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Dal Medioevo all’ateismo

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CattoNerd - pubblicato il 10/03/16

I tempi di luce

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Potete dire quel che vi pare, ma il Medioevo resta il periodo storico più suggestivo di sempre!

Franco Nembrini:
“Il Cristianesimo ha generato una mentalità, una cultura, una storia. E nel Medioevo europeo ha avuto il suo punto di coscienza più alto, più chiaro. Pensiamo a Dante e a uomini che hanno vissuto la fede con una chiarezza e un’intensità che ha dato forma nuova alla vita. A dispetto degli italiani che non vedono e non sentono più nulla, in Italia ogni pietra parla di questa storia. Si riteneva a quel tempo che mai più dopo Cristo si avrebbe potuto rivolgesi ad altri dei o negare la fede.E invece qualcosa è accaduto… oggi viviamo dopo Cristo, ma senza Cristo. È accaduto ciò che poteva sembrare impossibile: scegliere nessun dio..”

Quando, come e dove è avvenuto tutto ciò?

Come si è potuto abbandonare la verità che si era raggiunta? Nembrini prova a rispondere. E si delinea un discorso che ci offre delle chiavi di lettura notevolmente diverse da quelle della solita scialba e, passatemi il termine, interpretazione anticattolica della storia.

Franco Nembrini:
“Per un medievale come Dante al centro della realtà c’è l’uomo. È una menzogna dire che il Medioevo metteva al centro Dio e l’uomo aveva dimenticato, e che soltanto dopo, nell’umanesimo, l’uomo sarebbe stato riscoperto. La questione è un po’ diversa. Per Dante e per il cristiano medievale l’uomo è rapporto con Dio. Questo è l’uomo.L’uomo è desiderio, tensione e rapporto con l’Infinito e l’Eterno. Cioè con Dio.”

Un po’ come quando si gioca D&D o ai GdR medievali e/o fantasy in generale: la comprensione della cosmogonia dell’ambientazione in cui ci si muove è fondamentale. Si può interpretare un personaggio (giocante) scollegato da questo? Sì, volendo si può. Ma è come vivere nella Terra di Mezzo senza conoscerne nemmeno minimamente i retroscena: “Il Silmarillion“. In altre parole, non essere al corrente del senso profondo della storia di cui si fa parte: il tema del racconto.

Franco Nembrini:
“Ma da un certo punto in poi accade che l’uomo decide di mettersi al centro dell’universo, da solo. E di considerare Dio semplicemente un aspetto della realtà. Progressivamente, quel Dio messo ai margini della realtà viene messo fuori dalla realtà. Ma un Dio fuori dalla realtà, che non c’entra niente con la vita, è come se non esistesse. Non c’è più.È il passaggio dal Medioevo all’umanesimo, all’illuminismo, all’ateismo moderno. Si può anche disegnare in un altro modo.”

Quel rifiuto della fede… un po’ snob!

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Tags:
ateismocristianesimo
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