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Amoris Laetitia, Papa Francesco invita a “formare le coscienze, non a sostituirle”

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Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 14/04/16

Intervista all'esperto del discernimento caso per caso sulla Comunione ai divorziati risposati e sull'indissolubilità matrimoniale

Il punto chiave dell’Esortazione Amoris laetitia è il “discernimento“, ha commentato Humberto Miguel Yáñez S.J., direttore del dipartimento di teologia morale dell’Università Pontificia Gregoriana di Roma.

Tuttavia, pochi giorni dopo la presentazione del documento post-sinodale, diversi presunti “dottori della legge” hanno criticato, nei vari media e social network, il concetto di discernimento presente nel documento di Papa Francesco relativo all’amore nella famiglia.

Controversia sulla Comunione ai divorziati risposati

Ai divorziati che vivono una nuova unione, è importante far sentire che sono parte della Chiesa, che “non sono scomunicati” e non sono trattati come tali, perché formano sempre la comunione ecclesiale. Queste situazioni «esigono un attento discernimento e un accompagnamento di grande rispetto. [Papa Francesco]

Ci sono state generalizzazioni, soprattutto su internet, che hanno accusato il documento di essere una “velata erosione” dell’indissolubilità del matrimonio e di un’apertura “strumentale” ai divorziati risposati e alle coppie che convivono senza sposarsi, contribuendo a una “confusione” peccaminosa del magistero tra i “fedeli”.

Yáñez, esperto in pastorale famigliare, ha dichiarato che il discernimento “ci rende ancora più responsabili, piuttosto ch dire semplicemente: ‘qui si applica o non si applica la norma’ oppure ‘o sei d’accordo con quello che dicono le norme oppure ti è impedito di accostarti ai sacramenti o di partecipare alla vita liturgica della comunità”.

Ha riflettuto anche sul discernimento in sé, che non è qualcosa che si è inventato il Papa. “È un invito a ciò che già il Concilio Vaticano II ha rivalutato, cioè il luogo della coscienza come esperienza di Dio e delle relazioni interpersonali”.

Il problema, dice il Papa, è che alla Chiesa costa dar spazio alla coscienza dei fedeli. Si tratta quindi di “formare le coscienze”, non “di sostituirle” (AL, 37).

Nell’introduzione all’esortazione si invita a una lettera riflessiva e senza impazienza. Diverse università pontificie di Roma, tra cui la Gregoriana, stanno organizzando delle sessioni di riflessione. I docenti del corso in Pastorale Famigliare analizzeranno gli aspetti ‘realistici’ del testo in ascolto ai fedeli, durante una presentazione convocata per venerdì 15 aprile.

Esaminiamo dunque alcuni dei punti più controversi dell’Esortazione insieme all’esperto sopra menzionato.

La dottrina è la stessa

Per molto tempo abbiamo creduto che solamente insistendo su questioni dottrinali, bioetiche e morali, senza motivare l’apertura alla grazia, avessimo già sostenuto a sufficienza le famiglie. [Papa Francesco]

La dottrina non cambia, ma il documento responsabilizza nell’amore gli sposi e i pastori, andando oltre alla rigida norma che ‘condanna’, affinché ogni persona che si sente ‘ferita’ possa trovare un posto nella Chiesa, spiega il professore della Gregoriana su Concilio Vaticano II e rinnovamento della teologia morale.

Divorziati risposati

I divorziati che vivono una nuova unione, per esempio, possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale. [Papa Francesco]

Amoris Laetitia non specifica se i divorziati risposati possano prendere la Comunione. Parla piuttosto di un cammino graduale nella pastorale. Ecco il perché dell’importanza del discernimento, delle norme e delle circostanze.

Conferma infatti che “la  Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa” (AL, 310).

L’indissolubilità matrimoniale nell’Amoris Laetitia

Per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta “irregolare” vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante. [Papa Francesco]

“L’indissolubilità (matrimoniale) non viene posta in discussione in nessun momento. In realtà l’ideale non è l’indissolubilità in quanto tale, bensì una coppia di sposi che si ami ogni giorno della propria vita e che sia capace di riproporre questo amore nelle diverse fasi del matrimonio”, ha spiegato Yáñez.

Per rispondere ai dubbi di coloro che non hanno letto il documento, “il senso dell’indissolubilità è al servizio dell’unione matrimoniale e, per questo motivo, della famiglia perché il matrimonio è il contesto in cui il figlio può crescere ricevendo l’affetto dei suoi genitori, ma anche sperimentando cosa sia l’amore coniugale”, ha aggiunto.

