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Cos’hanno oggi in comune ebrei e cristiani?

© Susan Sermoneta
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Che senso ha la tua vita? Che senso ha la Rivelazione nella storia dell’umanità? La fede giudaico-cristiana ha davvero molto da dire

Le principali mete di dialogo tra ebrei e cattolici sono “conoscenza reciproca perché ci conosciamo molto poco; la costruzione congiunta di una cultura di pace, di riconoscimento reciproco e di progresso e lavorare insieme superando situazioni di antisemitismo che si verificano ancora in molti Paesi”.

Lo hanno affermato il rabbino David Rosen, interlocutore di papa Francesco per il dialogo ebraico-cristiano e uno dei leader ebraici più importanti a livello di questioni interreligiose, e il sacerdote Florencio Sánchez, direttore dell’Istituto John Henry Newman dell’Universidad Francisco de Vitoria (UFV) di Madrid.

I due hanno affrontato le sfide di oggi e la necessità di “lavorare insieme per contribuire a un mondo migliore” nella tavola rotonda “I doni di Dio sono irrevocabili. 50 anni di dialogo ebraico-cattolico”, organizzato dalla UFV e dalla comunità ebraica internazionale.

Nel programma El Espejo de COPE, Angel Barahona, decano di Umanistica della UFV, ha parlato del rapporto tra ebrei e cristiani, delle loro radici, della secolarizzazione come problema comune e della continuità tra il Dio dell’Antico e quello del Nuovo Testamento.


Complimenti per la tavola rotonda. Perché la necessità di questo dialogo con la Nostra Aetate sullo sfondo?

Abbiamo istituito una cattedra, un centro Isaia II con la visione centrata sul dialogo interreligioso. Pensiamo che un’università debba essere sempre aperta al dialogo, alla cultura, soprattutto con i nostri fratelli ebrei.

Il mondo ebraico ha molte cose da dirci, e noi abbiamo molte cose da imparare da lui.

Abbiamo un aspetto in comune, cioè che anche gli ebrei stanno sperimentando la secolarizzazione, la laicizzazione, e abbiamo bisogno di questo dialogo, soprattutto nel contesto in cui si celebrano i 50 anni della Nostra Aetate.

Nel dibattito si è parlato di molte cose, come il rapporto tra cattolici ed ebrei e quello tra l’Antico e il Nuovo Testamento…

È un punto importante, anche con il documento presentato dal cardinale Kurt Koch sull’irrevocabilità dell’alleanza. Non si può capire il cristianesimo senza l’Antico Testamento, senza l’antica alleanza…

Non c’è più spazio per quella che veniva indicata come “Teoria della Sostituzione”. Secondo questa teoria, il nuovo popolo di Dio, l’eletto, era la Chiesa. No. I papi (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco) ci hanno detto che non è più così.

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