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Il dovere e la bellezza della diversità: alla riscoperta della vocazione femminile

Pixabay.com/Public Domain/ © benscherjon
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Guardare a Maria per ritrovare “lo straordinario potere delle donne” di accogliere e custodire la vita

«Credo che bambineggiare di fronte a un uomo sia un modo per non diventare grandi noi, adulte, e anche per non far diventare grande lui: l’uomo dalla donna aspetta un chiarimento su di sé. L’uomo guarda negli occhi di una donna come in uno specchio, e da lei è chiamato alla grandezza».

Ridicolizzare la mascolinità… «È questo l’atteggiamento prevalente oggi: disprezzare gli attributi maschili, tutto quello che sa di virile – subito etichettabile come violento – oppure ridicolizzare le debolezze, gli errori, non riconoscendone la grandezza».

Come uscire da questo bivio assurdo per recuperare il vero significato della vocazione femminile e dello “straordinario potere delle donne”?

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Pixabay.com/Public Domain/ © Unsplash

«La donna tutta naturale, Eva, è capace di malizia, di confusione, di una follia che un uomo si sogna. Quella donna può manipolare quanti uomini vuole, grazie ai radar di cui è dotato il suo cervello. (…) Invece, la donna che cerca di somigliare a Maria, diventa – faticosamente, gradualmente – capace di mettere l’uomo nel ruolo di guida che gli compete(…) Non si sostituisce all’uomo, né gli mette in bocca le cose da dire, ma gli presenta lealmente un bisogno (…) dice all’uomo esattamente quello che lei pensa, intanto fa quello che lui vuole. Quella è una donna potentissima, capace di chiedere lealmente qualsiasi cosa, libera dalle sue fragilità, e quindi libera anche di non ottenere ciò che chiede (…) E’ una donna che, anche se ha il cuore aperto e le braccia allargate per ricevere, non fa dipendere la propria felicità da un altro».

Guardare a Maria, imitare il Suo silenzio, imparare la Sua obbedienza, rispondere con Lei «eccomi» per farci salvare da Colui che fa nuove tutte le cose.

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