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Posso aver vissuto un’altra vita che ora influisce su questa?

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Jonathan Emmanuel Flores Tarello-CC

Miguel Pastorino - pubblicato il 08/03/16

Terapie sulle vite precedenti: ci sono prove scientifiche sulla reincarnazione?

La credenza della reincarnazione delle anime e dell’esistenza di vite passate ha smesso da decenni di essere una strana idea. Diventando una credenza religiosa diffusa in Occidente, soprattutto negli ambienti legati a nuove religiosità e in particolare al movimento New Age. La letteratura per autodidatti che presuppone l’esistenza di vite passate è ampia e varia, e non sono pochi gli autori che fanno appello addirittura a citazioni bibliche per affermare una credenza che non è mai esistita nella tradizione ebraico-cristiana.

In un precedente articolo abbiamo studiato la storia di questa credenza, dimostrando la sua incompatibilità con la fede cristiana. Ma questa volta vogliamo fermare una delle forme di reincarnazione che ha maggiore diffusione in Occidente: la sua presunta legittimazione scientifica, attraverso libri di psichiatri e psicologi che affermano di avere prove mediante l’utilizzo di terapie di ipnosi tra cui la “regressione a vite precedenti”.

Ipnosi e le credenze sulla reincarnazione

Già dal 1887, gli spiritisti hanno utilizzato l’ipnosi pretendendo di provare in questo modo che le persone in trance avessero vissuto altre vite. Con lo sviluppo della psicologia, della ricerca sui meccanismi inconsci e in particolare con le ricerche della Scuola di Nancy, le posizioni a favore della reincarnazione hanno avuto un momento di declino.

Ma nella metà del secolo XX l’argomento è stato rilanciato dal Dr. M. Bernstein con lo studio di un uomo che dichiarava di aver vissuto una vita precedente in Irlanda, con un altro nome. Poi è stato dimostrato che si trattava di ricordi d’infanzia mischiati alla sua fantasia, e sebbene le sue storie fossero prive di fondamento, rimase un esponente autorevole all’interno dei circoli di spiritisti. Nel 1974 Ian Stevenson pubblicò una ventina di casi “suggestivi” di reincarnazione, i quali anche furono poi spiegati come elaborazioni mentali dei pazienti. Nonostante ciò, sono in molti a menzionarlo come libro scientifico.

La verità è che la reincarnazione è una credenza religiosa, ma non è dimostrabile attraverso l’ipnosi. È aumentata notevolmente la lista di autori di questo filone pseudoscientifico, dal Dr. Moody, autore de “La vita oltre la vita”, fino al Dr. Stanislav Grof, che usava LSD per le sue regressioni e che è stato tra i fondatori della psicologia transpersonale, i cui postulati fondamentali sono esoterici e non scientifici.

Brian Weiss: un divulgatore di pseudoscienza

Il Dr. Brian Weiss, autore di molti testi sulla spiritualità New Age, ha scritto due libri che sono diventati la principale fonte di divulgazione di queste credenze. La base scientifica proposta è però insostenibile, e nei suoi testi sono presenti gravissimi errori storici. Sia in “Molte vite, molti maestri”, come in “Lo specchio del tempo”, pretende di dimostrare attraverso le sue esperienze con pazienti ipnotizzati, che ci siano state delle vite passate e che la reincarnazione esiste. Secondo una ricerca condotta da J. Vélez Correa, “non è nient’altro che una raccolta di assurdità“.

Weiss, anche se è psichiatra, parla con autorevolezza accademica di tematiche di cui non soltanto non ha padronanza, ma di cui è totalmente ignorante. Pagine dedicate alla storia del cristianesimo, in cui non si contano le invenzioni, perlopiù prese in prestito dalla letteratura esoterica. Arriva ad affermare che nel Concilio di Nicea la Chiesa abbia rimosso le scritture che parlavano di reincarnazione. Se conoscesse minimamente la storia del cristianesimo saprebbe lui stesso dell’assurdità di questa affermazione.

Le sue opere mancano di rigore scientifico, delineando conseguenze che vanno oltre le premesse della sua ricerca. Nei suoi testi ignora totalmente – consapevolmente o meno – altre ipotesi scientifiche che rovesciano le sue teorie e struttura il suo studio esclusivamente partendo dalle testimonianze soggettive dei suoi pazienti e dalle sue proprie credenze per affermare la realtà delle “vite precedenti”. Lui stesso confessa di aver ottenuto risultati soddisfacenti nel 40% dei suoi pazienti. E il restante 60% dove è finito? Non si è mai reincarnato? Le conclusioni a cui arriva hanno la stessa “scientificità” del credere nei vampiri o nelle fate.

