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A San Pietro, pronta la tomba per il prossimo papa che morirà

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Bisogna temere la morte? Papa Francesco dice che non è la fine

Operai specializzati hanno terminato, questo mercoledì 16 marzo nella cripta sotterranea della basilica di San Pietro, luogo di sepoltura dei pontefici, una nuova tomba marmorea, in cui riposeranno i resti mortali del prossimo papa che morirà.

Si tratta di “ordinaria amministrazione” e di una decisione “saggia”, spiegano dal Vaticano, visto che attualmente governa un papa di 79 anni e c’è un pontefice emerito di quasi 89.

Il primo ha qualche difficoltà a camminare che tuttavia non gli impedisce di portare avanti le sue attività, il secondo, come afferma chi lo conosce, ha meno forze e il bastone ma è reattivo e presente, come ha dimostrato nell’ultima intervista che ha rilasciato.

Dopo il trasferimento del corpo di San Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro, al piano di sopra, “vi era solo una cappella libera e quindi era saggio prevedere anche altre possibilità ”, ha affermato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi.

Il sacerdote gesuita ha anche reso noto che era necessario “prevedere che nelle Grotte vaticane vi siano posti per tombe negli anni futuri”.

Gli ultimi otto papi si trovano nel mausoleo vaticano. I pontefici canonizzati o beatificati, invece, vengono trasferiti al piano principale della basilica.

Il tema della morte affrontato dal Papa

In riferimento a un eventuale prossimo conclave, possiamo ricordare che papa Francesco ha affermato nell’intervista a Noticiero Televisa con Valentina Alazraki che aveva l’impressione che il suo pontificato sarebbe stato breve, non più di quattro o cinque anni.

Lungi dal desiderare la morte, Francesco ha affrontato in varie occasioni il tema partendo dalla speranza cristiana, e ha esortato a vivere al servizio degli altri. “Chi non vive per servire non serve per vivere”, ha detto a Cuba (20.09.2015).

Nell’omelia a Santa Marta del 4 febbraio 2016, ha invitato a non aver paura della fine della vita, perché il percorso continua.

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