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5 pregiudizi sui cattolici

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di Kristina Hjelkrem

Ti è mai successo di trovarti nel bel mezzo di una discussione interessante (di politica, scienza, economía, etica, ecc.) e dopo aver espresso la tua opinione ti hanno risposto: “Dici così perché sei cattolico”?. Come se il tuo ragionamento non possa essere valido perché sei cristiano, come se ti basassi su una sorta di “superstizione etera” che non ha nulla a che vedere con la realtà. Questo articolo parla di 5 pregiudizi e stereotipi che penso un cattolico debba affrontare oggi, e cercherò di dare dei consigli su come gestire queste situazioni.


1. “Non ragioni su ciò che pensi”

razonas©Pixabay

È vero che in molti dei temi controversi di oggi (aborto, eutanasia, relazioni omosessuali, etc.) i valori su cui mi baso per farmi un’opinione non sono del tutto estranei alla linea che insegna la Chiesa Cattolica. Essere cristiani significa prestare attenzione a ciò che predica la Chiesa, ma dobbiamo sapere e ricordarci che la stessa ha studiato ognuno di questi temi alla luce della natura dell’uomo e della rivelazione divina («Gaudium et Spes», costituzione pastorale). Screditare la Chiesa come fonte sui temi che si relazionano con l’esistenza dell’uomo vuol dire ignorare il grande apporto che la medesima ha donato all’umanità attraverso i suoi pensatori e filosofi (S. Tommaso d’Aquino, Sant’Agostino, San Giovanni Paolo II, tra gli altri).

Di fronte a queste situazioni è più che raccomandabile osservare il tono con cui i Papi degli ultimi tempi hanno scritto le proprie encicliche. Questi uomini sono persone che hanno studiato molto, che conoscono molte lingue e che hanno uno tra i lavori più complessi e influenti del mondo odierno, riuscendo comunque ad avvicinarsi al lettore comune con semplicità e umiltà. La prepotenza è sempre un errore quando si tratta di comunicare. La cosa migliore è respirare a fondo, sorridere e spiegare perché la Chiesa Cattolica ha portato grande luce alla vita dell’uomo.


2. “Tu giudichi chi non la pensa come te”

©Adobestock

Si incontrano spesso persone che temono di essere giudicate perché sanno di non condurre una vita che tu “approveresti”. È questo l’errore! I cristiani non condannano né disapprovano le persone. È importante fare attenzione quando si parla di “condanna”, perché chi ci ascolta si potrebbe sentire preso di mira perché alcuni aspetti della propria vita non sono simili ai nostri. Attraverso le parole di Papa Francesco: “La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero”. In questo senso, il segno dei cristiani dovrebbe essere quello di portare la misericordia di Dio, ogni giorno, a coloro che la cercano e che non sanno come ottenerla.

Non si può sempre evitare che una persona, conoscendo il tuo stile di vita, si senta intimidata o giudicata (sebbene non sia il tuo obiettivo), ma questa è una condizione che riguarda il suo cuore. Non smettere dei amarla con cuore sincero e di avvicinarti ad essa con naturalezza.

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