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Papa Francesco: “nessun peccatore va escluso”

© Antoine Mekary / ALETEIA
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Ampia sintesi dell’Udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro

All’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, prendendo spunto dal Vangelo della chiamata di Matteo, il Papa ha ricordato che £Matteo era un ‘pubblicano’, cioè un esattore delle imposte per conto dell’Impero romano, e per questo considerato pubblico peccatore. Ma Gesù lo chiama a seguirlo e a diventare suo discepolo. Matteo accetta, e lo invita a cena a casa sua insieme con i discepoli”.

Tutti siamo peccatori
“Allora – ha proseguito il Papa – sorge una discussione tra i farisei e i discepoli di Gesù per il fatto che questi condividono la mensa con i pubblicani e i peccatori. ‘Ma tu non puoi andare a casa di questa gente!’, dicevano loro. Gesù, infatti, non li allontana, anzi frequenta le loro case e siede accanto a loro; questo significa che anche loro possono diventare suoi discepoli. Ed è altrettanto vero che essere cristiani non ci rende impeccabili. Come il pubblicano Matteo, ognuno di noi si affida alla grazia del Signore nonostante i propri peccati. Tutti siamo peccatori, tutti abbiamo peccato. Chiamando Matteo, Gesù mostra ai peccatori che non guarda al loro passato, alla condizione sociale, alle convenzioni esteriori, ma piuttosto apre loro un futuro nuovo”.

Non c’è santo senza passato e non c’è peccatore senza futuro
A braccio ha aggiunto: “Una volta ho sentito un detto bello: ‘Non c’è santo senza passato e non c’è peccatore senza futuro’. È bello questo: questo è quello che fa Gesù. Non c’è santo senza passato né peccatore senza futuro”.

La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di discepoli in cammino
“Basta rispondere all’invito con cuore umile e sincero. La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di discepoli in cammino, che seguono il Signore perché si riconoscono peccatori e bisognosi del suo perdono. La vita cristiana quindi è scuola di umiltà che ci apre alla grazia”.

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