanzia violata. Osano ancora chiamarlo prete-anti-pedofili: chi fa uso di quest’espressione sa di mentire. Non esiste il pedofilo, esiste la pedofilia che è cosa assai più estesa. Il pedofilo, qualora esistesse, sarebbe una unità, una monade, un pezzo di corpo malato: lo esporti e la sua presenza è stata bandita. Il problema è che ad esistere è la pedofilia: che, grazie al silenzio omertoso di chi tace, è diventata una filosofia, una moda, uno stile di vita sposato da intere lobby criminali. Una tendenza, la cui valenza sessuale è solo l’ultimo approdo di un pensiero inquinato. Persino malsano, ignominioso, perverso.

I potenti, questo prete, l’hanno isolato. Qualcuno lo minaccia di morte a scadenze puntuali: sono troppi gli interessi che le sue parole destano dal sonno. Oggi, a Piazza San Pietro, celebrerà la XX^ Giornata Bambini Vittime. Il titolo è coraggioso: «Fanciulli, alzatevi!». I potenti si turano le orecchie: che importa? Gli vengono in soccorso i bambini: lui aiuta loro, loro ricambiano. L’hanno aiutato l’altro giorno i tre bambini di Parco Caivano (NA): hanno alzato la testa e hanno permesso agli investigatori di catturare Raimondo Caputo, l’uomo che due anni fa, dopo averla abusata, ha ucciso Fortuna Loffredo gettandola dal balcone del palazzo-muto. L’omertà degli adulti, però, non è più tutto: «Gli adulti ostacolavano le indagini, i piccoli hanno permesso una svolta» ha detto il procuratore aggiunto di Napoli Nord, Domenico Airoma. Da qualche giorno don Fortunato non è più completamente solo: i bambini stanno ridandogli quella speranza che lui, per decenni, ha assicurato loro, gridando nel deserto. Tre bambini che denunciano, però, sono il racconto di un sogno diventato segno: i bambini iniziano ad auto-difendersi. Ad alzarsi.

Una notizia-bomba pagata con trent’anni di lotte solitarie.

(da Il Mattino di Padova, 1 maggio 2016)

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
Theresa Aleteia Noble
I consigli di 10 sacerdoti per una confessione migliore
3
MEDJUGORJE
Gelsomino Del Guercio
L’inviato del Papa: l’applauso dopo l’Adorazion...
4
José Miguel Carrera
La lettera di un giovane ex-protestante convertitosi al cattolice...
5
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
6
Catholic Link
Una guida per l’esame di coscienza da ripassare prima di og...
7
Gelsomino Del Guercio
Cesare Cremonini indica al cardinale Zuppi “la strada per i...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni