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“Preferisco una famiglia ferita a una società chiusa e narcisistica”

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«Le leggi e l’impegno personale sono un buon abbinamento per spezzare la spirale della precarietà»

Manuel, un adolescente sulla sedia a rotelle, ha voluto parlare della sua esperienza, del suo essere bloccato dall’età di 5 anni a causa della distrofia muscolare. “Poi ho incontrato Dio, e tutto è diventato diverso”. “Ci sono tanti giovani soli, scoraggiati, eppure io mi sono felice di poter evangelizzare, sulla mi sedia a rotelle”.

Il Papa lo ha ringraziato e prima di lui ha ringraziato i suoi genitori: “I genitori in ginocchio davanti al figlio malato, li avete visti? Reggevano il foglio di carta al loro figlio, perché potesse leggere la sua testimonianza. E’ un’immagine che non dimenticheremo, grazie”. “Qualche volta discuteranno – ha detto il Papa rivolgendosi ai due genitori, quale marito e moglie non litigano e qualche volta – ha scherzato – c’è anche la suocera di mezzo. Ma si amano e ce lo hanno dimostrato e sono capaci di mettersi in ginocchio davanti al figlio malato”.

“Manuel, grazie per la tua testimonianza – ha proseguito il Papa – e soprattutto per il tuo esempio. Mi ha colpito quell’espressione che hai usato: ’dare coraggio’, come l’atteggiamento che hai assunto dopo aver parlato con i tuoi genitori. Hai iniziato a dare coraggio alla vita, dare coraggio alla tua famiglia, dare coraggio tra i tuoi amici e dare coraggio anche a noi qui riuniti. Credo che questo sia ciò che lo Spirito Santo vuole sempre fare in mezzo a noi: dare coraggio, regalarci motivi per continuare a scommettere, sognare e costruire una vita che sappia di casa, di famiglia”.

Toccante pure la testimonianza di una famiglia di Tapachula: nonni, figli, nipoti. I nonni celebravano 50 anni di matrimonio. “Dopo 50 anni– li ha indicati Bergoglio – continuano a volersi bene. Chissà quanta pazienza, ci è voluta. Gli sposi non devono mai andare a dormire senza aver fatto la pace, perché poi ci si sveglia in guerra. Una guerra fredda. E la guerra fredda è molto pericolosa per la famiglia.Quanto perdono ci vuole. Ma l’amore vero è così. E i figli lo hanno imparato e, a loro volta, stanno insieme da 25 anni”.

Un altro momento emozionante si è verificato quando un bambino malato è stato letteralmente «issato» con la sua sedia a rotelle sul palco del Papa nello Stadio: Francesco lo ha accarezzato più volte.

«Oggi – ha poi osservato il Papa – si crede che la famiglia sia un modello ormai superato e incapace di trovare posto all’interno delle nostre società che, sotto il pretesto della modernità, sempre più favoriscono un sistema basato sul modello dell’isolamento». Il Pontefice è tornato a parlare di «colonizzazione ideologica» ai danni della famiglia.

Citando ancora Manuel, Francesco ha ricordato i tanti adolescenti che vivono «senza slancio». Un atteggiamento che nasce dal fatto che si sentono soli (“Parlate, giocate con i vostri figli, non siate sempre troppo occupati per loro”, ha esortato il Papa).

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