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No, papa Francesco non ha mai benedetto i terroristi siriani

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 24/04/16


NESSUNA BENEDIZIONE

Per fortuna il video evidenzia che il Papa non benedice alcun presunto “terrorista”, ma passando stringe la mano – e a seguire lo fanno anche i patriarchi – a tutti i ragazzi dietro la barriera, senza far neppure caso alla tipologia di bandiera esposta dal ragazzino sorridente. L’unico messaggio che ha voluto trasmettere, ed è palese, è il contatto umano con quella povera gente sfuggita alla guerra civile.

BANDIERA DELL’INDIPENDENZA

In secondo luogo quella bandiera – utilizzata oggi realmente come vessillo dall’FSA –è la prima bandiera siriana, dopo la sua indipendenza ottenuta nel 1932: un tricolore orizzontale verde-bianco-nero, con tre stelle rosse a cinque punte. E’ stata la bandiera ufficiale del Paese dal 1932 al 1958 e dal 1961 al 1963. E’ una bandiera che evoca libertà ed è un simbolo per tanti siriani checontestano Assad e che fuggono via perché oppressi dal regime.

IN PIAZZA NEL 2011

Il tricolore infatti si rivide nelle piazze siriane dal 15 marzo 2011. Quel giorno migliaia di persone in tutta la Siria scesero in piazza per protestare contro il regime a Damasco, ad Aleppo, a Daraa, la città nel nord del Paese dove si accese il primo focolaio anti-regime. In molte piazze le manifestazioni furono silenziose, con la gente che camminava tenendo in alto le foto dei parenti scomparsi (Bbc, 15 marzo 2011).

Le proteste a Homs

LA REPRESSIONE NEL SANGUE

Altre manifestazioni furono più dure: la folla cantava slogan contro il regime e ci furono scontri violenti con i sostenitori di Assad e con la polizia. Il regime rispose con durezza e decine di persone vennero arrestate. Mentre il governo aumentava la durezza delle sue misure repressive, le proteste crescevano di pari passo. Il 18 marzo, dopo la preghiera del venerdì, i manifestanti erano diventati migliaia e i cortei si erano diffusi in quasi tutte le città del paese.

Fu l’inizio della sanguinosa repressione di Assad.

IL TRICOLORE IN TUTTO IL MONDO

Una persecuzione che tuttavia non fu in grado di stoppare i cortei in tutto il Paese. E il tricolore verde-bianco-nero continuava a sventolare ad ogni manifestazione, evocando così quel simbolo dell’indipendenza faticosamente conquistata nel 1932. Quella voglia di voglia dire “basta” al terrore scatenato per decenni dal regime di Assad. In tutto il mondo si moltiplicarono le manifestazioni pro Siria e i flash mob in cui la gente si rivestiva della bandiera-simbolo di un popolo alla ricerca della libertà. Da Londra a Madrid, da Ottawa a Chicago.

IL CONSIGLIO NAZIONALE SIRIANO

La bandiera è diventata nel corso del 2011 anche il simbolo dell’opposizione politica e armata al regime di Assad. Nel primo caso è stata adottata, a partire dal 23 agosto 2011 dal Consiglio Nazionale Siriano, principale coalizione di opposizione in Siria, guidata dal cristiano greco-ortodosso George Sabra. Il Consiglio, che è un’autorità politica in esilio con sede in Turchia, è riconosciuto da alcuni stati membri dell’ONU, Lega Araba e Unione Europea e mira ad instaurare un governo democratico nel dopo Assad.

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lesbopapa francescorifugiati sirianisiriaterrorismo

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