Ideale del matrimonio cristiano e realtà della vita

Abbiamo difficoltà a presentare il matrimonio più come un cammino dinamico di crescita e realizzazione che come un peso da sopportare per tutta la vita. [Papa Francesco]

Nello stesso tempo, è questo l’ideale del matrimonio cristiano e la realtà delle persone. “Siamo esseri umani limitati. La felicità completa in questa vita è praticamente impossibile. È una promessa per la vita futura. Di conseguenza anche l’indissolubilità è più una promessa che una realtà”, ha detto.

Allo stesso modo segnala che il punto più importante è l’amore concreto nel matrimonio: “Il matrimonio cammina in questa direzione, con questa promessa di indissolubilità che significa vivere l’amore in maniera concreta e quotidiana”.

In questo senso “l’Esortazione mostra le diverse sfaccettature, le diverse fasi e le diverse maniere che presuppone l’amore coniugale in tutta la sua ricchezza e in tutta la sua complessità”, ha continuato il professore di teologia morale fondamentale.

Amoris laetitia, le norme e il discernimento caso per caso

Neppure serve pretendere di imporre norme con la forza dell’autorità. Ci è chiesto uno sforzo più responsabile e generoso, che consiste nel presentare le ragioni e le motivazioni per optare in favore del matrimonio e della famiglia, così che le persone siano più disposte a rispondere alla grazia che Dio offre loro. [Papa Francesco]

Papa Francesco ha riaffermato la dottrina della Chiesa sulla famiglia con una visione di speranza ma che non nega la complessità delle relazioni, delle crisi di coppia, del matrimonio e dell’educazione dei figli.

“Affermando che le norme non possono coprire tutta la gamma di realtà e che è necessario il discernimento personale, Papa Francesco non sta assolutamente abbassando il livello richiesto. Tutto il contrario. L’Esortazione è cioè un invito a rendere responsabile il popolo di Dio in ogni suo livello”.

Coscienza non è seguire il proprio capriccio

Ha spiegato Yáñez: “La coscienza non è seguire il proprio capriccio, bensì essere capace di accede nella propria interiorità e lì potersi confrontare con Dio alla luce della Parola. Valutando tutte le condizioni oggettive in cui, in una determinata situazione, si può trovare una persona, per poter trovare una via d’uscita alla luce della Parola di Dio e dello Spirito Santo”.

Ciò che non può essere – dice il Papa – è che una persona possa vivere condannata per sempre. Ad esempio un divorziato che ha una nuova unione, dove probabilmente il precedente matrimonio non può essere considerato nullo.

Quindi, supponendo che questa persona voglia avvicinarsi a Dio, che voglia vivere una vita piena di fede anche nell’accostarsi ai sacramenti, il Papa non gli nega questa possibilità”, ha confermato Yáñez.

Non tutti possono ricevere la Comunione

Ai divorziati che vivono una nuova unione, è importante far sentire che sono parte della Chiesa, che “non sono scomunicati”. [Papa Francesco]

“Il Papa non dice neanche che tutti i divorziati risposati possono ricevere la Comunione. Esistono diverse situazioni. Ed è questo che il pastore, insieme al fedele, deve discernere per comprendere quale sia la reale situazione in cui si trova la persona”.

Si troverà sempre una soluzione

Questa famiglia allargata dovrebbe accogliere con tanto amore le ragazze madri, i bambini senza genitori, le donne sole che devono portare avanti l’educazione dei loro figli. [Papa Francesco]

È vero che ci sono casi difficili. “Ad esempio, può verificarsi una situazione in cui si incontra oggettivamente una realtà disordinata o addirittura di peccato. Ma soggettivamente, nella migliore delle ipotesi, può verificarsi che la persona non abbia dato consenso o non abbia desiderato trovarsi in quella situazione. Per cui non si verifica un peccato personale”, ha spiegato l’esperto.

Per concludere ha dichiarato che “ci sono una serie di situazioni che devono essere valutate bene, ma per cui ci sarà sempre una soluzione. Dio non abbandona nessuno. Non ci abbandona in nessuna situazione. Dobbiamo pensare alle azioni di Gesù. Sono le stesse azioni che la Chiesa vuole riprodurre nella nostra vita, nel nostro mondo odierno”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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