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Il ddl Cirinnà riparte oggi al Senato, ma con quali modifiche?

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© FILIPPO MONTEFORTE / AFP

Democratic Party senator Monica Cirinna, bill's author for same-sex couples civil union, claps her hands at the Italian Senate in Rome, on February 2, 2016 as it began examining the bill today. Italy is the only western European country not to have either legalised gay marriage or recognised civil unions between same-sex couples. AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE / AFP / FILIPPO MONTEFORTE

Lucandrea Massaro - Aleteia - pubblicato il 24/02/16

Tra "canguri", "supercanguri" e voti di fiducia, il PD si intestardisce per portare a casa almeno un pezzo della legge

Dopo il brusco stop al Senato del ddl Cirinnà sulle Unioni Civili della scorsa settimana, il Partito Democratico ci riprova oggi, ripartendo però da un maxiemendamento (che ancora nessuno ha visto), che cambierebbe uno dei nodi essenziali della legge. La controversa “Stepchild Adoption”. E’ questo il punto di mediazione che Matteo Renzi offre all’alleato Angelino Alfano di Ncd perché i centristi approvino la legge e dunque essa non sia più frutto di un accordo trasversale ma – di fatto – una legge del Governo. Il PD di Renzi sa bene che in caso di fiducia il Movimento 5 Stelle non voterà la legge, sebbene in questi ultimi giorni si sia reso disponibile, per bocca di Luigi Di Maio, a votare il provvedimento in Aula purché spacchettato e senza i cosiddetti “canguri”.

IL MONDO LGBT IN PIAZZA

Nel frattempo si mobilitano le associazioni omosessuali amareggiate dal voltafaccia dei 5 Stelle e critiche nei confronti del PD per lo stralcio della stepchild adoption:

“Hanno svenduto i nostri figli per un accordo politico, come potranno d’ora in poi guardarsi allo specchio?”. Marilena Grassadonia, presidente delle Famiglie Arcobaleno, parla con una foga che sconfina nella commozione. “E’ soltanto stanchezza, sono anni che lottiamo, e adesso che sembrava la volta buona, anche i partiti in cui avevamo creduto ci voltano le spalle, fanno affari sulle nostre teste con quegli stessi senatori che in aula hanno paragonato i nostri bambini ad animali o a creature Ogm. Pensate che insulto…”. Tuttavia le associazioni sanno bene che aria tira nei tribunali italiani e sono pronte a portare a casa un provvedimento che ritengono monco nella speranza che quello che non avviene per legge, avverrà per sentenza: Andrea Rubera, manager, è portavoce di “Cammini della speranza” cattolici del movimento Lgbt. Insieme a Dario ha tre bambini, di 4 e 2 anni. “Sono sconfortato. Mi ha scritto un senatore: i sondaggi ci dicono che la gente non vuole le adozioni, per questo stralciamo. Ma è così che un paese va avanti? Non sono le leggi a fare la cultura? Se in Usa i politici si fossero basati sui sondaggi, non avrebbero scritto le leggi che oggi garantiscono i diritti dei neri americani… Pazienza. Vuol dire che combatteremo in tribunale per i nostri figli” (Repubblica, 23 febbraio).

LEGGI ANCHE: i diritti delle coppie omosessuali? Già esistono!

LA SODDISFAZIONE DELLA CHIESA

Durante gli incontri che annualmente celebrano l’intesa tra Italia e Santa Sede, l’anniversario della firma dei Patti Lateranensi, il Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha espresso soddisfazione per lo stralcio: «Mi pare che sia l’ipotesi corretta».

«Però – ha aggiunto – bisogna evitare allo stesso tempo che ci siano altri grimaldelli, al di là del riferimento diretto alla stepchild adoption, che potrebbero derivare dall’equiparazione delle unioni civili al matrimonio. Perché in questo caso si potrebbe trovare con le sentenze il modo di aggirare il nodo legislativo» (Vatican Insider, 23 febbraio).

COSA SUCCEDE ORA IN SENATO?

Succede che il Governo presenta un maxiemendamento che cancella tutti quelli depositati in Aula e riscrive la legge perché sia potabile anche ai centristi, ai cosiddetti “cattodem” e a qualche deputato di Forza Italia.

