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La sera in cui mi sono reso conto che stavo diventando un fariseo

Miikka Skaffari/FilmMagic

Jeffrey Bruno - pubblicato il 21/03/16

Chi sono io per giudicare chi è “degno” della mia evangelizzazione?

Una sera tardi stavo camminando per il quartiere con la mia cagna Malla quando ho visto da lontano una figura scura e incappucciata che emergeva dall’ombra.

Maschio, sui vent’anni, ubriaco o drogato, fumava una sigaretta e camminava a passi malfermi verso di me.

Una volta che è arrivato sotto le luci della via, l’ho sentito dire: “Salve, signor Bruno…”

Poi l’ho riconosciuto. Era uno della zona. Un bravo ragazzo, ma un po’ scombinato e invischiato in tutte le cose che non lo avrebbero portato altro che al Pronto Soccorso. L’ho salutato e ho continuato a camminare. In base alla mia esperienza, le persone ubriache o drogate amano parlare, e io volevo solo andarmene a letto. Mi sono detto scherzando: “Forse dovrei parlargli di Gesù!” Ho riso al pensiero, ma poi mi sono messo a pensare a com’ero io alla sua età.

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Quando avevo vent’anni vivevo in Germania con altri tre ragazzi. Eravamo in tour con un cantante heavy metal tedesco. Io avevo i capelli lunghi, fumavo, bevevo e mi godevo tutto quello che la “vita” aveva da offrire. Usando la logica che ho applicato al tipo in cui mi ero imbattuto, se l’uomo che sono oggi avesse visto quello che ero ieri avrebbe probabillmente riso all’idea di parlarmi di Gesù!

E poi una considerazione mi ha colpito: quante persone liquido come “senza speranza” per quello che penso che siano? Cerco di evangelizzare solo le persone “comode”? Gesù non lo faceva. Sarebbe andato dritto da quello che ero a vent’anni – e dal ragazzo incappucciato solo e problematico che camminava quella sera lungo la mia strada.

Ero caduto nella trappola. Stavo diventando un fariseo, giudicando chi è “degno” della mia evangelizzazione. Gesù non ha mai considerato i peccatori e gli emarginati persone senza speranza; sono proprio loro quelli che frequentava, con cui mangiava e che voleva salvare. Disprezzava invece i farisei.

Poi ho iniziato a elencare tutte le persone che ritengo senza speranza: Lady Gaga? Jihadi Joe? Ozzy Osborne?

Black Label Society Perform At The Institute In Birmingham
Steve Thorne/Redferns via Getty Images

Il chitarrista che suonava nell’album di Ozzy No More Tears, Zakk Wylde – un’icona della comunità metal –, è diventato… cattolico! Se faceste una lista dei tizi più estremi della comunità metal, apparirebbe nella vostra serie dedicata a “Le 10 persone che potrebbero essere scambiate più difficilmente per cattolici”, eppure è così. Mike Piazza, giocatore degli N.Y. Mets e devoto cattolico, è il padrino di uno dei suoi figli.

Non si può giudicare un libro dalla copertina. Wylde va regolarmente a Messa, è sposato miracolosamente con la moglie Barbaranne da 29 anni (hanno quattro figli), twitta una “benedizione” a tutti i suoi fans e non nasconde mai la sua fede, vivendola apertamente in uno degli ambienti più tossici a livello spirituale.

Se il chitarrista di Ozzy non era senza speranza, e se non lo ero neanche io e non lo è neppure il ragazzo per strada, allora chi lo è?

Potrei essere io, dopo tutto: senza speranza per il fatto fatto che giudico troppo. Senza speranza per il fatto di guardare alcune persone e non vedervi i figli di Dio che sono. Senza speranza per il fatto di identificarli con le circostanze che vivono. Senza speranza per il fatto di non amarli, indipendentemente da quanto possa ritenerli orribili. Senza speranza per il fatto di non mostrare la misericordia che Dio ha mostrato nei miei confronti… Eppure non riesco a non meravigliarmi di come Dio continui a offrirmi delle possibilità di redimermi. Nella sua misericordia infinita e paziente, sottolinea che anch’io posso cambiare.

Grazie, Dio. Se non fosse così, non potrei gioire del fatto di avere con Lui un rapporto al quale do davvero più importanza che a qualsiasi altra cosa.

E allora, fratelli e sorelle, c’è speranza per tutti noi. Ricordate chi è venuto a salvare Gesù, e se ritenete qualcuno “senza speranza” avete identificato proprio la persona con cui dovreste parlare, per cui dovreste pregare e digiunare, ecc.

Peligroso Tequila, Coachella 2013 -- Indio, CA


Perché i più grandi peccatori del mondo, quelli che vi offendono, quelli che vi suscitano odio e disgusto, sono proprio quelli che Gesù ci ha chiesto di amare.

Nessuno è senza speranza. Neanche un fariseo. Ricordate San Paolo?

Jeffrey Brunoè art director di Aleteia.org

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
cattolicesimoevangelizzazionefarisei
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