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Si può pregare mentre si dorme?

© Aweisenfels

Salvador Aragonés - pubblicato il 18/02/16

Si può pregare Dio mentre si dorme? Cosa può fare Dio durante il nostro sonno? Il riposo e il sonno, se vengono offerti a Dio, diventano preghiera. Lo dice la Bibbia ed è corroborato da molti santi. Per questo le preghiere della sera e l’esame di coscienza sono così importanti: ci inseriscono pienamente in Dio, nel perdono e nella misericordia di Dio, e ci fanno addentrare nel sonno notturno anche se la nostra volontà non agisce durante il tempo del sonno.

In realtà, Dio non riposa né di giorno né di notte, e lo Spirito Santo lavora nell’anima sempre sveglia – è il corpo che dorme –, al punto che la grazia può aumentare mentre dormiamo. Lo impariamo dalle Sacre Scritture, sia dall’Antico che dal Nuovo Testamento.

Leggiamo che Dio chiama il fanciullo Samuele mentre dormiva, anche se all’inizio questi non se ne rendeva conto e Dio ha dovuto chiamarlo tre volte, fin quando il sacerdote Eli ha riconosciuto che era il Signore a chiamarlo e lo ha detto a Samuele, che la terza volta ha risposto: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” (1 Sam 3, 9).

Molto significativo è il caso del patriarca San Giuseppe, al quale Dio non parla se non attraverso i sogni e gli angeli suoi messaggeri. Quando Giuseppe dubita se accettare o ripudiare in segreto la sua promessa sposa Maria, sapendo che era incinta, “in sogno” gli appare un angelo e gli dice: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt, 1, 20-21).

Sempre in sogno Dio, attraverso un angelo, gli ha intimato di andare in Egitto, perché Erode cercava il bambino per ucciderlo. E pur essendo stato in sogno, Giuseppe non ha dubitato dell’ispirazione divina e ha preso madre e figlio ed è fuggito in Egitto (Mt, 2, 13-14). Sempre in sogno, Giuseppe ha saputo che Erode era morto e che poteva tornare in Israele, dove finalmente si è stabilito con la famiglia a Nazareth.

Lo Spirito Santo continua a lavorare nell’anima, che incrementa la sua grazia anche durante la notte, durante il sonno o il riposo. Numerosi salmi ne parlano, come il Salmo 16, 7, “Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce”. Il Salmo 17, 3 dice invece “Saggia il mio cuore, scrutalo di notte”.

Nella Bibbia Dio parla spesso in sogno ai profeti, come si può vedere nel libro della Genesi, o quando parla ad Aronne e a Maria (Num, 12, 6): “Il Signore disse: ‘Ascoltate le mie parole! Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, in visione a lui mi rivelerò, in sogno parlerò con lui’”.

Ciò non vuol dire che i sogni siano ispirati da Dio, perché Dio rifiuta “la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia” (Dt 18, 10). Dio ha parlato in sogno anche a Salomone, sulla collina di Gàbaon, quando gli ha detto: “Chiedimi ciò che io devo concederti” (I Re, 3, 5).

Sarebbe troppo lungo compiere un’esegesi biblica dei sogni. Ciò che è certo è che Dio è sempre con noi, indipendentemente dal fatto che dormiamo o siamo svegli. Per questo è importante curare le preghiere della sera e chiedere la misericordia divina dopo l’esame di coscienza. Così si continua a pregare durante la notte, anche se non ce ne rendiamo conto.

Per aumentare la grazia, molti usano anche l’acqua benedetta prima di addormentarsi. L’acqua benedetta non è una superstizione (cfr. Aleteia, 4 febbraio 2016), ma un sacramentale.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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