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Papa Francesco amato dagli anticlericali? Anche Gesù, molto più di lui

© Antoine Mekary / ALETEIA

Pope Francis General Audience - March 02, 2016

Unione Cristiani Cattolici Razionali - pubblicato il 15/03/16

L’accusa è ben sintetizzata in questa frase trovata sul web: «Come mai laici, atei, omosessuali, massoni, politici comunisti sono tutti dalla parte di papa Francesco? Si sono convertiti gli scalfari, i pannella, le bonino, le madonna, gli Elton John, i Fidel Castro, gli Obama ecc.?». La profondità delle obiezioni è quella che è, tuttavia contiene un aspetto di verità: verso Francesco esiste un insolito apprezzamento dal mondo anticlericale, un fenomeno di mitizzazione del suo pontificato, tuttavia, come abbiamo scritto nel nostro dossierin molti casi si tratta di una precisa strategia mediatica che tenta di onorarlo e incensarlo indipendentemente dal contenuto dei suoi pronunciamenti, censurando quelli scomodi, enfatizzando ogni suo intervento come “apertura” per porlo così in contrasto con i suoi predecessori e con la Chiesa stessa (secondo la logica: Francesco si, la Chiesa no). Lui stesso se ne è accorto: «Non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia di papa Francesco. Quando si dice per esempio che esce di notte dal Vaticano per andare a dar da mangiare ai barboni in via Ottaviano. Non mi è mai venuto in mente. Sigmund Freud diceva, se non sbaglio, che in ogni idealizzazione c’è un’aggressione. Dipingere il Papa come una sorta di superman, una specie di star, mi pare offensivo».

Una piccola parte di cattolici è effettivamente caduta nella trappola, credendo davvero che il Papa stia, abbia o voglia cambiare la dottrina cattolica, celebrare i matrimoni gay, eliminare la confessione, istituire le donne prete e far sposare i sacerdoti. Sono persone disinformate, che si lasciano trarre in inganno dai giornalisti tradizionalisti (Sandro Magister, su tutti). «Francesco è anche chiaramente un “conservatore”», ha commentato ieri il principale vaticanista estero, John L. Allen, «nel senso che in questi tre anni non ha contraddetto un singolo comma del catechismo. Ha detto “no” al sacerdozio femminile, “no” al matrimonio gay, ha definito l’aborto come il “più orribile” dei delitti, ha difeso il divieto del controllo delle nascite e su ogni altra questione controversa si è dichiarato un fedele “figlio della Chiesa.” In nessun modo ha ammorbidito il concetto di peccato. La sua rivoluzione è a livello della prassi pastorale, non della dottrina».

Tuttavia il Papa non rinuncia contemporaneamente a tendere continuamente la mano verso i più noti esponenti del mondo laico, sopratutto italiano, da Eugenio Scalfari a Emma Bonino. Come ha ben spiegato il vaticanista progressista Luigi Accattoli: «al Papa interessa interloquire con chi ha un ruolo dominante nella comunicazione di massa e nel dibattito culturale. Non si identifica con Scalfari, Pannella, Bonino, o con gli operatori dei media con i quali dialoga in aereo. Ma vuole mostrare alla comunità cattolica che è possibile parlare con loro. Anzi, che è necessario. Le interviste di Scalfari a Martini, la Cattedra dei non credenti, il dialogo di Benedetto con Pera o con Odifreddi, il Cortile dei Gentili avevano in fondo lo stesso segno». Eppure questo scatena le urla dei farisei odierni: «Bergoglio, dopo aver amorevolmente telefonato a Pannella, l’ha rifatto pure con Benigni e ieri è intervenuto anche sulla guarigione del medico Gino Strada»scrivescandalizzato Antonio Socci. La stessa tattica usata dai farisei per denigrare l’autorità di Gesù quando lo sorpresero mangiare a casa di Zaccheo: «Ecco un mangione e un beone, amicodei pubblicani e dei peccatori» (Lc 7, 33-34).

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ateismopapa francesco

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