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Il Cardinal Pell ammette: “La Chiesa ha commesso errori tremendi”

© OSSERVATORE ROMANO / AFP PHOTO

CITE DU VATICAN, Vatican City : This handout picture released by the Vatican Press Office taken on February 28, 2013 shows Australian cardinal George Pell. AFP PHOTO/OSSERVATORE ROMANO RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT “AFP PHOTO/OSSERVATORE ROMANO"

Lucandrea Massaro - Aleteia - pubblicato il 29/02/16

Riporta Andrea Tornielli:

Il cardinale è stato molto duro con il vescovo emerito di Ballarat, monsignor Mulkearns, per come questi ha trattato il caso del prete pedofilo Ridsdale, definendo l’atteggiamento del prelato «una catastrofe per la Chiesa». Ma ha anche riconosciuto di aver commesso l’errore di credere alla versione dei preti accusati di aver abusato dei minori piuttosto che a quella delle vittime che li accusavano. «Devo dire – ha precisato Pell – che in quell’epoca, se un prete negava questo tipo di comportamenti, io ero fortemente incline a credergli».Un terzo caso specifico è quello degli abusi presso le scuole gestite dai Fratelli Cristiani a Ballarat. Il cardinale ha negato di aver ignorato le accuse rivolte a Edward Dowlan, insegnante al St. Patrick College. «Avevo sentito qualche voce di comportamenti inadeguati» negli anni Settanta, e «avevo concluso che riguardassero comportamenti pedofili». Ma Pell ha detto di non aver mai saputo il nome delle vittime né che vi fosse un alto numero di vittime o che gli abusi di Dowlan, ora giudicato colpevole di assalti sessuali su venti ragazzini e condannato a sei anni di reclusione, fossero di pubblico dominio nella scuola. Anche se ha dovuto ammettere, di fronte alle domande dell’avvocato Gail Furness, che il numero di persone a conoscenza dei fatti era significativo. Il cardinale ha anche aggiunto di essere stato avvertito dai parrocchiani che uno dei Fratelli Cristiani, Leo Fitzgerald, il quale nuotava nudo insieme agli studenti, era solito baciare i bambini. Ma ha detto che di non aver creduto che baciare sia un atto sessuale: «È certamente inusuale… ma nessuno ci disse che dovevamo fare qualcosa su questo» (Vatican Insider, 29 febbraio).

Ballarat, è la città natale di Pell, ed è un nome che in Australia porta alla memoria della Chiesa un dolore indicibile: 853 denunce per abusi su minori commessi soprattutto negli anni ’70, e ben 281 sacerdoti coinvolti, e come detto la congregazione dei «Christian Brothers» costretta a pagare 37,5 milioni di dollari australiani di risarcimenti alle vittime. In quegli anni Pell era consulente del Vescovo in quella diocesi. Nel frattempo a Roma è arrivato anche un gruppo di una quindicina di vittime guidate da Andrew Collins, portavoce del Ballarat Survivors Group.

LE ACCUSE SU PELL

Già nel giugno del 2015, il Commissario della Santa Sede per la protezione dei minori, Peter Saunders, puntava l’indice contro il superministro vaticano dell’Economia Pell: «Si prende gioco dei minori vittime di abusi sessuali».

Tredici anni fa Pell fu addirittura accusato di aver personalmente abusato di un ragazzo nel 1961, e in quella occasione si autosospese dall’esercizio del ministero episcopale fino a che non fu completamente scagionato. Le accuse più recenti a Pell vengono da David Ridsdale, nipote del prete pedofilo Gerald, che afferma di aver sentito Pell, nel 1993, tentare di comprare il silenzio della famiglia dell’accusato. Il cardinale assicura che al momento della telefonata che gli viene contestata già stava collaborando con la giustizia australiana che indagava su Ridsdale e di non aver mai tentato di comprare il silenzio di nessuno (Vatican Insider, 2 giugno).

VERSO LE DIMISSIONI?

Di ritorno dal Messico, il Papa disse in conferenza stampa: «Un vescovo che per questo cambia di parrocchia un prete è un incosciente e la cosa migliore che possa fare è dimettersi». Pell è vicinissimo ai 75 anni, età in cui i cardinali di Curia rimettono il loro mandato nelle mani del Pontefice che può, a sua discrezione, prolungare il loro servizio. Oppure lasciare che le regole impongano un rinnovamento…

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Tags:
cardinale george pelllotta alla pedofiliapedofilia nella chiesa

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