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7 parole di Gesù per una autentica conversione in Quaresima

AFP / PATRICK BAZ
A Lebanese Christian woman stands in front of her shop, her forehead marked with an ash cross, as she marks Ash Monday in Beirut on February 08, 2016.
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Dalla benevolenza alla fratellanza, dal superamento dell’egoismo al perdono

Per combattere contro le suggestioni della tentazione, ecco sette brevi parole, tratte dal Vangelo, che possono diventare, nel periodo della Quaresima, la nostra piccola fionda con cui recuperiamo la nostra posizione, decisa e fedele, di discepoli.

Ce le illustra fratel Michael Davide Semeraro, monaco benedettino che vive in semi-eremitaggio sulle montagne della Val d’Aosta in Quaresima. Un’occasione da non perdere (edizioni San Paolo).

1) Perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi (Lc 6,35)

La benevolenza di Dio non è un semplice atto di clemenza o di altera tolleranza per le nostre povertà e fragilità. Essa è la rivelazione del modo con cui ci guarda e ci rispetta come suoi figli, onorando la libertà che ci rende simili a Lui, ma che, talora, ci porta lontano dalla sua casa e dal suo abbraccio.

In realtà, si piega fratel Michael,  la discrezione di Dio fa paura, perché ci lascia tutta la responsabilità delle nostre scelte. Dio non ci insegue, ma ci accompagna a giusta distanza con uno sguardo che sa sperare sempre il meglio e sa attendere i tempi adatti alla nostra maturazione e alla nostra decisione. Siamo tutti un po’ «ingrati» e un po’ «malvagi», eppure lo sguardo di Dio non si rassegna e continua a sperare per noi senza mai forzare la nostra libertà e senza mai violare la nostra intimità.

2) Voi siete tutti fratelli (Mt 23,8)

Il fondamento di una relazione evangelica è la libertà e la dignità di ciascuno che, in realtà, non deve niente a nessuno e, proprio per questo, è chiamato a mettersi a servizio di tutti nella generosità di un amore quotidianamente ritrovato. Il Vangelo ci ricorda di non diventare mai, in nessun modo e per nessuno, un peso, ma dei fratelli amorevoli e sempre “alla pari”

3) Ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe (Lc 16,21)

Gesù ci chiede di non dimenticare che la vitalità del nostro cuore e la sua salute spirituale sono direttamente proporzionali alla sua capacità di non separarsi dalla corrente della vita, dal contatto “animale”, come fanno i cani che leccano le figure di Lazzaro, rimasto ormai solo e sofferente.

La Quaresima ci riporta all’essenziale del nostro essere creature. Forse la ricompensa per questi cani era solo una carezza e la reciproca compagnia: un dovere cui non possiamo sottrarci, una gioia che possiamo sempre darci.

4) Non sei lontano dal regno di Dio (Mc 12,34)

Il regno di Dio si dona e si realizza nella misura in cui ciascuno si lascia scuotere e liberare dalla prigione dell’egoismo e della paura, e comincia a sperare e a desiderare il meglio per l’altro.

La Quaresima è un tempo propizio per riavvicinarci. Un dono che è per tutti nella misura in cui ciascuno accetta di entrare in un processo di liberazione dall’egoismo per aprirsi a un cammino che ha come spinta una sola urgenza: «Amerai» e ancora «amerai».

5) Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste (Mt 5,48)

Alzando la sbarra in modo vertiginoso, fino a chiederci di farci imitatori del «Padre», il Signore Gesù vuole da noi un salto di assoluta qualità: andare oltre noi stessi e saper sempre porre lo sguardo del nostro cuore al di là di tutto ciò che ci rassicura con quel senso di superiorità che ci fa sentire apposti e persino migliori degli altri.

L’amore e la misericordia, cui il Vangelo ci abilita e cui ci invita, è questa capacità, sempre rinnovata e crescente, di non ferire il fratello quando dimostra poca capacità nel comprendere la sua stessa debolezza.

6) Donna, dove sono? (Gv 8,10)

In quella donna svergognata e spogliata di tutta la sua dignità il Signore Gesù vede l’umanità, vede ciascuno di noi nella propria fragilità e aiuta i suoi accusatori a specchiarsi non nella Legge – di cui si fanno garanti per rassicurarsi –, ma in quella stessa donna la cui debolezza è anche la loro.

La Quaresima ci rimette in cammino verso il senso ritrovato e onorato della nostra povertà che si fa ricolmare, della nostra miseria che diventa luogo di misericordia.

7) Oggi con me sarai nel paradiso (Lc 23,43)

Per schierarsi così audacemente dalla parte di Gesù, il Ladrone avrà riconosciuto nel Signore i tratti inconfondibili di un uomo libero perché ha fatto il bene, tanto che, in questa veritiera libertà, anche se inchiodato, può ancora liberare dalla schiavitù del male. Una liberazione e una salvezza che non richiedono nessuna confessione e non hanno bisogno di nessun dettaglio del male compiuto. L’elenco sarebbe lungo, ma il Crocifisso non chiede a questo ladrone perché penda da una croce, non gl’importa il passato, gli preme il futuro, e si dedica ancora – perfino morente – a offrire il riscatto di una promessa di vita.

La Quaresima è l’occasione per credere che nulla mai è totalmente perduto e che nessuno è definitivamente escluso dal paradiso della misericordia né, tantomeno, mai nessuno è condannato senza appello all’inferno del rammarico.

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