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4 consigli per chi vuole diventare indipendente e abbandonare il nido

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di Kristina Hjelkrem

È sempre più comune che ragazzi e ragazze lasciano la propria casa per terminare gli studi all’estero. Io ho lasciato l’Ecuador a 18 anni per studiare giurisprudenza all’Università di Navarra, in Spagna (cinque anni fa). Questa situazione segna l’inizio di una nuova tappa della vita, la fase “dell’abbandono del nido” e dei primi passi verso la vita adulta. È un momento che molti attendono con emozione ma che intimorisce per l’incertezza del nuovo. Mi ricordo di essere stata emozionata dall’idea di avere nuove esperienze, di conoscere altre città e modi di pensare, ma anche nervosa e agitata per ciò che sarebbe successo: cosa vuol dire che sto per diventare indipendente? Sono pronta ad essere indipendente?

Essere indipendenti significa avere più libertà nel prendere decisioni ed essere interamente responsabile per le conseguenze (due facce della stessa medaglia). Implica la capacità di risolvere situazioni alla luce del nostro giudizio, senza aspettare la conferma “necessaria” (se è possibile) di alcuni superiori (i nostri genitori).

Per coloro che sono in procinto di lasciare casa e diventare indipendenti, ecco alcuni suggerimenti:

1. Raggiungi l’indipendenza emotiva

independencia
© stocksnap.io

 

Quando vivi vicino agli amici e alla tua famiglia, le relazioni si basano sull’affetto che nasce da esperienze condivise. Ora che sei lontano, queste esperienze sono più difficili da vivere a causa dei mezzi, del non trovarsi nella stessa città, paese o continente; la relazione perderà la quotidianità che prima si dava per scontata. Con “indipendenza emotiva” mi riferisco a che non bisogna fare affidamento esclusivamente a questa convivenza (a volte casuale) per saper prendersi cura e mantenere le relazioni, cerca e crea dei momenti di incontro per conversare e condividere esperienze con i tuoi cari. Per rendere l’idea faccio un esempio: di solito parli tutti i giorni con i tuoi genitori perché sono a casa tua (o meglio a casa loro), ma quando sarai solo non li incontrerai così spesso e i momenti di conviviali saranno ridotti. Essendo indipendenti ci si rende conto che si desidera parlare con i genitori e mantenere uno stretto rapporto con loro; si cerca quindi un modo per parlare ogni giorno con loro e fargli sapere che li si pensa (un messaggio di buongiorno su WhatsApp o una chiamata). Essere indipendente emotivamente non significa ignorare i legami umani, al contrario vuol dire renderli più maturi.


2. Cerca di diventare economicamente indipendente

money
© pixabay.com

L’economia, come la stessa parola suggerisce, consiste nel saper distribuire le risorse disponibili per soddisfare al meglio le necessità che si hanno. L’indipendenza economica che penso si debba raggiungere è quella in cui qualsiasi quantità di denaro si abbia e qualsiasi sia la sua provenienza (un pagamento mensile dei genitori, un salario, una borsa di studio), tu sappia organizzarti per far fronte a tutte le pese. Preparare un budget mensile è di solito la forma più facile di organizzarsi, così si può vedere facilmente quali sono le spese necessarie e quali si possono prevedere se le cose dovessero complicarsi. Essere responsabile in questo è spesso la cosa più difficile (lo dico per esperienza), perché siamo abituati che i nostri genitori si prendono cura dei problemi di casa. In effetti questo permette di sperimentare quale sia davvero il valore delle cose. Un piccolo consiglio per saper controllare le spese è di consultare con regolarità il tuo conto bancario, in modo da essere cosciente di quanto stai spendendo, a quale ritmo e per che cosa. Conosci quanto e perché spendi e su questa base prendi le decisioni giuste nelle aree in cui vuoi ridurre le spese.

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