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Infedeltà matrimoniale, 7 cose da sapere

Catholic Link - pubblicato il 09/02/16

di Silvana Ramos

Esther Perel è una famosa psicoterapeuta belga che ora risiede a New York. Per 30 anni si è dedicata alla terapia di coppia e allo studio dell’infedeltà. Negli ultimi 10 anni ha girato il mondo raccogliendo informazioni sull’infedeltà nelle diverse culture. Oggi vi proponiamo la conferenza TED Ripensare l’infedeltà” in cui Esther condivide ciò che ha scoperto. Un video che vale la pena di essere visto e discusso più volte.

In un matrimonio, l’infedeltà ha conseguenze devastanti. Subirla provoca un dolore così tremendo da essere considerato addirittura peggiore della morte del coniuge stesso. Molte coppie non sopravvivono. Il matrimonio si conclude in modo estremamente doloroso, soprattutto se ci sono bambini coinvolti. Alcuni possono sopravvivere all’infedeltà ma solo come naufraghi alla deriva, lasciando che la corrente li porti qua e là e finendo per vivere un matrimonio che è in realtà morto. Ma d’altra parte ci sono coppie che non solo sopravvivono, ma che danno un nuovo slancio al loro rapporto. Di questo ha parlato Esther e noi vogliamo approfondire questo aspetto.

Uomini e donne vivono l’esperienza del peccato. Il matrimonio soffre le conseguenze di queste esperienze, ma Gesù ci viene incontro ed eleva il matrimonio al punto di essere un sacramento, dandoci la grazia per lottare contro tutte le avversità. E l’infedeltà è una di queste.

Per essere più chiari abbiamo diviso il post in 7 punti, che spero possano servire per capire il meccanismo dell’infedeltà. E che mi auguro possano aiutare le molte coppie che stanno attraversando il grande dolore dell’infedeltà a trovare il modo per superarlo, e a ottenere un matrimonio migliore.

1. Infedeltà ieri, oggi e sempre

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L’infedeltà è presente fin dall’inizio dei tempi. Come ha detto Esther, anche nei 10 comandamenti è menzionata due volte: nel sesto, “Non commettere atti impuri” e nel nono, “Non avere pensieri impuri”. Dio, conoscendo la natura del peccato ci avverte del rischio di cadere su questa cosa per ben due volte. E ci avverte sia sull’azione ma anche sul solo pensiero. Entrambe le cose sono brutali ed entrambe causano dolore. È importante tenerne conto, non è una casualità.

2. Sia gli uomini che le donne possono essere infedeli

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Non è che l’uno sia più infedele dell’altra, siamo solo in presenza di un ulteriore aspetto in cui le differenze tra uomini e donne sono evidenti. Si dice che le donne siano infedeli perché cercano una connessione intima e che l’uomo lo sia perché incapace di sostenere tale tipo di rapporto. Gli uomini si vantano delle loro conquiste, le donne desiderano in silenzio. Sarebbe di grande aiuto poter guardare queste differenze, anche in una situazione del genere, parlando francamente dei nostri difetti, avendo fiducia reciproca e non lasciando spazio alla paura all’interno del nostro matrimonio. La conoscenza personale e la consapevolezza delle nostre differenze sono la chiave per comprendere le nostre tentazioni ed evitare di cadere.

3. Infedeltà: un antidoto alla monotonia e alla morte?

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Perché avviene l’infedeltà? Si può comprendere chi è infedele? Che cosa succede se l’infedele sono io? Che cosa si sta realmente cercando? E dove si vuole andare? Cosa manca? L’infedeltà, che potrebbe anche restare latente, avviene spesso in risposta a questioni irrisolte e alla mancanza di dialogo tra i coniugi. Se l’entusiasmo iniziale ha fatto posto alla monotonia, e se ci si trova in una situazione difficile, possiamo perdere il senso della vita e l’infedeltà potrebbe apparire come una finestra piena di emozioni che ci faccia sentire ancora “vivi”. Il problema è che siamo stati sempre vivi, ma a morire è il nostro matrimonio.

