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Il senso dell’umorismo, una possibile via per diventare santi?

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La gioia di essere salvati e la gioia di sapersi amati sono ritenute a ragione segni esterni e sintomi oggettivi di una fede viva e non solo teorica, al punto che l’assenza di gioia desta sospetto. Friedrich Nietzsche diceva che forse avrebbe potuto credere in Dio se i cristiani avessero avuto il volto di risorti.

L’allegria dei santi è un denominatore comune: prima di essere riconosciuti per la loro santità, hanno dovuto esserlo per la loro gioia.

Mi sembra tuttavia che il senso dell’umorismo sia ancora assai ignorato dai cristiani, e dai cattolici in particolare. Speriamo che la figura di G.K. Chesterton [1] aiuti a cambiare questa situazione e a convincere i credenti del fatto che il senso dell’umorismo è lo strumento di santificazione per eccellenza.

In primo luogo, perché il senso dell’umorismo permette di umanizzare la nostra esistenza su questa terra mantenendoci saldi di fronte ai colpi della vita e aiutandoci a guardare il male in faccia senza per questo cadere nella disperazione.

In secondo luogo, perché contribuisce alla conversione dei nostri cuori in previsione della vita eterna. Le verità che abbiamo meno voglia di ascoltare sono quelle di cui abbiamo più bisogno, e il senso dell’umorismo ci dà accesso, in modo indolore grazie alla parodia, a queste verità fondamentali che sembrano troppo spesso paradossali – e quindi inaccettabili – perché criticano il mondo di illusioni e menzogne in cui viviamo.

Il senso dell’umorismo è innanzitutto una tecnica di sopravvivenza

Il senso dell’umorismo allontana le inibizioni che ci paralizzano quando affrontiamo i potenti o le persone di cui temiamo i giudizi. Il senso dell’umorismo è l’uscita d’emergenza che permette di esprimere le nostre emozioni e convinzioni senza uscirne distrutti.

In caso di aggressione psicologica, verbale o fisica, chi è del tutto sprovvisto di senso dell’umorismo o chi non riesce a ricorrere all’umorismo per replicare non ha altra opzione che la fuga, la sottomissione o la ribellione, e nessuna di queste soluzioni lo lascerà emotivamente indenne.

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