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La Amoris Laetitia sdogana veramente la contraccezione?

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Il documento papale cita la Humanae Vitae, ma mi chiedo se formuli la questione del controllo delle nascite in termini di “permesso” e “proibito”

Stentiamo anche a dare spazio alla coscienza dei fedeli, che tante volte rispondono quanto meglio possibile al Vangelo in mezzo ai loro limiti e possono portare avanti il loro personale discernimento davanti a situazioni in cui si rompono tutti gli schemi. Siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle (37).

In breve, quando nella sua esortazione apostolica Amoris Laetitia papa Francesco affronta la questione del controllo delle nascite, non è mai in termini di “permesso” o “proibito”, ma in termini di incoraggiamento, giudizio in coscienza e, se necessario, di una via da seguire, saldamente radicata nella realtà verso una perfezione evangelica attraverso l’amore coniugale.

Questo apre la porta a una pastorale positiva, accogliente, che rende possibile un approfondimento graduale delle esigenze del Vangelo (38).

Un insegnamento audace che porta profeticamente all’ecumenismo

Sulla Humanae Vitae, il patriarca di Costantinopoli Atenagora I, amico di Paolo VI, affermò che capiva e approvava pienamente la profonda intenzione dell’enciclica, ma vi rinveniva dei dettagli che invadevano in modo superfluo la sacra intimità degli sposi. Per quanto riguarda il controllo delle nascite, le Chiese orientali ricordano prevalentemente ai loro seguaci il significato dell’amore vero e la sua fecondità naturale e soprannaturale, ma lasciano la scelta dei metodi (non l’aborto, ovviamente) al consenso degli sposi. Per illustrare questo atteggiamento pastorale, nella formazione dei sacerdoti viene ricordato un adagio tradizionale: “Quando la coppia si ritira nella stanza nuziale, tutto quello che fa in nome del rispetto reciproco e dell’amore è santo, e non è affare dei chierici”.

Nella sua esortazione apostolica, papa Francesco spera che le sue riflessioni teologiche e pastorali sul matrimonio e la famiglia promuovano una vera riconciliazione con i nostri fratelli separati delle Chiese orientali, ed è sicuramente fondamentale che in questa questione cruciale in cui l’insegnamento viene soffocato dallo spirito del mondo la Chiesa respiri con entrambi i suoi polmoni. Possiamo dire che ora si presenta l’occasione e che è un bene che alla preghiera di Gesù “Siano una cosa sola” si risponda su un aspetto importante della dottrina sul matrimonio. I cristiani di buona volontà non potranno che gioirne.

E stiamo davvero gioendo! Per concludere sulla questione della procreazione responsabile, l’esortazione apostolica sottolinea la priorità pastorale di non uccidere la gioia, perché la fecondità dell’amore non è un problema, ma una grazia e un’opportunità. È per questo che

va evidenziato sempre che i figli sono un meraviglioso dono di Dio, una gioia per i genitori e per la Chiesa. Attraverso di essi il Signore rinnova il mondo (222).

E per finire:

Si tratta di far sperimentare che il Vangelo della famiglia è gioia che“riempie il cuore e la vita intera” (200, citazione dalla Evangelii Gaudium)

 

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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