Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Sciiti e cattolici possono vivere uniti? Ecco come

Condividi

Storie di convivenza tra cristiani e musulmani...

di Cristina Uguccioni

Questa storia ha inizio nel 1997 quando il giovane iraniano Muhammad Ali Shomali, musulmano sciita, che risiede a Manchester per il dottorato in Filosofia, si scopre desideroso di conoscere meglio il cristianesimo e decide di rivolgersi a Timothy Wright, monaco benedettino. Questi gli suggerisce di trascorrere una giornata nell’abbazia di Ampleforth di cui è abate. Muhammad vi si reca ripetutamente nel corso dei mesi: nasce una solida amicizia e padre Timothy gli propone, una volta conclusi gli studi, di tenere alcune conferenze sull’islam ai monaci della comunità.

Nel 2002, tornato in Iran, a Qom, Shomali invita l’amico. I due, insieme, decidono di organizzare una settimana di dialogo e riflessione coinvolgendo monaci benedettini e docenti sciiti di Qom. Il primo appuntamento è in Gran Bretagna, nel 2003. Negli anni successivi queste settimane di dialogo si ripetono anche in altre sedi (Qom, Assisi) aprendosi a monaci cattolici di altri ordini. Rimane invariata la formula: giornate di studio su un tema specifico indagato secondo diverse prospettive e affrontato attraverso relazioni parallele, ma anche momenti conviviali, visite turistiche e una conferenza finale, aperta al pubblico e agli studenti.

Dal 9 al 15 maggio prossimo il gruppo interreligioso – costituito da 12 sciiti, fra cui quattro donne, e 12 monaci e monache originari di diversi paesi – si incontrerà  a Qom. Nel corso degli anni sono stati affrontati diversi argomenti (per esempio: la Parola di Dio, il concetto di amicizia, la nozione di comunità): in maggio oggetto del dialogo sarà «la dignità dell’essere umano».

Il dialogo come strumento e fine
«L’obiettivo principale di queste settimane», spiega Shomali, che oggi ha 50 anni e dirige il Centro islamico di Inghilterra, il Seminario islamico di Londra, e l’Istituto internazionale di Studi islamici di Qom, «è il dialogo stesso, ossia la possibilità di incontrarsi, vivere insieme e confrontarsi in tutta libertà. Non è solo uno strumento, il dialogo è un fine per persone che credono in Dio, è un segno d’amore per Lui, per tutti i Suoi figli e per l’eredità ricevuta da Abramo. Nella nostra epoca, segnata da tensioni e contrapposizioni, il legame che ci unisce offre alle persone una buona notizia: si può appartenere a religioni diverse ed essere fratelli, rispettarsi e volersi bene. In un mondo secolarizzato, che giudica irrilevante la fede e non ne ha stima, io apprezzo il profondo senso di amore verso Dio dei monaci, comprendo di avere molto in comune con loro: per tutti noi una vita senza Dio, senza amore e misericordia verso il prossimo, è vuota, vana. Anche mia moglie, Mahnaz Heidarpour, docente del Seminario islamico di Londra e molto impegnata nel dialogo interreligioso, partecipa a questi incontri. I nostri tre figli, sin da quando erano piccoli, si sono abituati a vederci in compagnia dei cristiani. Sono convinto che lavorare insieme per il dialogo, come famiglia, sia estremamente importante e possa generare frutti duraturi».

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.