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Una femminista “tosta” non può nascondere la verità sull’aborto

David Mills - pubblicato il 24/02/16

L'autrice di "Twenty Tips for Your First Abortion" racconta della sua esperienza più di quello che forse intendeva dire

Quando abortisci per la prima volta, vai a casa e scherzaci su. Siediti e parla di “come hai ucciso ‘quella cosa’ oggi e ridi con i tuoi amici”. È il consiglio di “una cameriera di Minneapolis” con il nome improbabile di Madeleine Roe, che offre Twenty Tips for Your First Abortion (Venti Suggerimenti per il Tuo Primo Aborto).

Il suo consiglio, offerto su un sito femminista “tosto”, Paper Darts, oscilla tra il fatto di trattare l’aborto come una cosa che “non è niente di che” (come afferma nel suggerimento numero 4) e indicazioni che mostrano la sua consapevolezza che si tratta di una questione importante, come “bevi un po’ di più” (come scrive in quello immediatamente successivo). Cerca di scrivere con uno stile leggero e volatile, ma quello che ha da dire mina il suo modo di dirlo. Il bambino che non menziona mai aleggia ovunque. È quella che gli studiosi definiscono “la presenza di un’assenza”.

La Roe scrive, ad esempio (è il suggerimento numero 4):

Prendi un appuntamento. Non ti offendere se la persona al telefono non pronuncia parole forti. Prendi la nonchalance come un segno che non è niente di che. Potrebbe essere una pulizia dei denti. Una pulizia dei denti molto approfondita”.

E poi (suggerimento numero 7):

Costerà più o meno 600 dollari. Considera il costo di allevare un bambino. Considera il costo di quel biglietto per il concerto di Beyoncé che hai quasi comprato. E poi vai”.

E ancora (suggerimento numero 10):

Se non dici niente, non vedrai niente durante gli ultrasuoni”.

E questo (suggerimento numero 3) sull’uso di Google:

Evita tutte le immagini. Tutte. Anche se promette di essere un cartone animato intitolato ‘Olivia l’Ovaio’. Non ti aiuterà”.

E poi (suggerimento numero 12):

Hai presente la ciotola metallica di medie dimensioni che usi per mescolare l’impasto per le frittelle? La ciotola in cui i tuoi genitori mettevano le caramelle di Halloween? Quella ciotola sarà lì nella stanza. Servirà proprio per quello che pensi”.

Altri scrittori non sarebbero stati così specifici, così “grafici”. Non avrebbero menzionato la cosa che il presunto lettore della Roe non vorrà vedere negli ultrasuoni, né la ciotola. Ma lei lo ha fatto, e dobbiamo riconoscerlo.

Gli abortisti (intendendo le persone ideologicamente impegnate a sostenere l’aborto) parlano raramente della realtà. Preferiscono tenere quella ciotola metallica che si usa per mescolare l’impasto delle frittelle fuori dal campo visivo. Parlano molto di “diritti”, di “scelta” e di “empowerment” per sviare l’attenzione dalla verità.

Come perfino la solare e gioviale Madeleine Roe rivela quando dice “Bevi parecchio”, sanno perfettamente che la cosa alla cui vita vogliono porre fine è un bambino.

Non si beve parecchio e poi ancora “un po’ di più” dopo una pulizia dei denti molto approfondita. Cerca di rendere il bambino invisibile, ma lo si vede comunque. Si sa quello che il suo presunto lettore vedrebbe se guardasse gli ultrasuoni.

Qualcuno può essere capace di convincersi che non sia umano, perché così l’uomo può cauterizzare a tal punto la propria coscienza da credere a tutto ciò a cui vuole credere davvero.

Ma il resto di noi, la grande maggioranza di noi, sa che quella cosa nell’utero è un bambino o una bambina. Madeleine Roe lo sa, anche se non lo dice mai. Le donne a cui sta dando consigli lo sanno, o non avrebbero bisogno di quei consigli.

I Twenty Tips di Madeleine Roe, pubblicati su quel sito femminista, mostrano perché la questione dell’aborto resta un elemento di divisione nella nostra vita pubblica, anche se un Presidente democratico riempe la Corte Suprema di sei o sette giudici pro-choice. Sicuramente non è mai stata intenzione della Roe farlo, e i suoi editori non hanno mai inteso aiutarla in questo, ma dicendo alle donne tanto onestamente come vivere il loro primo aborto ha affermato quello che tutti sanno: che l’aborto ferma un cuore che batte.

Tags:
abortofemminismotrauma post aborto
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