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Se la cupezza porta all’Inferno, l’umorismo ci porta in Paradiso?

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“Le Nuove Lettere di Berliche” rischia non solo di educare ma anche di far riflettere sorridendo

Mio caro Malacoda,

noi mal sopportiamo quanto, muovendosi per sua propria iniziativa, oppone per ciò stesso resistenza alla nostra forza. In una parola, ci fa ribrezzo tutto quel che è vivo.

Nostro Padre è un raffinato cultore della purezza, e la vita cos’è se non impurità?

Il vivente è un perpetuo compromesso tra continuità e rinnovamento. Ogni organismo si modifica nel tempo pur restando fedele a se stesso. Nel corso della vita le cellule del corpo del paziente invecchiano e muoiono, e altre le sostituiscono. Eppure il paziente rimane sempre il paziente, non diventa altro da sé.

È agghiacciante questa contaminazione tra l’essere e il nulla. Come non intravedere anche qui l’odioso marchio di Colui «che fa nuove tutte le cose»? Lui e i Suoi sfacciati compromessi! Per nostra fortuna la morte provvederà, prima o poi, a ripristinare la statica purezza deflorata dalla proliferazione degli esseri. E il nulla tornerà infine a regnare sulla terra dei viventi.

Rottura, separazione, isolamento, disarticolazione, sconnessione. Sont les mots qui vont tres bien ensemble… Sì, sono queste le parole più dolci per le nostre orecchie. Ora, perfino dagli opuscoletti della Casa di Correzione per Tentatori Incompetenti puoi apprendere che la discontinuità è la nota dominante del mondo in cui vive il tuo assistito, un mondo in cui il progresso tecnoscientifico si muove verso l’unità fisica arrivando quasi a sopprimere le distanze materiali tra le genti.

I mezzi di trasporto e di comunicazione accostano sempre più strettamente corpi e voci. Eppure, all’infuori di questa unione solo esteriore, mai come prima la divisione reale tra gli umani è stata tanto accentuata, manifesta, acuta, perfino urlante. Gli uomini si avvicinano solo per odiarsi più da vicino.

Fortunatamente oggi tutto è un arruffio incoerente. Ti invito a consultare uno dei tanti motori di ricerca in internet, come sto facendo io in questo preciso istante. È un’esperienza istruttiva. Sulla home page vedi sfilare una confusione sconnessa di news. La prima notizia ci informa sul reale peso corporeo delle star del cinema; nella seconda si parla di una manifestazione LGBT per i «diritti civili»; la terza riproduce una lite sui social tra un attore e la sua ex; nella quarta si legge la cronaca dell’ultimo attentato terroristico; subito di fianco si avvicina la prossima notizia, dove si legge di una prodigiosa bevanda anti-cancro; poi anche questa è sostituita dall’evoluzione del prezzo del greggio, che cede subito lo spazio a un pezzullo sulle dipendenze animali.

Questo mondo della comunicazione non è soltanto caotico, ma produce anche il caos; produce cose disorganiche, scollegate tra loro fin dall’origine. Un tale scompiglio va a detrimento della narrazione, ostacolando così la possibilità di attribuire significati coerenti.

Pertanto l’effetto che se ne ricava è l’oblio: le notizie vengono dimenticate una dopo l’altra già prima che siano scomparse dallo schermo. Ciò che passa sul display è indifferente, l’importante è che passi qualcosa.

Questa serialità meccanica avvolge come una morsa il mondo in cui il paziente è nato e cresciuto. È tempo di caos e disgregazione, in cui gli oggetti passano slegati di fronte a un uomo sconnesso. Così al disordine esteriore corrisponde un mondo interiore assolutamente incapace di accogliere le cose secondo un nesso ordinato.

Quegli adorabili saccenti di sociologi (a proposito: quanto sono utili alla Nostra Causa, tienili da conto) avrebbero pure coniato dei divertenti nomignoli per designare questo scenario («società istantanea», «società liquida»). Se fossimo mossi – ma non lo siamo, ça va de soi – da intenzioni più caritatevoli non ci potremmo esimere dal far vacillare le loro pretese di autosufficienza. Sarebbe infatti più corretto dire che certe brillanti definizioni sono state adottate a loro insaputa, non senza cioè i discreti suggerimenti del nostro solerte Ufficio Disinformazioni.

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