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5 passi per una vita spirituale cristiana

Pixabay.com/Public Domain
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Dal tesoro inesauribile della fede cattolica

1º LA PREGHIERA

Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli” (cfr. Lc 11, 1).

“Per me la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di riconoscenza e di amore nella prova come nella gioia” (Santa Teresa del Bambin Gesù).

“La preghiera è l’elevazione dell’anima a Dio o la domanda a Dio di beni convenienti” (San Giovanni Damasceno).

La preghiera è un dono di Dio, che vuole stabilire una profonda e intima comunione con l’essere umano. Si può dire che è una grazia concessa da Dio stesso. E perché questa preghiera, che è un dialogo con Dio, si verifichi, è necessario il dono della fede. In Eb 11, 6 si dice che “senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti s’accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano”.

La preghiera ci rende amici di Dio. Per questo, la preghiera e le sue pratiche non possono diventare un peso, ma devono suscitare un desiderio delle cose divine.

“Che lo sappiamo o no, la preghiera è l’incontro della sete di Dio con la nostra sete. Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui” (Sant’Agostino).

Viviamo in un mondo che cerca di farci guardare sempre la terra e non le realtà celesti. La preghiera è la via che ci fa elevare lo sguardo alle cose dell’Alto. Chi desidera trovare l’Amore di Dio deve percorrere la via della preghiera, dell’esperienza dell’incontro personale con Gesù. Questo processo si verificherà partendo dalla fede.

Ci sono varie forme di preghiera:

Preghiera di supplica

Il vocabolario che si riferisce alla supplica ha molte sfumature nel Nuovo Testamento: chiedere, implorare, supplicare con insistenza, invocare, gridare e perfino “lottare nella preghiera”, ma la sua forma più abituale, essendo la più spontanea, è la richiesta: è attraverso la preghiera di supplica che esprimiamo la consapevolezza del nostro rapporto con Dio: come creature, non siamo né la nostra origine né padroni delle avversità, né il nostro fine ultimo, ma come peccatori sappiamo, in qualità di cristiani, che ci allontaniamo da nostro Padre. La richiesta è già un ritorno a Lui.

Preghiera di intercessione

L’intercessione è una preghiera di richiesta che ci conforma alla preghiera di Gesù. Egli è l’unico Intercessore presso il Padre a favore di tutti gli uomini, soprattutto dei peccatori. Intercedere, chiedere a favore di un altro, fin da Abramo, è proprio di un cuore che è in consonanza con la misericordia di Dio. L’intercessione cristiana partecipa a quella di Cristo; è l’espressione della comunione dei santi. Nell’intercessione, chi prega lo fa “senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri” (cfr. Fil 2,4), e prega anche per chi gli fa del male.

Preghiera di lode

La lode è la forma di preghiera che riconosce in modo più immediato che Dio è Dio. Cantalo per Chi è, dagli gloria più per quello che è che per quello che fa. L’Eucaristia contiene ed esprime tutte le forme di preghiera. È l’offerta pura di tutto il Corpo di Cristo per la gloria del suo nome. Secondo le tradizioni d’Oriente e d’Occidente, è “il sacrificio di lode”.

Non esiste altro cammino di preghiera cristiana al di fuori di Cristo. Indipendentemente dal fatto che la nostra preghiera sia comunitaria o personale, vocale o interiore, ha accesso al Padre solo se preghiamo in nome di Gesù.

2º. L’EUCARISTIA

L’Eucaristia è fonte e culmine della vita cristiana. Gli altri sacramenti, come tutti i ministeri ecclesiastici e i compiti apostolici, si legano alla sacra Eucaristia e ad essa si ordinano. La Santissima Eucaristia contiene quindi tutto il bene spirituale della Chiesa, ovvero Cristo stesso, nostra Pasqua. Mediante la celebrazione eucaristica, ci uniamo alla liturgia del cielo e anticipiamo la vita eterna, quando Dio sarà tutto in tutti (cf. 1 Cor 15, 28).

Al cuore della celebrazione dell’Eucaristia ci sono il pane e il vino, che attraverso le parole di Cristo e l’invocazione dello Spirito Santo diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Fedele all’ordine del Signore, la Chiesa continua a fare, in sua memoria, fino al suo ritorno glorioso, quello che ha fatto alla vigilia della sua passione: “Prese il pane… prese il vino”.

La presenza del vero Corpo e del vero Sangue di Cristo in questo sacramento non può essere scoperta attraverso i sensi, dice San Tommaso, ma solo con la fede, basata sull’autorità di Dio.

Il Signore ci invita insistentemente a riceverlo nel sacramento dell’Eucaristia: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita” (cfr. Gv 6, 53).

Alcuni frutti della Comunione eucaristica sono:

– Aumenta la nostra unione con Cristo. Ricevere l’Eucaristia nella comunione porta come frutto principale l’unione intima con Cristo Gesù, perché il Signore dice: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui” (cfr. Gv 6, 56).

– Ci separa dal peccato. Come il cibo corporale serve per compensare la perdita delle forze, l’Eucaristia rafforza la carità, che nella vita quotidiana tende a raffreddarsi, e questa carità vivificata spegne i peccati veniali. Con la carità che accende in noi, l’Eucaristia ci preserva dai peccati mortali futuri. Più partecipiamo alla vita di Cristo, più progrediamo nella sua amicizia, tanto più è difficile separarci da lui con il peccato mortale.

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