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Il miracolo del perdono e come può salvare il tuo matrimonio dall’inferno

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Alejandro J. de Parga/Shutterstock

Fray Nelson Medina - pubblicato il 13/04/16

Una storia che ti farà pensare

Una donna che viveva un brutto periodo con il marito subì un arresto cardiaco. Quando era quasi sul punto di morire, un angelo si presentò davanti a lei per dirle che, valutando le sue buone azioni e i suoi errori, non avrebbe potuto andare in cielo, e le propose di permetterle di stare sulla terra qualche altro giorno finché non fosse riuscita a compiere le buone azioni che le mancavano. La donna accettò e tornò a casa sua insieme al marito. L’uomo non le rivolgeva la parola perché erano in lite da tempo.

Lei pensò: “Mi conviene fare la pace con quest’uomo. Dorme sul divano, da tempo ho smesso di cucinare per lui. Ora si sta stirando la camicia per andare a lavorare, gli farò una sorpresa”.

Quando l’uomo uscì di casa, lei iniziò a lavare e a stirare tutti i suoi vestiti. Preparò una buona cena, mise i fiori sulla tavola con dei candelabri e un biglietto sul divano che diceva:

Credo che starai più comodo dormendo nel letto che era nostro. Quel letto in cui l’amore ha concepito i nostri figli, in cui tante notti gli abbracci hanno coperto i nostri timori e abbiamo sentito la protezione e la compagnia dell’altro. Quell’amore, ancora vivo, ci aspetta in quel letto. Se puoi perdonare tutti i miei errori ci troveremo lì. Tua moglie

Quando finì di scrivere l’ultima riga ­ “Se puoi perdonare tutti i miei errori” ­ ci pensò: sono impazzita? Sono io a chiedergli perdono quando è stato lui a iniziare a tornare a casa sempre nervoso quando lo hanno cacciato dalla fabbrica e non riusciva a trovare un altro lavoro? Io dovevo arrangiarmi con i pochi risparmi che avevamo facendo i salti mortali, e dovevo anche sopportare il suo malumore. Ha iniziato a bere, buttato in poltrona, esigendo il silenzio dai bambini che volevano solo giocare. Ha iniziato a gridarmi contro quando gli dicevo che non potevamo andare avanti così, che avevo bisogno di denaro per i miei figli. Ha rovinato tutto, e ora io devo chiedergli perdono?

Infuriata, fece a pezzi la lettera e sentì la voce dell’angelo che diceva: “Ricorda: qualche buona azione e andrai in cielo, altrimenti non potrai entrare”.

La donna pensò: “Ne varrà la pena?”, e riscrisse la lettera aggiungendo ancora più parole affettuose:

“Non ho saputo comprendere niente all’epoca, non ho saputo vedere la tua preoccupazione quando sei rimasto senza lavoro, dopo tanti anni con uno stipendio sicuro in quella fabbrica. Devi aver provato tanta paura! Ora ricordo i tuoi sogni del ‘Quando andrò in pensione faremo…’ Quante cose volevi fare una volta andato in pensione… Avrei potuto spingerti a farle anziché obbligarti ad accettare di stare tutto il giorno seduto in quel taxi. Ora ricordo quella notte di follia in cui ho stracciato le lettere d’amore che avevi scritto per me e ho dato fuoco a tutte le tele dei quadri che dipingevi. In quel momento mi faceva infuriare vederti lì, chiuso in quella stanza mentre spendevi il nostro denaro in oggetti per dipingere o seduto a quella scrivania a scrivere sciocchezze per me. Avrei dovuto spingerti a vendere quei quadri. Erano davvero belli. Ero disperata, anch’io mi sentivo sicura con lo stipendio della fabbrica e non ho saputo vedere il tuo dolore, la tua paura, la tua agonia. Per favore, perdonami, amore mio. Ti prometto che da oggi in poi tutto sarà diverso. Ti amo. Tua moglie”.

Quando il marito tornò dal lavoro, aprendo la porta notò qualcosa di diverso: l’odore di cibo, le candele a tavola, la sua canzone preferita che suonava dolcemente e il biglietto sul divano. Quando la moglie uscì dalla cucina, lo trovò buttato in poltrona che piangeva come un bambino. Corse ad abbracciarlo e non ci fu bisogno di dirsi niente. Piansero insieme, poi lui la prese in braccio e la portò a letto. Fecero l’amore con la stessa passione del primo giorno. Poi mangiarono la cena squisita che lei aveva preparato e risero molto mentre ricordavano aneddoti divertenti che riguardavano i bambini.

Lui la aiutò a sparecchiare come faceva sempre, e mentre lei lavava i piatti vide dalla finestra della cucina che in giardino c’era l’angelo. Uscì piangendo e gli disse: “Per favore, angelo, intercedi per me. Non voglio quest’uomo solo per questo giorno. Ho bisogno di un po’ più di tempo per incoraggiarlo con i suoi quadri e per cercare di ricostruire quelle lettere che aveva scritto solo per me e con tanto amore. Ti prometto che in poco tempo lui sarà felice, e allora sì che potrò andare dove mi porterai”.

L’angelo le rispose: “Donna, non devo portarti da nessuna parte. Sai già dove e come inizia il cielo. Ricordati l’inferno in cui hai vissuto e non dimenticare mai che il cielo è sempre molto vicino”.

La donna sentì la voce del marito che le gridava dalla cucina: “Amore, fa freddo, vieni a letto, domani è un altro giorno”.

Sì, pensò lei, grazie a Dio, domani sarà un altro giorno.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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