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“Scrivo a voi terroristi islamici, state distruggendo l’onore di Dio”

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Lettera dopo gli attentati di Bruxelles

Scrivo a voi terroristi islamici,

scrivo a voi ben sapendo che siete credenti. Solo l’ottusità di alcuni vuole negarvi questa dignità di credenti, quasi voi foste solo dei ribelli sociali, quasi foste solo un potere fra i tanti in lotta per il controllo del petrolio. Nessuno si farebbe saltare in aria per un qualche accrescimento di benessere: voi lo fate urlando di combattere per Dio.

Un filosofo musulmano ha scritto con grande acutezza:

«La maggior parte degli intellettuali occidentali ha talmente dimenticato che cos’è la potenza della religione, nel bene e nel male sulla vita e sulla morte, che mi dicono “no, il problema del mondo musulmano non è l’islam, non è la religione ma la politica, la storia, l’economia, etc.”. Vivono in società così secolarizzate che non si ricordano per niente che la religione può essere il cuore del reattore di una civilizzazione umana!».

Il vostro grido di guerra è “Allah akbar”, “Dio è il più grande”. Per voi è inconcepibile che si viva in una società senza Dio. Per voi è inconcepibile che non si abbia rispetto per Dio. Che si ironizzi su di Lui. Per voi è inconcepibile che si educhino le giovani generazioni senza prestare attenzione al bene e al male, proponendo ai giovani solamente di arricchirsi, o addirittura invogliandoli a cercare piaceri effimeri come la droga o il sesso, senza la costruzione di una famiglia solida ed il dono di sé fino al sacrificio, senza la preoccupazione di vivere secondo i comandamenti di Dio.

Anche noi avvertiamo l’urgenza di questa grande questione. Mi colpì un giorno la confessione di un  algerino che scriveva:

«Da noi la libertà rimane un miraggio, qui in Occidente troppo spesso diventa una scatola vuota, un alibi per consentire a ciascuno di fare quel che gli salta in mente. Libertinismo, direi, più che libertà. Che libertà è, per esempio, quella di sfruttare il corpo femminile come veicolo per ogni genere di messaggio pubblicitario? Il velo può essere un simbolo di oppressione della donna, ma certamente l’ostentazione della nudità o un certo modo provocante e provocatorio di vestire non esaltano la libertà femminile. Dov’è finito il rispetto per la persona? È questo l’Occidente che vogliamo proporre al mondo islamico? I musulmani ci guardano: ora che vivo in Italia, capisco quanto possa risultare decisivo, per essere davvero credibili, dimostrare nei fatti che una civiltà che ha ereditato i grandi valori del cristianesimo può diventare punto di riferimento anche per il mondo islamico, dove è in corso un acceso dibattito sul rapporto tra fede e modernità. Grande è la responsabilità dei cristiani e della Chiesa per testimoniare che si può vivere fino in fonda da credenti in una società che si dice laica ma che non fa della laicità un alibi per ridurre Dio a un soprammobile. Se questo accadesse, sarebbe la morte di ogni vera esperienza religiosa di fronte agli dei del consumismo, della tecnica e del razionalismo che vogliono cancellare il Mistero dall’esistenza umana».

Ebbene non dimenticate che siete proprio voi, voi più di tutti, che oggi state distruggendo l’onore di Dio. Sebbene riusciate ancora a reclutare giovani per le vostre azioni violente, è sempre più evidente che tanti musulmani e tanti non musulmani si stanno allontanando da Dio per l’odio che leggono nei vostri gesti, sapendo che chi odia non viene da Dio.

La violenza con cui agite, sgozzando, uccidendo, torturando, la violenza con cui parlate, la violenza con la quale esponete i cadaveri decapitati, portando oltraggio non solo ai vivi ma anche ai morti, sta allontanando tanti da Dio. Per questo vi sentite sempre più soli.

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