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Ripristinare l’elemento verticale e divino nella Chiesa del post-Vaticano II

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padre Dwight Longenecker - pubblicato il 21/03/16

La nostra adorazione deve riflettere la croce, con un'estensione orizzontale verso gli altri e un'estensione verticale verso il cielo

Non molto tempo fa guidavo una missione in una parrocchia dei sobborghi con un edificio ecclesiale moderno a forma di ventaglio. L’accoglienza che ho ricevuto è stata gentile e amichevole, e la gente era ansiosa di conoscere meglio la propria fede. L’adorazione era semplice e informale, ma calorosa e centrata sulla gente. Il fine settimana successivo ho guidato una missione in una delle nostre cattedrali storiche. Le due esperienze di adorazione e i due edifici ecclesiali non avrebbero potuto essere più diversi.

La cattedrale era piena di splendide opere d’arte. La musica era edificante e solenne. L’architettura era imponente e il soffitto a volta faceva elevare gli occhi e il cuore. Il modo migliore di descrivere l’esperienza della cattedrale è dire che era verticale, mentre la chiesa dei sobborghi era orizzontale. Tutto nell’adorazione nella cattedrale mi elevava verso il cielo, mentre tutto nella chiesa dei sobborghi faceva concentrare la mia mente e il mio cuore sulle persone presenti. Questo scontro tra verticale e orizzontale nel cattolicesimo americano riguarda più dei diversi tipi di edifici.

Dopo il Concilio Vaticano II, c’è stato un reale tentativo da parte dei teologi e dei liturgisti di democratizzare la fede cattolica e renderla più “people friendly”.
Oltre al fatto che la liturgia veniva celebrata in lingua volgare, il sacerdote guardava i fedeli e l’assemblea sedeva in modo circolare o semicircolare intorno all’altare. L’edificio ecclesiale e la liturgia sono stati considerati molto più come il pasto condiviso della famiglia di Dio che come il santo sacrificio della Messa – offerto dal sacerdote a nome dei fedeli. La musica moderna che si è sviluppata nelle comunità cattoliche era spesso più concentrata sulla famiglia di Dio e sulla sua missione di cambiare il mondo che sull’adorazione e la lode offerte a Dio. L’esperienza cattolica è diventata orizzontale, e troppo spesso l’elemento verticale è stato non solo dimenticato, ma intenzionalmente assente.

Ora, a cinquant’anni dalla rivoluzione del Concilio Vaticano II, molte comunità cattoliche stanno ristabilendo un po’ di equilibrio e rivalutando le priorità, scoprendo che perché la vita cattolica sia in equilibrio servono sia l’elemento verticale che quello orizzontale. Oltre a questo, verticale e orizzontale sono intrinsecamente collegati quando sono ordinati nel modo giusto.

Il modo migliore di capirlo è ripensare ai due grandi comandamenti di amare Dio e amare il prossimo. Quando è stato interpellato sui comandamenti, Gesù ha detto: “’Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente’. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: ‘Amerai il prossimo tuo come te stesso’” (Matteo 22, 37-39). Insegnando questo, Gesù ha stabilito non solo che il rapporto verticale con Dio e quello orizzontale con il prossimo sono entrambi necessari, ma anche che c’è una priorità.

Amare Dio è la prima cosa. L’elemento verticale è quindi il più importante. Adorare Dio e imparare ad amarlo è il nostro primo compito. Da quell’amore divino impariamo poi ad amare il nostro prossimo. I due comandamenti sono legati come le due assi della croce. L’asse verticale va dalla terra al cielo e ci ricorda il primo comandamento, quella orizzontale si poggia su quella verticale e ci ricorda la necessità di proiettarci verso gli altri.

La maggior parte dei problemi nella religione cattolica per come viene vissuta attualmente deriva da una mancanza di equilibrio tra l’aspetto verticale e quello orizzontale. Quando i cattolici si coinvolgono talmente nelle questioni relative a pace e giustizia che finiscono per identificarsi in primo luogo con la propria convinzione politica piuttosto che con la propria fede, hanno sottolineato l’amore orizzontale per il prossimo fino ad escludere o a sminuire l’amore verticale di Dio.

Allo stesso modo, quando un cattolico si concentra talmente su adorazione, liturgia e preghiera da trascurare le opere di misericordia corporale può trascurare il bene terreno.

Bisogna ripristinare l’equilibrio. L’amore verticale di Dio viene realizzato dall’amore orizzontale del prossimo, e quest’ultimo è ispirato e rafforzato dal giusto amore verticale di Dio.

Quando condurrò una missione parrocchiale richiamerò ai fedeli queste verità ricordando loro che siamo chiamati a prendere su di noi la nostra croce e a seguire Cristo. Quando ci facciamo il segno della croce entrando in una chiesa, dovremmo ricordare come la croce stessa ci insegni l’importanza dell’elemento verticale e di quello orizzontale. Mentre ci facciamo il segno della croce, possiamo ricordarci di guardare prima in alto come segno d’amore per Dio e poi a destra e a sinistra a indicare l’amore pieno di Dio per il nostro prossimo.

Padre Dwight Longenecker è stato evangelico, poi anglicano e ora è sacerdote cattolico. Il suo sito è dwightlongenecker.com.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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