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Trovare la gioia nel turbinio del matrimonio

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Oriol Salvador CC

padre Dwight Longenecker - pubblicato il 14/04/16

C'è una soluzione semplice alla nostra crisi – semplice ma non facile

Il matrimonio tradizionale vive un momento difficile. Per molte ragioni complesse e intrecciate tra loro, la comprensione cristiana tradizionale del matrimonio sta affondando, e noi ci stiamo aggrappando al suo relitto. Sul mio blog ho sottolineato 10 ragioni per cui ci troviamo in una situazione di questo tipo. Mobilità crescente, sconvolgimenti socio­economici, rivoluzione sessuale, divorzio consensuale e contraccezione artificiale sono tutti fattori che hanno contribuito al disastro, ma in questa tempesta la Chiesa cattolica ha la risposta.

La risposta è che il matrimonio è tra un uomo e una donna e dura tutta la vita. Anche se è una risposta semplice, non è facile. La nobile chiamata del matrimonio cristiano si è scontrata contro le dure realtà del mondo moderno, e la recente esortazione di papa Francesco offre una via per cercare di conciliare la realtà dello sconvolgimento che vive il matrimonio con la nobile visione del matrimonio d’amore vero e che dura una vita.

Papa Francesco incoraggia i pastori e i fedeli ad accettare il fatto che viviamo in una tempesta, a metterci al lavoro, rimboccandoci le maniche e aiutando chi è naufragato a rimettere insieme i cocci della sua vita e a cercare di costruirsi una zattera con i rottami. Per fare questo dobbiamo fermarci e considerare alcuni principi di base della teologia morale perché ci aiutino a trovare una via per andare avanti.

Il primo principio è che ogni azione è moralmente giusta o sbagliata. Stabiliamo se un’azione è giusta o sbagliata in base alla legge naturale e alla legge divina. Se un’azione va contro la natura o infrange la legge come rivelata nelle Sacre Scritture o nell’insegnamento della Chiesa, allora quell’azione è oggettivamente negativa. Non può mai essere giusta. La colpa di una persona per aver commesso quel peccato può tuttavia variare in base alla gravità del crimine, alle intenzioni della persona, alle circostanze e all’orientamento del suo cuore.

Facciamo un esempio. La legge dice che il limite di velocità in autostrada è di 130 chilometri orari. Questa è la legge. Andare a 131 è infrangere la legge. Anche andare a 200. Sia la persona che va a 131 che quella che va a 200 hanno infranto la legge, ma il senso comune ci dice che la persona che è andata a 200 è più colpevole di quella che è andata a 131.

Le intenzioni, le circostanze e l’orientamento del cuore aiutano anche a determinare non se una persona ha infranto la legge, ma quanto è colpevole. Così, ad esempio, diciamo che due persone sono andate a 200 chilometri orari in una zona con il limite a 130. Bob, un tipo arrogante, lo ha fatto perché si sta mettendo in mostra e vuole vincere una gara di auto sportive. Sam, un padre amorevole, ha accelerato per portare la sua bambina al pronto soccorso perché ha appena avuto un grave incidente. Bob e Sam hanno entrambi infranto la legge in modo grave, ma la colpa di Sam per averla infranta è trascurabile, mentre quella di Bob è notevole. Entrambi hanno infranto la legge, ma la loro colpa si misura in base alle loro intenzioni, alle circostanze e all’orientamento generale del loro cuore. Sam è un padre buono, amorevole e responsabile la cui vita sta andando nella giusta direzione, mentre Bob è un arrogante la cui vita sta compiendo una spirale discendente.

Un bravo pastore aiuta i membri del suo gregge che vivono un periodo di tempesta nel matrimonio usando questi strumenti di analisi e valutazione. Come gli automobilisti che corrono troppo, una persona divorziata e risposata può essere ben più colpevole di un’altra nella stessa situazione. Entrambe hanno infranto la legge divina risposandosi dopo il divorzio, ma il grado della loro colpa può variare. Ciò non vuol dire che una persona divorziata e risposata che è solo leggermente colpevole possa ricevere automaticamente la Comunione. Quella persona deve ancora risolvere la sua relazione irregolare.

Capire che il matrimonio è problematico significa che un bravo pastore userà gli strumenti della sua formazione per aiutare le coppie a comprendere la loro situazione, a vedere la saggezza dell’insegnamento e della disciplina della Chiesa e poi a continuare il processo verso il pieno pentimento, un decreto di nullità (se necessario), la profonda esperienza della misericordia di Dio e la piena riconciliazione finale con Cristo e con la sua Chiesa.

L’esortazione pastorale del papa è un riconoscimento del fatto che essere discepoli di Cristo non è facile. Ci vuole una vita per imparare ad amare e ad essere amati. Inciampiamo e cadiamo. Ci pentiamo e ci rialziamo. L’insegnamento e la disciplina della Chiesa sono gli aiuti di cui abbiamo bisogno in questo viaggio lungo e difficile, e un bravo pastore ci viene incontro là dove siamo e ci guida dove dovremmo essere. Ci aiuta a far combaciare la realtà del nostro amore e della nostra vita con quell’amore e quella vita più grandi a cui siamo chiamati.

Padre Dwight Longenecker è stato evangelico, poi anglicano e ora è sacerdote cattolico. Il suo sito è dwightlongenecker.com.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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divorziati risposatidivorziomatrimonionullità matrimonialepapa francesco
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