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L’inno ufficiale del Giubileo della Misericordia

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Misericordes sicut Pater

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Il Giubileo della Misericordia (8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016) è un evento (non un insieme di fatti). Perché ha un progetto intenzionalmente voluto per incidere nella vita di tutti gli uomini grazie alla testimonianza dei cristiani. Di tutti gli uomini di ogni comunità. Da quella civile a quella ecclesiale e scolastica.

Una collana specifica sul Giubileo è stata inaugurata dalle Edizioni san Paolo e messa in distribuzione con la riviste Credere (riconosciuta come «rivista ufficiale del Giubileo») e Famiglia Cristiana . Sono otto volumi, della collana «Misericordiosi come il Padre», curati dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e approvati dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Sono intesi come strumenti «per fornire agili strumenti a tutti gli operatori pastorali sia per l’approfondimento personale sia per la preparazione di incontri, catechesi o anche per l’animazione della preghiera comunitaria».

Lo Jubilus
Nelle riviste e nelle pubblicazioni, anche quelle ufficiali, ciò che manca, ancora una volta, ed anche per questo evento, è un minimo di considerazione per il canto, per il canto liturgico e per la musica di cui un giubileo non può essere privo per etimologia e per prassi: «Jubilus: sonus laetitiae sine verbis ut gaudeat cor» (Agostino). Giubilare significa soprattutto cantare la gratitudine a Dio per un raccolto, per i doni quotidiani di misericordia e per tutto ciò che Dio opera per la salvezza degli uomini e del suo popolo Israele.

L’inno liturgico
Ogni inno è composto da un testo verbale e da una melodia. Il genere musicale “inno” è caratterizzato da almeno alcuni elementi come: i destinatari (la gente, l’assemblea), la semplicità della linea melodica, la dinamica musicale, … la caratterizzazione e la espressione musicale e verbale dell’evento, tenendo conto che è un’espressione ed una testimonianza pubblica di un evento ‘cattolico’, cioè aperto e destinato a tutte le genti. Come gli inni della letteratura greca e latina, così quelli della liturgia cristiana (nella liturgia delle ore) e quelli politici e patriottici. Nella tradizione cattolica occidentale sant’Ambrogio è considerato il padre dell’innodia latina. Innodia ancor più rilevante e presente nelle tradizioni innodiche cristiane ortodossse.

Un inno per un evento straordinario
Come il Grande Giubileo dell’anno santo 2000 ebbe il suo inno ufficiale, come le Giornate Mondiali della gioventù, come altri eventi culturali, sportivi, politici hanno i loro inni così questo giubileo richiedeva un’espressione assembleare che testimoniasse il significato del Giubileo nei diversi eventi dell’anno e permettesse una sua espressione orante nella liturgia.

Il titolo dell’inno è «Misericordes sicut Pater», il primo versetto dell’inno e la citazione di Lc 6,36. E’ il ‘motto’ del Giubileo dell’anno della Misericordia che è stato chiesto a p. Costa (l’autore del testo) di inserire nel ritornello dell’inno (motto che riprende l’incipit Misericordiae vultus della bolla di indizione del Giubileo straordinario della misericordia).

Di seguito a questo versetto evangelico, nel ritornello è aggiunto (sempre in latino) «in aeternum misericordia eius» (‘ritornello’ del Salmo 136, che la versione CEI traduce con una motivazione «perché il suo amore è grande»; in ebraico kî le‘ôlām chasdô, «perché la sua misericordi è eterna», versetto biblico frequente nei Salmi (per esempio ancora il Sal 118) che è cantato e pregato spesso nella liturgia ebraica [per esempio il Bārûkh habbā’ beShem ’Adōnāy, «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (Sal 118,26-2) , composto dal maestro Elio Piattelli (1910-2001), per quasi quarant’anni Direttore del Coro del Tempio di Roma ed ora cantato dal coro ha-Kol di Roma).

Il testo dell’inno
Il testo è strutturato in quattro strofe: le prime tre cantano le Persona del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La quarta è un’invocazione e un canto di speranza. La prima strofa esprime verso il Padre e il Figlio l’invito a «rendere grazie» per alcune loro prerogative identitarie nell’economia della storia della salvezza e dopo ognuna di esse il coro intona «in aeternum misericordia eius». Per lo Spirito una invocazione di richiesta («Chiediamo»), come anche nella quarta strofa rivolta a Dio nella sua unità trina.

Gli Autori dell’inno
Il testo dell’inno è composto dal gesuita p. Eugenio Costa, un musicista e musicologo e liturgista di lunga data). Alcune sue composizioni di testi per il canto liturgico si possono rintracciare facilmente anche nel Repertorio Nazionale dei Canti per la Liturgia della Conferenza Episcopale Italiana (2009, Elledici) (per esempio il canto 119, «Cristo Re», il 267, «Chiesa di Dio», il 273, «Cristo Gesù, Salvatore»).
La musica dell’inno è del compositore inglese Paul Inwood, laico. La sua musica è stata scelta tra 90 compositori di tutto il mondo ai quali il Dicastero della Nuova Evangelizzazione aveva inviato il testo dell’inno per la composizione musicale. Di questi soltanto 21 hanno risposto. Tra questi è stata scelta la composizione di Inwood.

La musica
Della musica del maestro Inwood padre Costa in un’intervista dice: «Il compositore laico inglese Inwood è molto bravo e già molto conosciuto nell’Inghilterra cattolica, capace, che capisce cosa vuol dire comporre con un intento preciso, non ‘per gli Angeli e per gli Arcangeli’, ma per un’assemblea concreta, non di professionisti, ma per persone che cantano perché sono radunate per pregare e cantare! Inwoood ha composto quindi questa musica che è semplice, sì, ma molto ben costruita. Il ritornello, infatti. «Misericordes sicut Pater», entra nell’orecchio tre secondi dopo che uno l’ha sentito. E poi, la ripresa del ritornello latino interno, nelle strofe «in aeternum misericordia eius», è affidata a delle piccole melodie orecchiabilissime». Si può aggiungere che il ritornello evoca tutta una tradizione vocale anglicana, facilmente documentabile con compositori come W. Lawes (1602-1645, vedi il suo Salmo 8) e di tutta la gloriosa storia della musica e del canto anglicano per la liturgia da W. Byrd (1540-1623) a B. Britten (1913-1976). E quindi un po’ in tutto l’innario anglicano, come anche in quello di Taizé.

La composizione è nella significativa tonalità di do minore, con tre bemolle in chiave, nel tempo 4/4. I versetti del testo sono sulla corda di recita del sol con la cadenza finale in fa. L’andamento del canto è processionale: la misericordia si impara camminando e procedendo nella storia. Insieme con il Padre, con «Cristo Gesù, «Misericordiae vultus Patris» e lo Spirito.

Sul sito ufficiale del Giubileo è possibile ascoltare l’esecuzione dell’inno dalla Cappella Musicale Pontificia, diretta dal Maestro mons. Massimo Palombella, sdb.

P. Costa e il compositore Inwood hanno donato i diritti di composizione e di esecuzione al Pontificio Consiglio per la Promozione ella Nuova Evangelizzazione per facilitarne la diffusione in tutta la Chiesa.

Pasquale Troìa

Docente di Bibbia e Musica
ISSR Mater Ecclesiae
Pontificia Università san Tommaso, Angelicum, Roma
pasqualetroia@alice.it

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