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Sai prendere le distanze da ciò che non va in te?

Shutterstock / Lightspring

padre Carlos Padilla - pubblicato il 31/03/16

Mi fanno paura le persone che si mimetizzano con l'ambiente...

Mi piace vivere più la vita che la morte. Più il cammino della luce che quello della croce. Preferisco dare la vita conservando l’ultimo respiro. Svuotarmi senza farlo del tutto. Trattenere qualcosa, acqua in un pozzo, per poter continuare a vivere.

Preferisco vivere ferito che smettere di vivere per sempre. Amare ricevendo qualcosa in cambio. Mi fa più male amare senza ricevere nulla. Mi spaventa. Preferisco amare senza timore che vivere nella paura.

Che senso ha dare la vita per gli amici? È possibile solo se il cuore ama fino all’estremo. Se il cuore ama l’altro più di se stesso. È possibile amare così? A volte ne dubito. A volte credo di sì, perché l’ho visto.

È possibile allora celebrare un’ultima cena con gioia profonda. E vegliare in un orto con il dolore nell’anima accompagnati dagli amici più amati che dormono. Credo che abbia senso amare tutti per poi ricevere odio.

Ha senso essere generosi quando non lo è nessun altro al nostro fianco. Ha senso tacere e non criticare quando lo fanno tutti. Lodare gli altri quando tutti disprezzano. Ha senso essere se stessi in mezzo alla folla.

Mi spaventano le persone che si mimetizzano con l’ambiente. Oggi la pensano in un modo, domani si lasciano trasportare da quello che pensano gli altri.

Mi piacciono le persone solide che si mantengono salde in mezzo alla tormenta. Non vacillano. Non cambiano. Aspettano come una roccia ferma, come un cedro in piedi contro il vento.

Mi danno sicurezza le persone che sono se stesse, ieri, oggi e sempre. Hanno detto una cosa una volta e non hanno smesso di pensare lo stesso.

Diceva padre Josef Kentenich: “L’uomo che cresce e si addentra in Dio è sempre solo, e l’uomo solo è sempre il più fecondo, perché è cresciuto e si è addentrato in un altro mondo: viene dall’aldilà. Ma la solitudine non dev’essere isolamento; l’uomo isolato è un invalido. L’uomo solo è quello che è in solitudine con Dio; è una personalità forte che va verso l’alto. E tuttavia quanto può diventare pesante la croce della solitudine se si tratta di portarla eroicamente!”

L’uomo saldo e autentico. Fedele e solido. Eroico. È un uomo ancorato in Dio. Ha il cuore sicuro in Lui. Non dubita, non si scoraggia, non fugge. Non rinuncia mai alle sue idee per paura, o per voler andare bene agli altri.

Ma è flessibile. Sa che le sue opinioni sono importanti ma mai assolute.

Ha le priorità ben chiare. Quanto è facile lasciarsi trascinare dagli altri! Le idee e i principi cedono. Ho chiare le mie priorità? Sento che a volte mi faccio trasportare e non faccio bene le cose.

Quanto è importante saper porre il cuore nel posto adeguato! Sapere ciò che voglio davvero. Amare quello che so che è importante nella mia vita. Anche se questo non mi porta sempre nel luogo più facile.

A volte mi posso far comprare da un applauso, da un sorriso, da un abbraccio. Non voglio andare bene a tutti.

Penso sempre a San Tommaso Moro. Un uomo influente. Un uomo potente. Non ha voluto cedere nelle sue convinzioni, nella sua fede, nella verità, in ciò che riteneva giusto. Lo hanno giustiziato. È morto solo in una torre. È rimasto fedele ai suoi ideali fino alla morte. Non ha voluto essere come una bandierina che si lascia muovere dai venti.

Mi colpisce sempre quella fedeltà, quella solidità nella fede, nelle convinzioni. Mi piacerebbe avere un cuore ancorato così a Dio. Un cuore con radici profonde.

Diceva padre Kentenich: “Non ci educhiamo per essere piante da serra, ma uomini con un senso per il trascendente, uomini piantati nella vita con entrambi i piedi, che non si piegano quando non si devono piegare”.

Quando la mia vita è così, sono capace di mantenermi saldo in ciò in cui credo e non mi lascio trascinare dalla corrente. Ho chiara la direzione verso la quale cammino e offro il mio “Sì” a Dio con gioia.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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