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“Il mio amore non è finito quando Elisa è morta”

www.costanzamiriano.com
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La testimonianza di Luca Marchi ad un anno dalla nascita in cielo di sua moglie Elisa Lardani, una mamma che ha “dato il suo corpo per amore”.

Io per primo rimango sconvolto da questo, credo che il nostro amore è “un per sempre”. E poi in quest’anno ho avuto modo di riflettere: penso a cosa ho promesso a lei sull’altare, alla formula che ho recitato: “prometto di esserti fedele sempre (…) e di amarti ed onorarti tutti i giorni della mia vita”, che non è riferita alla vita dell’altro ma alla propria! Perché se la sua vita finisce, come è successo ad Elisa, chi rimane continuerà ad amare la propria sposa o il proprio sposo, e questa è esattamente la mia esperienza. Che il nostro amore non è terminato il 28 febbraio dell’anno scorso quando ad Elisa si è fermato il cuore, ma continua a vivere!».

Puoi dirci in che modo continua a vivere?

«Continua a vivere nei nostri figli. Io ogni mattina quando sveglio i bambini e li bacio continuo a baciare Elisa, c’è tanta Elisa dentro di loro, in alcune espressioni quando mi guardano e in alcune cose che mi dicono. Quando li accarezzo la sera prima di farli addormentare, o mentre diciamo le preghiere insieme, c’è tanta Elisa lì con noi e per me è continuare ad amarla. Una mattina, mentre li accompagnavo a scuola e pregavamo insieme, abbiamo inventato una specie di lode: dopo aver recitato un Padre Nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre, come facevamo tutti i giorni, abbiamo pronunciato un Angelo di Dio e un L’Eterno Riposo per la mamma, concludendo con questa litania: “Mamma Elisa prega per noi dal cielo”. E’ diventato proprio il nostro modo, è stata un’intuizione, un’illuminazione dall’alto. Perché un giorno ero veramente addolorato per il fatto che i miei figli non riuscivano più a dire la parola “mamma” e temevo che non l’avrebbero più pronunciata. Allora credo veramente che Qualcuno dal cielo ci abbia suggerito la soluzione, e così tutte le mattine diciamo:“Mamma Elisa prega per noi dal cielo”».

Come ti spieghi tutto l’interesse e l’affetto che sta crescendo sempre di più intorno alla vostra famiglia dopo la morte di Elisa?

«Tante persone hanno cominciato a chiedere nelle loro preghiere l’intercessione di Elisa. I miracoli li fa solo Dio ma la Comunione dei Santi non è una barzelletta, è una cosa vera che si può sperimentare. Io posso dire che la sento ogni giorno nel vivere questo amore, nel viverlo nell’Eucaristia, nell’Adorazione Eucaristica, Dio è la forza e la “benzina” di noi credenti. Ci sono tante testimonianze che potrei riportare, una in particolare che ascolteremo durante il convegno: quella di una sua paziente che mi ha raccontato ciò che mia moglie ha fatto per lei. “Io sono arrivata in terapia con la mia storia matrimoniale al capolinea, non sopportavo più i miei figli, ero diventata irriconoscibile, mi guardavo allo specchio e stavo male. La terapia di un anno con Elisa mi ha portato a risanare il rapporto con mio marito. Elisa mi diceva sempre: difendi i tuoi figli, perché se non li difendi tu chi li difenderà?”. Mia moglie era molto delicata nel suo lavoro, rispettava i suoi pazienti, non gli sbatteva in faccia la sua fede. Infatti questa ragazza mi ha confidato: “io ero completamente atea, quando mia sorella pregava gliene dicevo di tutti i colori, e invece oggi mi trovo ad essere tornata a credere attraverso Elisa. Lei non mi ha mai parlato di Gesù, ma io attraverso di lei ho scoperto la fede”».

Qual è il dono più grande che ti ha lasciato Elisa?

«Maddalena. E’ un dono di gioia, cammina, gioca con i fratelli, ed è il regalo più bello che ci ha fatto Elisa, continua a farcene in continuazione di regali, però Maddalena è il regalo più incredibile, visto che appena nata stava per morire. Non abbiamo niente di speciale ma Dio ci ha dato il dono e la grazia di vivere in pienezza i nostri dodici anni di matrimonio. Non mi sento un eroe, ma una persona normalissima. La cosa più straordinaria è la complementarietà che avevamo raggiunto anche grazie all’esperienza di fede condivisa all’interno del progetto Mistero Grande, un percorso prezioso sul matrimonio cristiano che ha rappresentato un volano per il nostro rapporto, anche quando abbiamo vissuto momenti di grande difficoltà».

A noi Elisa lascia la straordinaria testimonianza di una sposa e di una mamma che ha dato il suo corpo per amore. «Come sigillo sul tuo cuore/ come sigillo sul tuo braccio/ che l’amore è forte come la morte/ e le acque non lo spegneranno».

CorpoDatoPerAmoreConvegno1
profilo Fb di Luca Marchi
CorpoDatoPerAmoreCONVEGNO2
profilo Fb di Luca Marchi

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