Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Sacerdoti veri, non omologati funzionari replicanti del Sacro

Pixabay.com/Public Domain/ © Senlay
Condividi

50 ritratti di preti dalla diversa umanità arricchita dal sacerdozio al servizio di Cristo

Preti. Tutti i colori del Clero (e non c’è il grigio)” (San Paolo Edizioni) di don Diego Goso è un libro composto da cinquanta descrizioni, profonde e al contempo leggere, di sacerdoti che hanno contribuito ad alimentare il desiderio dell’autore di rispondere alla sua vocazione di prete. L’idea di tracciare questi cinquanta ritratti nasce a don Diego una mattina, mentre sta gustando in un bar vicino piazza San Pietro una colazione “all’a­mericana abbondante” e vede avvicinarsi un gruppo di “giovani studenti di qualche collegio”. A colpirlo è la loro somiglianza, la mimica e la gestualità identica, compreso il tono di voce e il modo di ridere, e ricorda, perché anche lui corse questo rischio, come sia facile e allettante negli anni della formazione acquisire modi di fare pre-impostati, e “aggregarsi alle correnti”. I cinquanta sacerdoti protagonisti del libro hanno salvato don Diego dal diventare un prete stereotipato, lo hanno, ognuno con il suo carattere ed esempio, invogliato a restare se stesso, arricchito dallo Spirito del Signore. Preti non omologati, tantomeno perfetti ma “ciascuno a suo modo… con il cuore comunque orientato verso il Regno”.

«(…) ho pensato: voglio descrivere un altro “esercito” di preti. 50, almeno. Solo alcuni tra quelli che ho cono­sciuto nella mia vita e che hanno seminato in me il de­siderio di rispondere alla vocazione del Signore. A dif­ferenza dei precedenti, questi vantano in ogni modo la loro diversità, ognuno con una vera personalità, uomini maturi che sono una benedizione per le loro comunità. Figli del proprio tempo, con sensibilità diverse, che creano un arcobaleno di speranza e fedeltà alle promesse sacerdotali. Non un esercito di funzionari del sacro, ma una fra­ternità di pastori del gregge. Ciascuno di loro ha saputo caratterizzare un tratto del mistero del sacerdozio. Ciascuno di loro è una scintilla dell’infinita ricchez­za di colore e fantasia che può essere il ministero a servizio del Regno di Dio. Ciascuno di loro è un raggio di sole dell’Eterno Sa­cerdote, un Sole che nessuno di noi può pretendere di ingabbiare nei propri schemi e modi di vita. Ciascuno di loro è un rifiuto netto al carrierismo e all’uniformità sterile nella vita della Chiesa. Preti: tutti diversi e unici, ma tutti di Cristo».

E così l’autore comincia a raccontare “i suoi sacerdoti”, e le descrizioni non hanno tratti melensi e neppure troppo seriosi, anzi, in esse si mescolano ironia, ammirazione, affetto e ricordi che arricchiscono il testo con una pennellata di malinconia e tenerezza. Don Diego non chiama per nome nessuno di questi protagonisti, ad alcuni al massimo affibbia con garbo e amicizia un soprannome, che riesce subito ad attirare l’attenzione e la simpatia del lettore.

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni