Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 01 Agosto |
Sant'Ignazio di Loyola
home iconSpiritualità
line break icon

Mindfulness: cosa pensi? Cosa provi?

padre Carlos Padilla - pubblicato il 03/03/16

Prendiamoci cura dell'abitudine sacra di vivere qui e ora

La santità si coniuga sempre al presente. Non si nutre di buone intenzioni. Non si lamenta degli insuccessi passati. Questo mi dà fiducia, perché posso sempre ricominciare.

Percepisco la mia vita per com’è ora, in questo istante. La prendo tra le mani, la guardo con misericordia. So come sono, non mi sorprendo, non mi spavento, non mi abituo neanche, perché so che posso sempre essere migliore, amare di più, donare di più senza paura.

Non mi guardo pensando a come dovrei essere, sognando l’immagine di quella vigna che dà i frutti che si aspetta il suo padrone. Anelando a un’armonia perfetta praticamente irraggiungibile. Non mi guardo pensando a com’ero prima, quando ero più giovane, quando forse avevo più impeto.

No, mi guardo per come sono oggi, in questo momento in cui vedo la povertà e la bellezza della mia anima. La sproporzione tra l’amore infinito di Dio e il mio amore povero e scarso. La distanza tra il luogo in cui mi trovo e l’immensa missione che Dio mi chiede. Mi guardo nell’istante in cui mi fermo, stanco, svuotato. Senza pretendere di essere un altro, senza voler essere diverso.

L’altro giorno leggevo di un metodo di meditazione chiamato Mindfulness, noto anche come “coscienza piena”. Consiste nel meditare sulla vita prestando attenzione, momento per momento, a pensieri, emozioni, sensazioni corporee e all’ambiente circostante.

È una meditazione profonda in cui ci soffermiamo su ciò che stiamo provando e pensando. Si tratta di prestare attenzione a pensieri ed emozioni senza giudicare se siano corretti o meno.

In genere giudichiamo la realtà. La approviamo o la condanniamo. Si tratta di non farlo.

Allo stesso tempo, il cervello si concentra semplicemente su ciò che viene percepito in ogni momento, anziché continuare a rimuginare sul passato o sul futuro. Vivere nell’istante presente. Prendere coscienza dell’ambiente che mi circonda, della mia realtà, della mia corporeità.

Questo modo di meditare e di approcciare la vita sta guadagnando molti seguaci in Occidente. L’uomo ha bisogno di tornare alla propria interiorità, al suo cuore, e di non vivere contiuamente “sparso” nel mondo. È vero.

È un metodo che aiuta quando poi posso andare nel mondo portando l’amore di Dio. Partendo da ciò che sono.

Per questo è così necessario vivere qui e ora. È la santità della vita quotidiana nella quale ci lasciamo condurre docilmente da Dio dove Egli vuole portare la nostra vita. La santità si coniuga al presente.

È vero, però, che a volte vivo angosciato dal passato. Soffro troppo per ciò che è accaduto. Colpa, rimorsi, rabbia, rancori. Non posso porvi rimedio. La memoria registra tutto nel cuore e non dimentica.

Non tengo conto di ciò che diceva padre Josef Kentenich: “In genere ci tormentano preoccupazioni legate al nostro passato, ma il passato è passato! Devo solo preoccuparmi di vivere senza preoccupazioni”.

Il passato è passato, e per questo devo andare avanti. Non è tanto facile. Ma so che non posso vivere con la testa rivolta all’indietro, rimuginando sui miei errori. Ma a volte lo faccio.

Il passato fa parte di ieri e non può essere una fonte di senso di colpa, di preoccupazione, di angoscia.

Allo stesso tempo, a volte mi fa paura il futuro, quello che non controllo, quello che non conosco, quello che può succedere. Sogno che il futuro non mi schiacci con la sua dose di incertezze e preoccupazioni.

Voglio accettare la vita per come mi si presenta in questo istante. Voglio cercare di approfittarne al massimo. Godere dei piccoli dettagli della vita e stupirmi di fronte alle sorprese che non mi aspettavo.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
new agespiritualità orientale
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
JENNIFER CHRISTIE
Jeff Christie
Mia moglie è rimasta incinta del suo stupratore – e io ho accolto...
2
Gelsomino Del Guercio
Don Patriciello richiama Fedez che incita all’aborto: i pre...
3
NEWBORN, GIRL
Annalisa Teggi
Genova: neonata lasciata nella culla per la vita. Affidata, non a...
4
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
5
BENEDYKT XVI O KAPŁAŃSTWIE
Gelsomino Del Guercio
Nella Chiesa “separare i fedeli dagli infedeli”. La stoccata di B...
6
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
7
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni