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Consigli biblici per superare le malattie gravi

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LC Blog - pubblicato il 11/03/16

Fase 3: “Offri… sacrifici pingui secondo le tue possibilità”

Le malattie gravi comportano forti sofferente e umiliazioni. Donate con amore, possono essere gradevoli offerte al Signore. Così, oltre a dare un senso alle nostre sofferenze, diamo loro un valore salvifico. Quando uniamo i nostri dolori a Cristo, partecipiamo in modo speciale al suo piano di salvezza.

Ci sono offerte e offerte. Le più gradite sono quelle che comportano più amore. Nel sopportare un dolore ci può essere amore. Nelle Sacre Scritture, tuttavia, vediamo che ci sono altre offerte più gradite al Signore dei sacrifici. Ne menziono tre:

1) Nel Vangelo di San Matteo, Gesù stesso cita il profeta Osea, che dice “Misericordia io voglio e non sacrificio” (Mt 9, 13). Dio vuole l’offerta del nostro perdono nei confronti di chi ci ha offesi.

2) Nel Salmo 50 il Signore mostra un certo disprezzo per i sacrifici di animali, e alla fine dice: “Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora” (Salmo 50;23). Quanto amore c’è nella gratitudine quando è sincera! Chi ama non smette di riconoscere tutto il bene che ha ricevuto dall’amato – anche se si trova in una disgrazia.

3) Consideriamo infine il Salmo 51, nel quale il penitente dice: “Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi” (Salmo 51, 19). L’umiltà è la verità. Umiltà e verità sono estremamente gradite al Signore. Riconoscere la verità del mio povero essere, del mio bisogno radicale di Dio, e offrire a Dio questo umile riconoscimento è per Lui un’offerta gradita.

Fase 4: “Fa’ poi passare il medico… poiché ne hai bisogno”

In questa fase troviamo un’altra applicazione del proverbio extra-biblico più citato negli ambienti cattolici, che con le parole di Sant’Agostino suona così: “Prega come se tutto dipendesse da Dio. Lavora come se tutto dipendesse da te”.

Ciascuno usi la frase che più gli piace. Ciò che conta è servirci dei mezzi umani alla nostra portata. Se Dio ha disposto che siano alla nostra portata è perché possiamo usarli. Se attraverso questi mezzi vuole concederci la salute, sia benedetto Dio. Se non si ottiene il risultato sperato, la lotta stessa è già una conquista.

Appendice: “Anch’essi [i medici] pregano il Signore”

Aggiungiamo infine i due versetti che seguono il passo del Siracide citato in precedenza:

[13] Ci sono casi in cui il successo è nelle loro mani.

[14] Anch’essi pregano il Signore
perché li guidi felicemente ad alleviare la malattia
e a risanarla, perché il malato ritorni alla vita.

Non li ho inclusi come parte del piano vero e proprio perché dipendono più dal medico che dal malato. Non è tuttavia superfluo ricordare al medico che la soluzione può essere nelle sue mani e di non smettere di chiedere a Dio la luce perché lo guidi nel suo servizio.

Ricapitolando:

Fase 1: Pregare Dio
Fase 2: Pentirsi dei propri peccati
Fase 3: Offrire sacrifici graditi al Signore
Fase 4: Ricorrere al medico, perché il Signore ha creato anche lui

E per quanto riguarda il medico: ricordare che la soluzione può essere nelle sue mani e chiedere al Signore di illuminarlo.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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guarigionemalattiapreghiera
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