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10 critiche di papa Francesco alle famiglie cristiane

Shutterstock/Valeriy Lebedev

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 09/04/16

Arroganza, ira, rancore, sono tra i pericoli che si annidano oggi nei nuclei familiari

Un’autocritica nei confronti delle famiglie cristiane. Un’autocritica verso una serie di comportamenti e atteggiamenti che spesso vanno a minare il rapporto di coppia e gli equilibri della famiglia stessa. E allora ecco che papa Francesco in “Amoris Laetitia“, come un “saggio genitore” mette a nudo questi limiti.

Ma li rileva in maniera costruttiva: lo fa per ammonire la famiglia e fare in modo da ricucire le distanze esistenti tra i suoi componenti.

Nella conferenza stampa di presentazione dell’Esortazione, il cardinale Christoph Schönborn ha parlato di «autocritica necessaria» per la comunità ecclesiale, che spesso pecca di «idealizzazione eccessiva» nel modo di presentare il matrimonio, facendo sì che esso non sia «più desiderabile e attraente, ma tutto il contrario». È lo stesso Francesco a chiedere «una salutare reazione autocritica», perché «solo la motivazione può far amare il matrimonio cristiano e la famiglia», ha commentato il cardinale (ToscanaOggi.it, 8 aprile).

1) LA “PIAGA” DELL’ARROGANZA

Prima di tutto papa Francesco invoca pazienza e non arroganza nei confronti dei familiari poco formati nella fede, fragili o meno sicuri nelle loro convinzioni. «A volte accade il contrario: quelli che, nell’ambito della loro famiglia, si suppone siano cresciuti maggiormente, diventano arroganti e insopportabili». L’atteggiamento dell’umiltà «appare qui come qualcosa che è parte dell’amore, perché per poter comprendere, scusare e servire gli altri di cuore, è indispensabile guarire l’orgoglio e coltivare l’umiltà».

2) RIVESTIRSI DI UMILTA’

La logica dell’amore cristiano, sostiene il papa, «non è quella di chi si sente superiore agli altri e ha bisogno di far loro sentire il suo potere, ma quella per cui “chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore” (Mt 20,27).Nella vita familiare non può regnare la logica del dominio degli uni sugli altri, o la competizione per vedere chi è più intelligente o potente, perché tale logica fa venir meno l’amore». Bisogna essere sempre «affabili» con quelli che ci circondano come insegna San Tommaso D’Aquino nella Summa Theologiae (II-II, q. 114, a.

2, ad 1).

Insomma, sentenzia Francesco, vale anche per la famiglia questo consiglio: “Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili” (1 Pt 5,5).

3) STOP AL PESSIMISMO

Per disporsi ad un vero incontro con l’altro, prosegue Bergoglio, «si richiede uno sguardo amabile posato su di lui. Questo non è possibile quando regna un pessimismo che mette in rilievo i difetti e gli errori altrui, forse per compensare i propri complessi. Uno sguardo amabile ci permette di non soffermarci molto sui limiti dell’altro, e così possiamo tollerarlo e unirci in un progetto comune, anche se siamo differenti».

4) NON ALIMENTARE IRA E AGGRESSIVITA’

Un altro limite del rapporto tra i componenti di una famiglia è identificato nella parola “paroxynetai”, che si riferisce ad una reazione interiore di indignazione provocata da qualcosa di esterno. «Si tratta di una violenza interna, di una irritazione non manifesta che ci mette sulla difensiva davanti agli altri, come se fossero nemici fastidiosi che occorre evitare. Alimentare tale aggressività intima – ammonisce Francesco – non serve a nulla. Ci fa solo ammalare e finisce per isolarci».

Come cristiani, ricorda Francesco, non possiamo ignorare il costante invito della Parola di Dio a non alimentare l’ira: «Non lasciarti vincere dal male» (Rm 12,21). «E non stanchiamoci di fare il bene» (Gal 6,9).

5) RANCORE E SACRIFICIO

Un matrimonio vincente, una famiglia positiva è quella che abbatte un’altra parola chiave negativa: rancore. «Se permettiamo ad un sentimento cattivo di penetrare nelle nostre viscere, diamo spazio a quel rancore che si annida nel cuore. Il contrario è il perdono, un perdono fondato su un atteggiamento positivo, che tenta di comprendere la debolezza altrui e prova a cercare delle scuse per l’altra persona».

La verità, evidenzia il papa, citando l’Esortazione Apostolica di Giovanni Paolo II Familiaris consortio (22 novembre 1981) è che «la comunione familiare può essere conservata e perfezionata solo con un grande spirito di sacrificio».

6) MAI RALLEGRARSI PER UN FALLIMENTO

Un altro virus da abbattere è «l’atteggiamento velenoso di chi si rallegra quando vede che si commette ingiustizia verso qualcuno. Questo è impossibile per chi deve sempre paragonarsi e competere, anche con il proprio coniuge, fino al punto di rallegrarsi segretamente per i suoi fallimenti». La famiglia dev’essere sempre «il luogo in cui chiunque faccia qualcosa di buono nella vita, sa che lì lo festeggeranno insieme a lui».

7) AMORE MALGRADO TUTTO

Gli sposi «che si amano e si appartengono», osserva il papa, «parlano bene l’uno dell’altro, cercano di mostrare il lato buono del coniuge al di là delle sue debolezze e dei suoi errori. In ogni caso, mantengono il silenzio per non danneggiarne l’immagine». L’ideale cristiano, e in modo particolare nella famiglia, «è amore malgrado tutto».

8) ALLARGARE LA MENTE

Mai chiudere la propria mente, avverte Bergoglio. Troppo spesso ci si rinchiude nel silenzio, nello scarso dialogo, oppure se le opinioni sono divergenti si fa così fatica ad accogliere positivamente quelle dell’altra persona. «Ampiezza mentale, per non rinchiudersi con ossessione su poche idee, e flessibilità per poter modificare o completare le proprie opinioni», questa la ricetta che consiglia il pontefice per uscire dallo stallo. «È possibile che dal mio pensiero e dal pensiero dell’altro possa emergere una nuova sintesi che arricchisca entrambi».

9) “SI’” AL DIALOGO, “NO” ALLA NOIA

Una famiglia vincente non può essere quella dove il dialogo è una componente secondaria. Per essere proficuo, il confronto al suo interno «richiede una ricchezza interiore che si alimenta nella lettura, nella riflessione personale, nella preghiera e nell’apertura alla società». Diversamente, «le conversazioni diventano noiose e inconsistenti. Quando ognuno dei coniugi non cura il proprio spirito e non esiste una varietà di relazioni con altre persone, la vita familiare diventa endogamica e il dialogo si impoverisce».

10) SESSUALITA’ SENZA IMPOSIZIONI

Ricordando l’Enciclica Humanae Vitae di Paolo VI, papa Francesco ricorda infine che «anche nel matrimonio la sessualità può diventare fonte di sofferenza e di manipolazione. Per questo dobbiamo ribadire con chiarezza che “un atto coniugale imposto al coniuge senza nessun riguardo alle sue condizioni ed ai suoi giusti desideri non è un vero atto di amore e nega pertanto un’esigenza del retto ordine morale nei rapporti tra gli sposi”».

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