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È nato “Il Popolo della Famiglia”

Pixabay.com/Public Domain/ © gpalmisanoadm

Silvia Lucchetti - Aleteia - pubblicato il 04/03/16

La nostra intervista a Mario Adinolfi e Gianfranco Amato sulla nascita del movimento politico "Il Popolo della Famiglia"

Ieri mattina dalle colonne de La Croce quotidiano, il giornale “contro i falsi miti di progresso” diretto da Mario Adinolfi, è stato dato l’annuncio della nascita di un nuovo movimento: Il Popolo della Famiglia (PDF). In prima pagina l’editoriale “L’Italia ha bisogno dei cattolici”, firmato d Adinolfi e dall’avvocato Gianfranco Amato, entrambi membri del Comitato Difendiamo i nostri figli ed organizzatori degli ultimi due Family Day (quello del 20 giugno 2015 di piazza San Giovanni e quello del 30 gennaio 2016 del Circo Massimo) ha riportato le motivazioni di questa novità politica e i primi piccoli grandi passi da compiere in prospettiva delle elezioni amministrative di primavera. I promotori del PDF si misureranno nella sfida più difficile, quella per il Campidoglio, dove tutti i candidati sindaco si sono pronunciati a favore delle Unioni Civili. Mario Adinolfi sindaco e Gianfranco Amato capolista per offrire ai romani un’alternativa al pensiero unico in una lotta difficilissima che ha bisogno di caratteri coriacei e visibili.

Li abbiamo contattati per meglio comprendere lo spirito del movimento politico.

Che cos’è Il Popolo della Famiglia?

Adinolfi. Il Popolo della Famiglia vuole essere un contenitore capace di raccogliere i consensi degli italiani, desidera dare risposta alle motivazioni che hanno portato alle straordinarie mobilitazioni di piazza San Giovanni il 20 giugno dell’anno scorso e del Circo Massimo il 30 gennaio e per questo ci presentiamo alle prossime amministrative di primavera. Si voterà in 1350 comuni e noi contiamo di essere presenti almeno nei 300 comuni maggiori attraverso una spinta completamente dal basso, portata avanti da chi vuole difendere la famiglia.

Amato. Oggi ho scritto su La Croce che simpaticamente siamo un po’ come la prima Crociata dei pezzenti, quella che nel maggio 1096 fu costituita da un gruppo di persone comuni, contadini, preti, donne, monaci, e guidata da due trascinatori: Pietro l’Eremita e Gualtieri Senza Averi, come me e Mario Adinolfi. Questa crociata decise spontaneamente di agire mentre i Principi militarmente organizzati perdevano tempo a discutere sul da farsi. A noi piace ironicamente l’immagine di questa esperienza anche per l’entusiasmo gioioso che l’ha generata.

Cosa rispondete a chi vi accusa di essere un partito tematico e a chi afferma che avreste dovuto dare vita già da tempo a un movimento simile?

Amato. Il nostro è un movimento che parte dal basso, ricalca in qualche modo l’esperienza fatta dal Movimento Cinque Stelle. Non è un partito personalistico tipo quello di Giuliano Ferrara o Magdi Allam ma è dato dalla partecipazione popolare. Abbiamo lanciato la sfida di esser presenti alle prossime elezioni amministrative di primavera e non è una cosa da poco, puntiamo tutto su questo confronto. Il movimento non è tematico perché per noi la famiglia non è soltanto il cuore della politica, “La famiglia rappresenta il prisma attraverso cui considerare tutti i problemi sociali, attraverso cui passano tutte le questioni politiche” come disse San Giovanni Paolo II il 31 gennaio del 1998 ai membri della giunta del Consiglio della Regione Lazio. Quindi non è un problema tra tanti, ma è il cuore di tutti i problemi.

Adinolfi. Potevamo costituirlo anche prima un partito ma il passaggio determinante che ci ha convinti a farlo è arrivato il 25 gennaio, quando nell’aula del Senato 173 senatori in prevalenza cattolici hanno dato il loro via libera ad una legge devastante.

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family daymario adinolfisan giovanni paolo iiunioni civili
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