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I diritti delle coppie omosessuali in Italia? Già esistono!

Pixabay.com/Public Domain
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Diritti per le coppie omosessuali e possibilità di adottare un bambino: una novità esclusiva del ddl Cirinnà? Sembra proprio di no. Perché in Italia esiste già un’ampia e documentata legislazione anche a tutela delle coppie non eterosessuali.

Insomma, se è realmente l’amore, come vanno ripetendo ormai da settimane i sostenitori del mondo Lgbt, il collante di una coppia a prescindere dall’orientamento sessuale, allora la nuova legge sulle unioni civili si può considerare persino una forzatura che maschera altri obiettivi. E vi spieghiamo il perché.

LA TUTELA DELLA COPPIA

In Italia ai conviventi, dello stesso sesso o di sessi diversi, sono riconosciuti i diritti e i doveri relativi alla sanità, alle carceri, alla locazione, ai risarcimenti. Non esiste un problema di tutela dei conviventi in quanto legge o giurisprudenza li stanno già tutelando (La Nuova Bussola Quotidiana, 11 febbraio).

FAMIGLIA E CONVIVENZA

La norma che rappresenta la base formale per il riconoscimento di molti diritti dei conviventi è rappresentata dal DPR n.223/1989 (approvazione del regolamento anagrafico della popolazione residente) che parifica le famiglie alle convivenze, stabilendo che «l’anagrafe della popolazione residente è la raccolta sistematica dell’insieme delle posizioni relative alle singole persone, alle famiglie e alle convivenze che hanno fissato nel comune la residenza»; addirittura precisa che «l’anagrafe è costituita da schede individuali, di famiglia e di convivenza».

NORME PRO COPPIE GAY

Ma sempre spulciando il dossier de La Nuova Bussola Quotidiana, le norme che tutelano le convivenze anche tra persone dello stesso sesso sono diverse: ad esempio l’art. 3 Legge n.91/1999 in materia di trapianti di organi stabilisce che all’inizio del periodo di osservazione ai fini dell’accertamento di morte, i medici forniscono informazioni sulle opportunità terapeutiche per le persone in attesa di trapianto nonché sulla natura e sulle circostanze del prelievo, al coniuge non separato o al convivente; Legge n.53/2000 Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città, riconosce ad ogni lavoratore il diritto a permessi retribuiti per decesso o grave infermità del coniuge, del parente entro il secondo grado e del convivente.

CONSULTORI E TESTAMENTO

E ancora la legge n.405/1975 Istituzione dei consultori familiari, prevede l’assistenza della famiglia e della coppia (e dunque dei conviventi); la Corte di Cassazione con sentenza n.2988/1999 ha riconosciuto al convivente la risarcibilità del danno patrimoniale in caso di morte del convivente provocata da fatto ingiusto altrui; Art. 411 codice civile le disposizioni testamentarie in favore del convivente amministratore di sostegno sono valide.

CATTIVA CONDOTTA DEL CONIUGE

Importanti sono anche gli Art. 342bis e 342ter codice civile: prevedono che quando la condotta del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica morale ovvero alla libertà dell’altro coniuge o convivente il giudice può disporre l’allontanamento da casa, prescrivendo il divieto di avvicinarsi ecc. Complessivamente sono 15 le norme citate a tutela dei diritti di una coppia convivente (sia etero che omosessuale).

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