Il maxi-emendamento (che annulla tutti gli altri) che il governo presenterà domani, di fatto riscrive gli articoli principali del ddl Cirinnà, togliendo però la stepchild adopotion. Il nuovo assetto della legge sulle unioni civili con lo stralcio delle adozioni piace ai centristi di Ap (il ministro Alfano chiedeva da settimane questa scelta coerente con il sentire degli italiani) ai cattolici del Pd e potrebbe rastrellare anche voti nelle file di Fi. La seconda via, assai più impervia in verità come Renzi andava dicendo da giorni e come gli stessi senatori hanno ammesso, prevedeva l’iter parlamentare “classico” con il dibattito sul testo Cirinnà. Ci sarebbero volute settimane e il rischio è che con i voti segreti il testo venisse stravolto e che le adozioni restassero comunque fuori. Renzi ha detto chiaro e tondo di considerare ormai inaffidabile il M5S che la settimana scorsa si è sfilato dall’accordo sul “canguro” solo per fare lo sgambetto al Pd. Sulla carta i grillini si erano detti pronti a votare il testo Cirinnà e le adozioni e la minoranza del Pd avrebbe voluto dare loro una seconda opportunità. Ma in assemblea è prevalsa l’unità (Avvenire, 23 febbraio).

E nelle fila della maggioranza si commenta così la decisione del Presidente del Senato Pietro Grasso eliminare tutti i cosiddetti “canguri”:

Forti tensioni interne sono state innescate anche dalla decisione del presidente del Senato Pietro Grasso di giudicare inammissibili i sette “canguri” (fra cui quello del senatore dem Andrea Marcucci) presentati sia dal Pd che dalla Lega. Una mossa accolta con favore dalle opposizioni (Sel in testa) in funzione “anti-fiducia”. Ma che ha provocato irritazione in alcuni senatori dem, in primis nel capogruppo Luigi Zanda: “Certo – ha detto – se Grasso avesse parlato prima, la discussione si sarebbe svolta in modo diverso”. Un via libera – di fatto – è arrivato in serata già nel discorso d’apertura di Angelino Alfano nella riunione congiunta di tutti i parlamentari di Ap. Con una rivendicazione orgogliosa: “Renzi con il canguro ha sbattuto la testa. Per paura di avere imboscate, da parte anche del Pd, Renzi ha deciso per la fiducia. Quindi nella mediazione, grande vittoria di ncd”. Per concludere: “Per di più se non si vota la fiducia si passerebbe, per tutti, dal certo all’incerto”. Ma il via libera della riunione è costellato anche di molti distinguo: in generale Ap chiede altre modifiche, in particolare chiarezza sulla distinzione tra unioni gay e matrimonio (Repubblica, 23 febbraio).  

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COSA SONO IL “CANGURO” E IL “SUPER CANGURO”?

Lo spiega sinteticamente il Post:

Il “supercanguro” si chiama tecnicamente “emendamento premissivo“: è un emendamento che propone non di modificare un articolo della legge ma di introdurre un articolo aggiuntivo, da collocare prima dell’articolo 1. Se questo emendamento viene approvato, cambia di fatto la legge e questo può portare alla decadenza di alcuni altri emendamenti. Storicamente gli emendamenti premissivi sono uno strumento usato soprattutto dall’opposizione quando vuole fare ostruzionismo, allo scopo di allungare i tempi di una discussione e inserire nuovi voti oltre a quelli sugli articoli della legge: in passato questo strumento è stato utilizzato anche dal Movimento 5 Stelle. In questo caso l’emendamento in questione – il cosiddetto emendamento Marcucci – avrebbe introdotto prima dell’articolo 1 una serie di norme che avrebbero cambiato l’impianto della legge Cirinnà ma senza stravolgerne i contenuti, così da far cadere gli emendamenti dell’opposizione. Per questo motivo non bisogna confondere questo emendamento – il “supercanguro” – con il cosiddetto “canguro”, a cui il M5S si è sempre opposto, che è invece uno strumento di accorpamento e accelerazione dei voti che può essere usato discrezionalmente dalla presidenza del Senato.

Per capirci è questo secondo dispositivo dei regolamenti parlamentari che – secondo i 5 Stelle – ha fatto saltare l’accordo col PD una settimana fa, il Movimento infatti (forse anche per via della pressione della base grillina che si è fortemente indignata per il voltafaccia) è nel merito concorde con l’estensione dei diritti matrimoniali anche alle coppie LGBT, anche se il vero motivo sembra essere un tentativo di mettere in imbarazzo i democrats.

Nel frattempo il popolo del Family Day esulta per lo stop e trepidante attende gli esiti del voto di questi giorni.

Tags:
ddl cirinnàmatrimonio gaystepchild adoptionunioni gay
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