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Benedetto XVI: un “grande riformatore”? Sì, e anche uno stabilizzatore

catwalker / Shutterstock.com
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Per quasi 40 anni, Joseph Ratzinger è stato l’ancora della barca di Pietro

Alcuni potrebbero farsi beffe dell’idea che Benedetto sia uno “stabilizzatore”, quando le sue dimissioni ci hanno portato un papa tanto ansioso di “sconvolgere tutto”, ma Benedetto, il grande insegnante, ha dimostrato con le sue azioni una fiducia implacabile nello Spirito Santo, la sua fede nell’intervento di Dio in ogni aspetto e che, come ha detto San Filippo Neri, tutti gli obiettivi di Dio concorrono al bene, e anche se non sempre riusciamo a capirlo possiamo fidarci.

Benedetto ha fiducia. Le sue azioni parlano della fiducia nel fatto che la Chiesa non crollerà per le azioni di un singolo uomo, o anche per l’assalto delle idee, perché Cristo ci ha detto che non accadrà.

Giovanni Paolo, Benedetto e Francesco sono tutti uomini che hanno avuto un forte impatto sul mondo, sia sacro che secolare, forse più di quanto riusciamo a capire. Mi sembra però che Joseph Ratzinger/papa Benedetto sia stato unico per il fatto di aver dato alla Chiesa qualsiasi sostegno necessario; in ogni compito che ha svolto è stato il lavoratore costante e impegnato che faceva in silenzio quello che doveva essere fatto, non chiedendo niente. È stato l’asse profondamente ancorato, stabile e ampiamente non apprezzato intorno al quale potevano girare due pontificati dinamici.

Quando un asse centrale è solido e ben ancorato tende ad essere trascurato, perché sta semplicemente facendo quello che ci si aspetta che faccia, come probabilmente il profondamente umile Benedetto sarebbe il primo a dire.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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