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Come fare l’esame di coscienza

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Alcuni hanno un approccio legalistico - che talvolta sfocia nell'ansia patologica - altri ne hanno svuotato ogni aspetto spirituale. Ecco come trovare un equilibrio in questa sana pratica

4. Ammettere le proprie colpe

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Ringraziate Dio profondamente per il modo in cui sta operando nella vostra vita, perché non getta mai la spugna. Nel fare questo, è naturale riconoscere anche che ci sono stati casi in cui non siete stati un figlio o una figlia fedele. Avete inciampato sul cammino. Avete negato la vostra identità. Avete rifiutato lo sguardo di verità di Dio su di voi e sugli altri e avete imposto la vostra visione.

È importante cercare di riconoscere sia quello che avete fatto che alcune possibili cause. Cosa vi ha portato ad agire come avete fatto? Come potete evitarlo o migliorare la prossima volta?

Questa parte può essere dura, ma confidate nel fatto che la misericordia e la libertà sono a portata di mano. Quando riconoscete le vostre mancanze, non tergiversate. Ammettete di essere stati voi, che siete responsabili di quelle azioni. Ricordate, senza responsabilità non ci può essere riconciliazione.

A volte possiamo essere bravissimi a giustificare o ad addolcire i nostri peccati. Gesù è misericordioso e amorevole, ma è anche la Verità. A volte analizzare una lista di possibili peccati può farci guardare alle cose in modo più obiettivo.

5. Rinnovare il proprio Battesimo: passare dalla morte alla vita

Baptism

 

Molte volte, dopo aver riconosciuto una mancanza o un peccato, c’è la tentazione di pensare “Ok, come posso risolvere questa cosa?”, ma il peccato non è una cosa da risolvere – e sicuramente non solo con le nostre forze. Il peccato dev’essere perdonato. Il peccato, inoltre, provoca delle ferite, che devono essere curate e guarite, altrimenti suppurano.

Per questo, arrivando alla fine del vostro esame di coscienza, è il momento di immergere i vostri peccati nel fiume Giordano. Veniamo battezzati solo una volta, ma spesso dimentichiamo di rinnovare la nostra consapevolezza di essere battezzati. Troppo spesso dimentichiamo che “il Battesimo è il primo e principale sacramento per il perdono dei peccati: ci unisce a Cristo morto e risorto e ci dona lo Spirito Santo” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 985).

Metteteli allora sull’altare e permettete allo Spirito Santo di trasformare queste realtà di morte in realtà di vita. Il pentimento autentico permette allo Spirito Santo di agire: la disobbedienza a Dio diventa ora un atto di pentimento, di obbedienza. Nasce qualcosa di nuovo, qualcosa di buono, qualcosa di bello: lo spirito di figliolanza getta radici nel vostro cuore!

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