Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!
Aleteia

La cappella che ricrea la crocifissione attraverso le ombre

Capture Vimeo / nicolas campodonico
Condividi

L’opera è stata premiata alla X Biennale Iberoamericana dell’Architettura

Una cappella costruita nella provincia argentina di Córdoba è stata premiata dalla X Biennale Iberoamericana dell’Architettura. Si tratta della cappella di San Bernardo, di La Playosa, terminata l’anno scorso.

Situata in una zona rurale a metà strada tra Córdoba e Rosario, a 500 chilometri da Buenos Aires, la cappella è stata scelta come uno dei 26 lavori selezionati tra i 194 preselezionati dai 21 Paesi partecipanti per prendere parte alla decima edizione della Biennale.

L’architetto responsabile della cappella è Nicolás Campodónico, di Rosario, che ha progettato l’oratorio dedicato al patrono del paese perché abbia un’intima connessione con l’ambiente naturale circostante, al punto che è la natura che, in base al momento della giornata, completa il senso dell’opera.

I progettatori sono partiti dall’ipotesi che nella sua via verso la crocifissione Cristo ha preso su di sé solo l’asse trasversale della croce, ed è stato sul Golgota che quest’asse è stata unita con quella posta verticalmente perché formassero insieme la croce.

Dall’esterno si vede una grande finestra con due assi scollegate, ma all’interno, con l’ingresso della luce naturale, queste assi vicine ma senza vincolo apparente proiettano un’ombra con una croce perfetta su una delle pareti della cappella.

“Ogni giorno le assi percorrono separatamente il cammino necessario, com’è accaduto nella Via Crucis, per poi incontrarsi e formare la croce, non più simbolica, ma una croce rituale, in cui la passione torna a verificarsi ogni giorno in base al sole”, si legge nel riassunto dell’opera.

[vimeo 157281749 w=640 h=360]

Capilla San Bernardo from nicolas campodonico, arquitecto on Vimeo.

“Alcuni anni fa ho avuto l’opportunità di parlare con monsignor Ambrogio Malacarne – già defunto, che si dedicava all’adeguamento tra la liturgia e le chiese in Italia –, che mi ha detto che negli ultimi duemila anni la croce era stata rappresentata in diversi stili, proporzioni, materiali, ma era sempre una rappresentazione, un simbolo. Questa, invece, è una croce rituale, non ricorda, ma ricrea la crocifissione”, ha affermato Campodónico al quotidiano Clarín.

Un’altra curiosità è il fatto che la cappella possieda un atrio basso sotto il finestrone dal quale si affacciano le assi che proiettano la croce, al lato opposto rispetto all’ingresso dell’oratorio.

In totale la superficie è di 92 metri quadri. “Ci sono voluti sei anni per realizzarla, e mentre la realizzavo mi sono sentito di nuovo un ragazzo di vent’anni, con l’inquietudine di non sapere cosa sarebbe successo il giorno dopo. Era come un’avventura quotidiana, molto esigente. Sei anni per un’opera di 90 metri quadri, praticamente un anti-record”, ha detto ridendo Campodónico al quotidiano La Capital di Rosario.

L’opera era già stata premiata in occasione della XV Biennale Internazionale di Architettura di Buenos Aires dello scorso anno, edizione nella quale ha ottenuto il premio del Comitato Internazionale di Critici dell’Architettura (CICA) all’Architettura Argentina Giovane.

Il riconoscimento della Biennale Iberoamericana farà sì che la cappella di San Bernardo venga esibita nella sua decima edizione, che si svolgerà a San Paolo (Brasile) dal 4 all’8 luglio prossimi.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni