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La corrispondenza segreta tra San Giovanni Paolo II e una donna sposata: scandalo per un mondo malato

© Bill and Jadwiga Smith / YOU TUBE
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Le amicizie profonde sono rare. Tra uomo e donna, poi, sono quasi un'aberrazione

Ha fatto scalpore nei media, tra ieri e oggi, la notizia che San Giovanni Paolo II mantenne un “rapporto di grande vicinanza” per più di 30 anni con la filosofa polacca naturalizzata statunitense Anna-Teresa Tymieniecka.

Ad accendere la scintilla è stata la BBC, basandosi su alcune lettere vendute dalla signora, morta nel 2014, e poi in parte acquistate dalla Biblioteca Nazionale Polacca, che secondo i media avrebbe tenuto segreta questa corrispondenza.

La storia

L’incontro avvenne nel 1973. Karol Wojtyła era arcivescovo di Cracovia. Anna-Teresa si recò dagli Stati Uniti in Polonia per parlare con l’allora cardinale di un libro di filosofia scritto da lui.

Poco tempo dopo iniziò la corrispondenza tra i due, che decisero di lavorare a una versione ampliata del libro. Il cardinale e la filosofa si incontrarono molte volte da allora e intensificarono la corrispondenza, che ovviamente, con il tempo, divenne meno formale.

Nel 1976 il cardinal Wojtyła partecipò a un incontro cattolico negli USA e venne invitato da Anna-Teresa nella casa di campagna della famiglia, nel Vermont. Grande appassionato della natura, Wojtyła appare nelle foto di quell’estate felice e rilassato insieme alla famiglia di Anna-Teresa.

Nel settembre di quell’anno le scrisse:

Mia casa Teresa, ho ricevuto le tre lettere. Dici di essere distrutta, ma non sono riuscito a trovare una risposta per quelle parole (…). L’anno scorso stavo già cercando una risposta a queste parole: ‘Ti appartengo’. E finalmente, prima di partire dalla Polonia, ho trovato un modo: uno scapolare. La dimensione nella quale ti accetto e ti sento in ogni luogo, in ogni tipo di situazione, quando sei vicina e quando sei lontana”.

Il tenore di queste lettere può dare a intendere che Anna-Teresa si fosse innamorata del cardinale.
È ad esempio l’opinione di Marsha Malinowski, la commerciante di manoscritti che ha negoziato la vendita delle lettere alla Biblioteca Nazionale Polacca. “Penso che si rifletta completamente nella corrispondenza”, ha concluso in un’intervista rilasciata alla BBC.

Anna-Teresa non è stata l’unica donna con la quale il futuro papa Giovanni Paolo II ha mantenuto corrispondenza e amicizia. Fin dalla sua giovinezza, Karol Wojtyła ha coltivato un salutare rapporto di vicinanza con varie amiche, tra le quali Wanda Półtawska, psichiatra con la quale ha scambiato lettere per decenni.

A suscitare scalpore nei media nel caso di Anna-Teresa sono stati l’“intensità personale” delle lettere e il fatto che la filosofa fosse sposata. Dopo l’orrore nazista e la II Guerra Mondiale, si era trasferita negli Stati Uniti per studiare, e lì si era sposata e aveva avuto tre figli.

Un’amicizia intensa e familiare

Anche il marito di Anna-Teresa, Hendrik Houthakker, era amico di Giovanni Paolo II. Hendrik era un famoso economista di Harvard, e dopo la caduta del comunismo ha consigliato il papa sull’economia dei Paesi dell’Est europeo.

Quando a Giovanni Paolo II è stato diagnosticato il morbo di Parkinson, Anna-Teresa è andata a trovarlo spesso, oltre a mandargli fiori e fotografie della casa di campagna del Vermont che era tanto piaciuta al cardinal Wojtyła nell’estate del 1976.

Dopo l’ultima visita del papa in Polonia, scrisse ad Anna-Teresa della sua patria: “La nostra casa comune; tanti luoghi dove ci siamo incontrati, dove abbiamo avuto conversazioni tanto importanti per noi, dove abbiamo assistito alla bellezza della presenza di Dio”.

I media, gli internauti e le loro prevedibili interpretazioni

Un’amicizia coltivata sia in famiglia che in privato, nella quale si vive e si sottolinea la “bellezza della presenza di Dio”… Non sembra una realtà plausibile per buona parte della stampa laica e dei suoi lettori.

Il brusio dei media è stato promosso, tanto per cambiare, dai “furori venerei” tipici della nostra “cultura” sessualmente frustrata e malata.

È vero che la BBC sottolinea che “non c’è alcun indizio della rottura del celibato da parte del papa”, ma ci sono anche martellamenti insinuanti su aspetti come “la donna era sposata”. E se fosse stata single? E se fosse stata vedova? Non ci sarebbe stato lo stesso martellamento?

La nostra società ha gravi difficoltà a costruire e nutrire amicizie solide. Le amicizie profonde sono una rarità. Tra uomo e donna, poi, sono quasi un’aberrazione. E tra uomo e donna senza sesso? Non fateci ridere. Le amicizie capaci di trasparenza affettiva e apertura filosofica e spirituale suonano aliene quasi quanto la bellezza della castità e del celibato da parte di un uomo forte, giovane e sano. E alle persone che sanno scrivere a malapena una riga senza errori di ortografia, le amicizie nelle quali c’è uno scambio di corrispondenza sembrano irrimediabilmente incomprensibili.

Su questa vicenda, AciStampa riporta una lettera del cardinale Stanisław Dziwisz, segretario particolare di Giovanni Paolo II: “Chi ha vissuto accanto a Giovanni Paolo II sa bene che nella sua vita non c’è spazio per alcuna dietrologia maliziosa. Egli era libero e trasparente, non ha avuto alcun complesso perché era un uomo purissimo che rispettava ogni persona in ogni situazione della sua vita. Questa è l’unica chiave di lettura con cui interpretare tutta la sua vita esemplare e santa”.

La questione, si aggiunge, è tuttavia “un falso scoop”, perché della signora hanno scritto tutti i biografi di Giovanni Paolo II, da George Weigel nel suo Testimone della speranza a Bernestein e Politi in Sua santità”.

Anche definizioni come “dono di Dio”, usato da Wojtyła per la filosofa, non desta particolare scalpore, perché chi conosce i suoi scritti sa che la parola “dono” in riferimento a una persona viene usata molto spesso.

Come ha ricordato anche il vice direttore della Sala Stampa vaticana, Greg Burke, “Per quanto riguarda il documentario della BBC non c’è da meravigliarsi che Papa Giovanni Paolo II abbia avuto amicizie strette con diverse persone, sia uomini che donne. Nessuno quindi si può dire sconvolto da questa notizia”.

Povero mondo. Ora pro nobis, San Giovanni Paolo II.

[Traduzione dal portoghese e adattamento a cura di Roberta Sciamplicotti]

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