Aleteia logoAleteia logoAleteia
giovedì 09 Febbraio |
Beata Anna Katharina Emmerick
Aleteia logo
Stile di vita
separateurCreated with Sketch.

Si può uccidere per autodifesa?

pistola

Editrice Cléofas - pubblicato il 28/04/16

Un dilemma morale soprattutto per poliziotti e membri delle forze dell'ordine e di sicurezza

Alcune persone mi hanno chiesto se uccidere qualcuno per legittima difesa o per difendere la vita di persone innocenti è peccato. La Chiesa dice che quando non c’è altra via d’uscita si può uccidere l’aggressore ingiusto per difendere la propria vita e quella di altre persone innocenti, e ciò vale soprattutto per chi lavora nelle forze di Polizia.

Evidentemente bisogna compiere ogni sforzo per non uccidere, ma se non c’è altra via d’uscita è lecito.

La Chiesa dice che “se i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere le vite umane dall’aggressore e per proteggere l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana” (Giovanni Paolo II, enciclica Evangelium Vitae, 56 (1995); Catechismo della Chiesa Cattolica, §2267).

Il Catechismo afferma che “la legittima difesa delle persone e delle società non costituisce un’eccezione alla proibizione di uccidere l’innocente, uccisione in cui consiste l’omicidio volontario” (CCC, §2263). “Dall’azione della difesa personale possono seguire due effetti, il primo dei quali è la conservazione della propria vita, mentre l’altro è l’uccisione dell’attentatore. Ora, questa azione non può essere considerata illecita per il fatto che con essa si intende conservare la propria vita” (San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, 2-2, q. 64, a. 7).

In questo caso non si desidera uccidere l’aggressore, ma difendere la propria vita e quella di persone innocenti. Non c’è intenzione malvagia di uccidere.

La Chiesa dice anche che “l’amore verso se stessi resta un principio fondamentale della moralità. È quindi legittimo far rispettare il proprio diritto alla vita. Chi difende la propria vita non si rende colpevole di omicidio anche se è costretto a infliggere al suo aggressore un colpo mortale” (CCC, §2264).

Quello che non si può fare è usare la violenza più del necessario: “E non è necessario per la salvezza dell’anima che uno rinunzi alla legittima difesa per evitare l’uccisione di altri: poiché un uomo è tenuto di più a provvedere alla propria vita che alla vita altrui” (CCC, §2264; San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, 2-2, q. 64, a. 7).

Il Catechismo sostiene che “la legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l’ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell’autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità” (§2265).

Ciò dimostra chiaramente che i professionisti che lavorano per garantire la sicurezza delle persone devono difenderle anche facendo uso della violenza, se è necessaria per salvaguardare la vita degli innocenti.

Bisogna quindi fare di tutto per non uccidere, anche l’aggressore ingiusto, ma se non c’è altro modo per difendere la propria vita e quella di persone innocenti la vita da sacrificare è quella dell’aggressore. È quello che la morale cattolica indica come “male minore”, e si può sostenere solo quando non si hanno alternative per compiere il bene.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
autodifesacatechismo
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

IT_3.gif
Daily prayer
And today we celebrate...





Affida le tue intenzioni di preghiera alla nostra rete di monasteri


Top 10
See More
Newsletter
Get Aleteia delivered to your inbox. Subscribe here.