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7 cose per prepararsi alla fine del mondo

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Philip Kosloski - pubblicato il 04/03/16

Ci sono persone che non fanno altro che parlare della fine del mondo, ma ultimamente questo vociare sta sfociando sempre più, oserei dire, nel frastuono. Non solo si discute degli eventi escatologici che avverranno nel centesimo anniversario delle apparizioni mariane a Fatima, ma addirittura la Nasa ha sviluppato un “sistema di allarme tempestivo” per rilevare eventuali asteroidi che potrebbero colpire la Terra e distruggerla.

Storie come queste e il clima generale che si è formato hanno creato le condizioni per la nascita di un movimento di “preparazione alla fine del mondo”. Persone che, in ogni parte del globo, stanno facendo scorte e stanno rendendo le proprie abitazioni “a prova di Apocalisse”. Fanno questo per essere sicuri di sopravvivere quando nel mondo esploderà il disordine.

In questi momenti così confusi, come dovrebbe comportarsi una persona cattolica? Dovremmo forse prepararci anche noi alla fine del mondo?

Sì, in un certo senso dovremmo vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Gesù disse: “Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre … Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà” (Matteo 24:36, 42). Oggi stesso potrebbe arrivare la fine del mondo, o perlomeno la fine del nostro piccolo mondo.

Inoltre anche il Catechismo prevede una grande tribolazione che avverrà prima del ritorno di Cristo: “La Chiesa dovrà attraversare per una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti”. Le incessanti notizie di sacerdoti che abusano di minori e la sfida che questo porta all’autorità morale della Chiesa sembrano, agli occhi di molti, una vera e propria prova degli ultimi tempi.

Dobbiamo prepararci, anche se questo verbo ha un’accezione diversa da quella che si aspetta il mondo. San Paolo ci dà le chiavi per la nostra personale “preparazione escatologica” nella lettera agli Efesini: “Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove” (Efesini 6:13).

Poi continua, elencando i setti modi in cui possiamo prepararci a quel “giorno malvagio”:

1) “Cinti i fianchi con la verità”

Gesù disse che molti dichiareranno di essere il messia e devieranno le persone. Ecco perché dobbiamo aggrapparci alla verità proclamata da Gesù Cristo e dalla Chiesa. Se non conosci la fede sufficientemente, questo è il momento giusto per immergerti nella bellezza della bimillenaria dottrina della Chiesa.

2) “Rivestiti con la corazza della giustizia”

Non solo dobbiamo sapere molto della fede, ma dobbiamo anche viverla. Avere conoscenza è una cosa, ma essere “giusti” vuol dire condurre una vita di virtù. Vivi con integrità, e avrai indossato la “corazza della giustizia”.

3) “Avendo come calzatura ai piedi … il vangelo della pace”

Dopo che Gesù ebbe incaricato gli apostoli ad andare ovunque e proclamare il Vangelo, ha detto loro: “Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi” (Matteo 10:12-14).

Noi tutti siamo messaggeri del “vangelo della pace” e il nostro compito è proclamarlo a chiunque incontriamo. Sta a chi ci ascolta fare in modo che la pace dia i suoi frutti.

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apocalisseescatologiasan paolo
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