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Le 7 false devozioni alla Santissima Vergine

© CURAphotography / Shutterstock
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Ecco le deformazioni del culto a Maria

4. I devoti presuntuosi

I devoti presuntuosi sono peccatori in balia delle loro passioni e amanti del mondo. Sotto il bel nome di cristiani e di devoti della Vergine santa nascondono o l’orgoglio o l’avarizia o l’impurità o l’ubriachezza o la collera o la bestemmia o la maldicenza o l’ingiustizia, ecc.

Dormono tranquillamente nelle loro cattive abitudini, senza farsi molta violenza per correggersi, sotto pretesto di essere devoti della Vergine. Sperano che Dio li perdonerà, che non morranno senza confessarsi e non andranno dannati, perché recitano la corona, digiunano il sabato, appartengono alla Confraternita del santo Rosario o dello Scapolare o alle Congregazioni mariane, e perché portano l’abitino o la catenina della Madonna , ecc. Quando si dice loro che una tale devozione è pura illusione diabolica e pericolosa presunzione che può rovinarli, non lo vogliono credere. Rispondono che Dio è buono e misericordioso, e che non ci ha creati per dannarci; che non c’è uomo che non pecchi; che non morranno senza confessarsi; che basta un buon peccavi – ho peccato!pronunciato in punto di morte; e, inoltre, che sono devoti della Vergine, ne portano lo Scapolare, recitano ogni giorno in suo onore in modo incensurabile e senza ostentazione sette Pater e sette Ave, e dicono qualche volta il rosario e l’ufficio della Madonna; che digiunano, ecc. A conferma di quanto dicono e per
accecarsi maggiormente, ripetono alcuni fatti intesi o letti nei libri, veri o falsi che siano non importa. Tali fatti attesterebbero che persone morte in peccato mortale e senza confessione, ma che in vita avevano detto qualche preghiera o adempiuto qualche pratica in onore di Maria, o furono risuscitate per confessarsi, o la loro anima rimase miracolosamente nel corpo sino a confessione avvenuta o, in punto di morte, ottennero da Dio la contrizione, il perdono e la salvezza, per misericordiosa intercessione di Maria. La stessa cosa sperano per se stessi.

Nulla, nel cristianesimo, è più condannabile di questa diabolica presunzione. E in realtà, chi potrebbe dire con animo sincero di voler bene e onorare la Vergine santa, se con il peccato colpisce, trafigge, mette in croce e oltraggia senza pietà Gesù Cristo, suo Figlio? Se Maria si facesse un dovere di salvare con la sua misericordia questa sorta di persone, autorizzerebbe questo peccato, aiuterebbe a crocifiggere e oltraggiare suo Figlio. Ma chi osa pensare una cosa del genere?

Affermo che un simile abuso della devozione al la Vergine santa – devozione che, dopo quella a Nostro Signore nel SS. Sacramento, è la più santa e la più solida di tutte – costituisce un orribile sacrilegio: il più grande e il meno perdonabile dopo quello della Comunione ricevuta indegnamente. Affermo che per essere veri devoti della Vergine santa non è assolutamente necessario essere così santi da evitare ogni peccato, per quanto ciò sia desiderabile; ma occorre almeno – si noti bene quanto sto per dire -:
1. essere sinceramente risoluti ad evitare almeno ogni peccato mortale. Esso offende tanto la Madre quanto il Figlio;
2. sforzarsi di non commettere peccati;
3. iscriversi alle confraternite, recitare la corona, il santo rosario o altre preghiere, digiunare il sabato, ecc.

Tutto questo è meravigliosamente utile alla conversione di un peccatore anche indurito. Se il mio lettore fosse uno di questi – sino ad avere un piede sull’abisso
– io gli consiglio queste buone opere, a condizione che le compia non già per rimanersene tranquillo nello stato di peccato, nonostante i rimorsi della coscienza, l’esempio di Gesù Cristo e dei santi, e le massime del santo Vangelo, ma per ottenere da Dio, mediante l’intercessione della Vergine santa, la grazia della contrizione e del perdono dei peccati, e la vittoria sulle proprie
cattive abitudini.

5. I devoti incostanti

I devoti incostanti sono coloro che sono devoti della Vergine santa soltanto ad intervalli e secondo il capriccio. Ora sono fervorosi ed ora tiepidi; ora sembrano pronti ad intraprendere qualsiasi cosa per servirla e, pochi istanti dopo, non sono più gli stessi; oggi abbracciano ogni sorta di devozione alla Vergine santa e danno il loro nome alle sue confraternite, domani non ne osservano fedelmente le norme. Cambiano come la luna e Maria se li mette, con questa, sotto i piedi, perché sono instabili e per nulla meritevoli d’aver posto tra i servi di questa Vergine fedele che si distinguono per fedeltà e costanza. Anziché caricarsi di tante preghiere e pratiche di devozione, è meglio compierne poche con amore e fedeltà, mal grado il mondo, il demonio e la carne.

6. I devoti ipocriti

Ci sono ancora falsi devoti della Vergine santa: i devoti ipocriti. Nascondono i loro peccati e le loro malvagie abitudini sotto il manto di questa Vergine fedele, per apparire agli occhi degli altri diversi da quello che sono.

7. I devoti interessati

I devoti interessati, infine, sono quelli che ricorrono alla Vergine santa solo per vincere processi, evitare pericoli, guarire dalle malattie o per altre necessità del genere. Senza queste necessità, la dimenticherebbero. Gli uni e gli altri sono falsi devoti, e non hanno valore davanti a Dio e alla sua santa Madre.

Stiamo dunque bene attenti a non collocarci:
– tra i devoti critici, che non credono a nulla e criticano tutto;
– tra i devoti scrupolosi, che hanno paura di essere troppo devoti della Vergine santa per non mancare di rispetto a Gesù Cristo;
– tra i devoti esteriori, che fanno consistere tutta la loro devozione in pratiche esterne;
– tra i devoti presuntuosi, che con il pretesto della loro falsa devozione a Maria, ristagnano nel peccato;
– tra i devoti incostanti, che, per leggerezza, cambiano le loro pratiche di pietà, o le abbandonano totalmente alla minima tentazione;
– tra i devoti ipocriti, che si iscrivono alle confraternite e portano le livree della Vergine, per farsi credere buoni;
– e, infine, tra i devoti interessati, che ricorrono alla Vergine santa solo per essere liberati dai mali del corpo e per ottenere dei beni temporali.

Fonte: San Luigi Maria Grignion de Monfort (1673-1716), Trattato della vera devozione a Maria. Seconda Parte, Capitolo II, Deformazioni del culto a Maria.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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