4. Il desiderio che fa sentire vivi

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L’infedeltà ha poco a che fare con il nostro coniuge, e molto con noi stessi, con le nostre debolezze e con la nostra mancanza di riconciliazione. L’infedeltà in realtà non ha neanche molto a che fare con il sesso in sé, quanto con il desiderio. Il desiderio di essere ascoltati, di qualcuno che si prenda cura di noi, di sapere di avere importanza per l’altro, di essere giovani. Il desiderio è ciò che muove tutto e che fa permanere la situazione di infedeltà. Il fatto di non poter stare sempre con l’amante mantiene alto il desiderio. È quasi ciò che accade in una dipendenza; se però siamo consapevoli, possiamo sviluppare strategie per combattere questi desideri che si manifestano in modo così intenso.

5. Il dolore di una morte lenta

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Soprattutto oggi, a causa della tecnologia e di ciò che il matrimonio è diventato, l’infedeltà non solo provoca dolore, ma veri e propri traumi personali, tra cui anche crisi di identità. Si può diventare spettatori in prima fila dell’infedeltà del coniuge e conoscerne i dettagli più ripugnanti. Penso che dovremmo essere consapevoli di questo aspetto. L’infedeltà genera traumi di identità molto profondi, oggi più che in qualsiasi altro periodo. Sapendo ciò, bisognerebbe frenarsi prima di considerare quei comportamenti che portano all’infedeltà e che causano un dolore profondo alla persona che abbiamo promesso di amare per tutta la vita.

6. La vergogna di perdonare

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In un matrimonio dove si lotta per recuperare il rapporto perduto, in aggiunta al dolore dell’infedeltà subita, c’è anche la difficoltà di perdonare chi è stato infedele. È incredibile. Perdonare un tradimento è considerato quasi come un peccato. In un mondo in cui si cerca solo di essere felice e in cui la felicità significa assenza di dolore e di sacrificio, perdonare l’infedeltà è un qualcosa di pazzo. “Ma sei stupida?” “Un traditore non cambia mai”, “Che vada con quell’altro e non torni più indietro”. Molti di questi commenti provengono anche dalla propria famiglia. Ma il perdono esiste e, inoltre, è una grazia che Dio ci dà nel sacramento del matrimonio. Perdonare è possibile. Il perdono non significa voltare pagina. Questo perdono richiede impegno e riconciliazione. Il primo passo è che l’infedele riconosca il dolore che ha causato e che sia aperto e pronto a ricostruire, passo dopo passo, il matrimonio.

7. Il tuo matrimonio è finito. Iniziane uno nuovo… con la stessa persona

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Sopravvivere all’infedeltà apre la porta al parlare di tutto ciò che non si aveva mai osato dire: “Non ero felice”, “Nemmeno a me è piaciuto questo o quello…” sono quei dialoghi che vanno a dare vita ad una nuova realtà in cui possa parlare con libertà che non si ha mai avuto il coraggio di affrontare. Esther Perel dice che l’infedeltà è come il cancro: può uccidere ma, se vi si sopravvive, la vita assume un nuovo significato. La sfida di combattere per sopravvivere all’infedeltà può portare a ricostruire un nuovo matrimonio, a formare nuovi accordi, a parlare a fondo dei problemi che toccano entrambi e, infine, a risolvere le questioni personali.

Ricordiamo che il sacramento del matrimonio ci da la grazia di far fronte alle difficoltà che ci accadono. Non siamo soli, Dio non ci lascia mai soli:

“Cristo è la fonte di questa grazia. ‘Come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un Patto di amore e di fedeltà, così ora il Salvatore degli uomini e Sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del Matrimonio’ (GS 48,2). Egli rimane con loro, dà loro la forza di seguirlo prendendo su di sé la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri, (cfr Ga 6,2), di essere ‘sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo’ (Ef 5,21) e di amarsi di un amore soprannaturale, tenero e fecondo”. Catechismo della Chiesa Cattolica, 1642

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
famigliafedeltamatrimoniosessualitàtradimento
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