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Musulmano convertito e curato per intercessione di San Charbel, patrono del Libano

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Aleteia Team - pubblicato il 19/04/16

Il sacerdote maronita Majdi Allawi racconta come Dio lo ha curato attraverso il santo: “Sono rinato”

Padre Majdi Allawi, sacerdote libanese maronita originario di una famiglia musulmana del distretto di Jbeil, nella provincia del Monte Libano, si è convertito al cristianesimo quando era molto giovane. È noto per la sua vicinanza ai poveri e ai bisognosi ed è presidente dell’Associazione Bonheur du Ciel (Felicità del Cielo), che si occupa dei tossicodipendenti attraverso la misericordia di Dio e la sua grazia, senza alcun tipo di trattamento medico. Migliaia di giovani cristiani e musulmani ricorrono ai servizi dell’associazione e guariscono in pochi mesi.

Padre Allawi nutre i poveri grazie al suo ristorante aperto nella località di Bourj Hammoud e offre abiti, verdura e altro per soddisfare le necessità dei poveri del Libano e dei rifugiati.

Durante un’intervista speciale concessa ad Aleteia, padre Allawi ha raccontato la sua storia: “All’inizio della Quaresima del 2014 ho deciso di donare uno dei miei reni, ma dopo essermi sottoposto agli esami clinici è risultato che avevo un problema di stomaco provocato da un virus grave. Ho quindi trascorso sei mesi e 17 giorni entrando e uscendo da ospedali e sale operatorie. Nell’arco di poco tempo, la debolezza ha iniziato a lasciare forti tracce nel mio corpo, e i medici hanno deciso che avevo bisogno di un intestino artificiale per accelerare il processo di digestione, che si era quasi del tutto bloccato. Devo segnalare che non riuscivo a portare niente alla bocca se non l’ostia”.

“I miei amici in Australia hanno iniziato a raccogliere fondi perché in Libano non disponevo di un’assicurazione medica che potesse coprire le spese dell’intervento”, ha aggiunto padre Allawi. “Il 1° agosto 2014 mi hanno dovuto ricoverare perché avevo una grave infezione, febbre e dolori. Ho perso conoscenza, e la mia famiglia era disperata, sapendo che non avrei potuto essere operato”.

“Quel giorno mio figlio Christ, di dieci anni, è andato sulla tomba di San Charbel e ha pregato per me nell’eremo di Annaya con queste parole: ‘Tu aiuti tutti, ti chiedo di aiutare mio padre’. Mi ha portato una fascia, che mi sono messo intorno allo stomaco. Mio figlio nutriva molte speranze nella mia guarigione”.

“Il 5 agosto, vigilia della festa della Trasfigurazione del Signore, ho lasciato l’ospedale per partecipare alla Messa prima di tornare in ospedale quello stesso pomeriggio. Il giorno dopo gli esami clinici hanno rivelato che stava andando tutto bene, molto bene”.

Nel maggio 2014, papa Francesco ha esortato l’Associazione Bonheur du Ciel a proseguire sulla via della misericordia attraverso una lettera che portava la firma dell’assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato del Vaticano, monsignor Peter Wells.

“Il Santo Padre ha ricevuto la sua lettera e mi ha delegato a risponderle… Il papa offre tutto il suo sostegno alla sua nobile causa e la esorta a proseguire sulla via della misericordia, che ha l’obiettivo di restaurare la dignità umana, frutto della fede in Cristo. Il Santo Padre prega per lei e per chiunque sostenga questa iniziativa, e impartisce la sua benedizione apostolica coronata di gioia e di pace”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
miracolipapa francescotestimonianze di vita e di fede
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