La ricerca scientifica sul tema

Secondo le ricerche condotte da esperti nel settore (Pavesi, Vernette, Thomas, Lutoslawsky, Siwek, Koch, etc), i pazienti che hanno vissuto queste esperienze hanno una predisposizione, che ne siano coscienti o meno, a “romanzare”. In molti casi pretendono di essere la reincarnazione di personaggi storici famosi, aggiungendo alle loro storie molti elementi delle loro stesse convinzioni. Le persone sottoposte a regressione che non credono alla reincarnazione non raccontano affatto storie di questo tipo.

La maggior parte delle regressioni è attuata tramite trance ipnotica o tecniche ad essa analoghe; e da oltre 50 anni è dimostrato che in queste esperienze si verificano stati di alta suggestione, nelle quali l’individuo rivive le più impossibili e ridicole delle situazioni, che non sono altro che fantasie, ricordi d’infanzia, allucinazioni causate coscientemente o incoscientemente secondo le proprie aspettative o a causa dell’induzione dell’ipnotizzatore” (Vélez Correa).

Attraverso suggestioni ipnotiche sono state create personalità alternative nei pazienti, costruendo quindi storie di fantasia con pochi elementi reali, presi da fatti di cronaca precedenti o da ricordi di infanzia. In molti casi è l’ipnotizzatore stesso a indurre il paziente a raccontare le sue vite precedenti.

Secondo le ricerche di Jean Vernette, questi racconti attribuiti a reminiscenze di vite passate sono in realtà fatti che altre persone hanno immaginato o sperimentato. Nella mia esperienza personale ho conosciuto una persona che ha testimoniato di essere stato un pilota d’aereo, in un’altra vita, fornendo dettagli specifici. Nel corso degli anni è stato lui stesso a ritrovare, tra i suoi giochi di quando era bambino, aeroplani e piloti giocattolo, rendendosi conto di aver fatto semplicemente un’associazione tra ricordi e fantasie. Tutta la costruzione narrativa è in realtà un miscuglio tra ricordi inconsci e invenzioni a cui lo stesso paziente sotto ipnosi crede, raccontandolo in giro con grande convinzione.

Pochissimi difendono la reincarnazione come credo religioso, ammettendo con onestà che queste esperienze non hanno alcuna validità scientifica.

Un avvertimento da tenere a mente

Secondo gli studi del Dr. Kurt E. Koch, con centinaia di casi esaminati, le regressioni praticate dagli psichiatri reincarnazionalisti causano in molti pazienti seri disturbi e squilibri mentali.

Anche se molti degli autori che hanno divulgato tali teorie sono medici e psicologi, purtroppo spacciano per divulgazione scientifica qualcosa che non è nient’altro che credenze e pseudoscienza. Il controllo che il linguaggio pseudocientífico ha sopra queste credenze religiose è fonte di confusione per un pubblico che non riesce a distinguere le investigazioni scientifiche dalla ciarlataneria New Age.

Un minimo di onestà intellettuale

Ognuno è libero di credere ciò che vuole. Ma un minimo di onestà intellettuale esige che non si debba far passare per scienza quello che è in realtà credenza ed esperienza soggettiva. Molti autori di narrativa esoterica usano un linguaggio pseudocientífico, utilizzando strumentalmente anche la propria autorevolezza professionale, per confondere il lettore sprovveduto che non metterà in dubbio il fatto che un “dottore” stia dicendo la verità. La necessità di formare coscienze critiche è una responsabilità sempre più urgente, data la valanga di informazioni pseudoscientifiche e pseudostoriche che vengono vendute come la scoperta scientifica del momento. Quello che è stato il Codice Da Vinci rispetto alla storia del cristianesimo, lo sono le teorie della reincarnazione rispetto alla psichiatria.

Bibliografia:

CANTONI, Pietro (1997). Cristianismo y Reencarnación. Bogotá: Paulinas.

KLOPPENBURG, Boaventura. (2000). La Reencarnación, Bogotá: San Pablo.

KOCH, K. (1990). Ocultismo y cura de almas. Barcelona: CLIE.

VELEZ CORREA, Jaime. (1998). La Reencarnación a la luz de la ciencia y de la fe. Bogotá: CELAM.

VERNETTE, Jean, (1994), Reencarnación – Resurrección. Madrid: CCS.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
esoterismopsicologiareincarnazione
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