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La Amoris Laetitia sdogana veramente la contraccezione?

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Il documento papale cita la Humanae Vitae, ma mi chiedo se formuli la questione del controllo delle nascite in termini di “permesso” e “proibito”

D’altra parte, “il ricorso ai metodi fondati sui ‘ritmi naturali di fecondità’ (Humanae Vitae, 11) andrà incoraggiato. Si metterà in luce che ‘questi metodi rispettano il corpo degli sposi, incoraggiano la tenerezza fra di loro e favoriscono l’educazione di una libertà autentica’ (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2370)” (222).

Da parte nostra, comprendiamo che questo “incoraggiamento” pastorale in favore dei metodi “naturali” è di una natura tanto elevata quanto l’incoraggiamento che il Signore ha dato al giovane ricco: “Se vuoi essere perfetto…”. Ma forse stiamo facendo avere a questo testo troppe implicazioni.

La contraccezione è allora permessa o proibita?

Come abbiamo visto, l’esortazione promuove i “metodi naturali” di pianificazione familiare, e più in generale si riferisce almeno cinque volte alla Humanae Vitae. Quando analizziamo i testi e il loro contesto, tuttavia, vediamo che questa promozione e questi riferimenti sono sempre fatti da un punto di vista specifico, e i termini “permesso” o “proibito” non vengono mai usati.

L’esortazione non presenta né nella parte dottrinale né in quella pastorale i “metodi naturali” come gli unici metodi “autorizzati”, e seleziona attentamente i criteri che devono portare a privilegiare un metodo rispetto a un altro. Nell’esortazione, inoltre, non troviamo avvertimenti, condanne o divieti di metodi che non siano quelli “naturali”. Non può sicuramente trattarsi di una svista, e ancor meno di uno scivolamento verso un qualsiasi relativismo morale, una posizione che papa Francesco condanna:

Oggi è facile confondere la genuina libertà con l’idea che ognuno giudica come gli pare, come se al di là degli individui non ci fossero verità, valori, principi che ci orientino, come se tutto fosse uguale e si dovesse permettere qualsiasi cosa (34).

No. Il Santo Padre non sostiene in alcun modo lo slogan “proibito proibire”. Per averne una prova, leggete la condanna dell’aborto (e dei metodi contraccettivi abortivi), toccante quanto ferma. Francesco sa come mettere i puntini sulle “i”, come non scendere a compromessi e condannare e proibire quando è necessario:

È così grande il valore di una vita umana, ed è così inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente che cresce nel seno di sua madre, che in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in sé stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano. (…) Perciò “a coloro che operano nelle strutture sanitarie si rammenta l’obbligo morale dell’obiezione di coscienza” (83).

Va notato il deciso promemoria dell’obbligo morale all’obiezione di coscienza.

Non è in discussione quando si parla di contraccezione.

Si può poi notare che anche su argomenti “difficili”, su cui i media non aspettavano altro che di lanciarsi, il papa non ha esitato, sostenendo allo stesso tempo una maggiore apertura nell’assistenza pastorale, per confermare la sostanza delle salde posizioni della Chiesa. Ecco qualche esempio a cui possiamo far riferimento:

Sui matrimoni misti: […] la condivisione dell’Eucaristia non può essere che eccezionale e, in ogni caso, vanno osservate le disposizioni indicate.

Sulle unioni omosessuali: […] non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Non è accettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia…

Sul divorzio: Il divorzio è un male.

Sulla pena di morte: la Chiesa rigetta fermamente la pena di morte.

Se il Santo Padre avesse voluto condannare formalmente o semplicemente mettere in guardia contro l’uso della contraccezione l’avrebbe fatto, ma non è stato così. Dall’altro lato, non ha detto formalmente che l’uso della contraccezione non è più proibito, ma è facile comprendere perché su questo argomento Francesco rifiuti di essere intrappolato nella logica del “permesso” e del “proibito”. I tomisti diranno giustamente che il papa vuole sostituire la “legge morale” con la “virtù morale”, la crescita della grazia.

In tutta l’onestà intellettuale basata sulla fede, sembra quindi legittimo concludere questa breve revisione critica dicendo che l’esortazione apostolica Amoris Laetitia segna non l’abrogazione ma l’eliminazione, implicita ma reale, del divieto assoluto della contraccezione per le coppie cattoliche.

Capire cos’è in ballo

Per discernere l’obiettivo ma anche i limiti di quello che è un cambiamento in uno spirito di continuità, dovremmo tener conto del fatto che la Amoris Laetitia è rivolta in primo luogo ai pastori, ai quali il Santo Padre dà linee guida e direttive. Quando dice cosa si dovrebbe o non si dovrebbe fare, usa spesso la parola “noi”. Sul controllo delle nascite, le sue linee guida pastorali sono tanto brevi quanto chiare: il controllo delle nascite non è una questione in sé, le coppie dovrebbero essere accompagnate, rispettando e favorendo l’unione della loro vita di modo che possano “costruire famiglie solide e feconde secondo il piano di Dio” (6). Come parte di questa missione con le coppie sposate, i pastori non devono trarre “conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche” (2) e non dovrebbero mai dimenticare che spetta in ultima analisi agli sposi, insieme, compiere le proprie scelte e compierle davanti a Dio, tenendo conto in primo luogo del bene della loro comunità di vita e d’amore. Quest’ultimo punto è nuovo ed essenziale, ed implica il fatto che in certe circostanze sia legittimo che il bene della comunità di vita e d’amore abbia la precedenza su eccessive conclusioni teologiche che sottolineano in modo quasi esclusivo il dovere della procreazione (36).

In questo modo, l’esortazione mette in guardia contro le compensazioni dovute al clericalismo:

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